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Autobiografia delle contraddizioni: Lettera aperta. Il filo di mezzogiorno. Io, Jean Gabin. L'università di Rebibbia. Le certezze del dubbio.

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Cinque momenti della vicenda interiore politica e letteraria di Goliarda Sapienza, una scrittrice troppo in anticipo sui tempi.


Se normalmente si intende l'autobiografia come il racconto retrospettivo del proprio vissuto a partire da un punto d'osservazione nel presente, Goliarda Sapienza reinventa il genere, immaginando una scrittura che accompagna a intermittenza lo scorrere della vita. Lettera aperta, il romanzo d'esordio, e Il filo di mezzogiorno raccontano la turbolenta nascita di una scrittrice che ha fatto di tutto per non Goliarda è la bambina guerresca che non cammina mai perché corre sempre, ma è al contempo la donna adulta che la ricorda. In Io, Jean Gabin la protagonista è ancora Goliarda bambina, ma il filtro questa volta è l'identificazione con l'icona virile e anarchica del cinema francese. I due romanzi successivi, L'università di Rebibbia e Le certezze del dubbio, vedono un cambio di stile e di l'io autobiografico si mette in disparte prestando la sua voce alle donne incontrate a Rebibbia e poi nel «carcere fuori dal carcere» della metropoli romana, in cui vaga alla ricerca della sorellanza intuita e ormai perduta. A scorrere le pagine appassionanti di questa autobiografia sorge un e se tutte le contraddizioni alla fine si rivelassero coerenza? Coerenza di verità e bellezza dell'insieme della sua opera.

768 pages, Kindle Edition

Published May 7, 2024

16 people are currently reading
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About the author

Goliarda Sapienza

26 books283 followers
Goliarda Sapienza was an Italian actress and writer. Goliarda Sapienza was born 10 May 1924 in Catania. Her mother was Maria Guidice, a prominent socialist, her father Peppino Sapienza, a socialist lawyer. As a child, Goliarda Sapienza reenacted films she had seen in cinema. In 1941 she and her mother went to Rome, where she studied theatre. She worked as an actor in both films and plays, but from 1958 she focused on writing. Her now famous novel L’arte della gioia (The Art of Joy) was finished in 1976 but rejected by publishers because of its length (over 700 pages) and its portrayal of a woman unrestrained by conventional morality and traditional feminine roles. It was first published by her husband Angelo Pellegrino after her death.

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Profile Image for CAMILLA FERRARIO.
102 reviews
September 8, 2024
Raramente mi sono sentita così compresa in un libro. Attraverso cinque momenti diversi della sua vita, questa straordinaria scrittrice ci porta in un viaggio che va dal carcere di Rebibbia fino alla sua casa di Catania, dallo studio del terapeuta fino agli angoli più intimi e complessi della sua sessualità. Conoscevo già Sapienza: avevo letto altri suoi libri e visto interviste, ma nulla di tutto questo mi aveva colpita quanto questa raccolta. Un'autrice intelligente, antica e attuale come non mai, in grado di smantellare e ricostruire la figura femminile, definita dalla stessa come "il mio pianeta e la mia ricerca, il mio unico partito e forse, oltre all'amicizia, il mio unico scopo della vita".

Ho amato anche la parte finale, il ritratto di Angelo Pellegrino che descrive così la sua amata: "Goliarda stessa era di temperamento vulcanico e tellurico, almeno in una parte di sé che mal si conciliava con la sua malinconia creando forte contrasto che però era apparente. Qualche volta, non spesso, e non gratuitamente, si chiudeva in sé, soprattutto quando pensava a come la vita viene distrutta, anche se sempre rinasce. Che è poi quello che fa il vulcano."
Profile Image for teresa cerullo.
66 reviews5 followers
February 5, 2026
Autobiografia delle contraddizioni è un’opera che ripercorre la complessa, piena e ricca vita di Goliarda Sapienza, vita intrisa di energia vitale e di morte, di amore e sofferenza.
L’opera raccoglie i cinque romanzi autobiografici di Sapienza (Lettera aperta; Il filo di mezzogiorno; Io, Jean Gabin; L’università di Rebibbia; Le certezze del dubbio); tuttavia, quella che Sapienza coltiva non è la tradizionale autobiografia. Come lei stessa ammette, la volontà di scrivere il suo passato deriva dalla necessità di sfogarsi, di comprendere fino in fondo ciò che sin dall'infanzia l’ha ferita. Emergono così i rapporti con i genitori, con i fratelli e le sorelle, la complessa esperienza della psicoanalisi, l’importanza del cinema nella sua formazione, l’esperienza nel carcere di Rebibbia e il rapporto con Roberta, anche lei ex detenuta.

Lettera aperta, Capitolo I

Come vi ho detto, questi quarant'anni, o meglio i primi venti anni di questi quarant'anni, a furia di volerli scientemente ignorare, si sono cosí ingarbugliati che non riesco a districarli, a fare ordine. Io purtroppo sono molto ordinata, anzi direi un po' fissata: e cosí i fatti passati mi schiacciano come una mosca ai muri di questa stanza che si è fatta troppo piena. Capirete, ci vivo da sempre. […]
Scusate ancora, ma ho bisogno di voi per essere in grado di sbarazzarmi di tutte le cose brutte che ci sono qui dentro. Parlando, dalla reazione di chi ascolta, puoi capire cosa va tenuto e cosa buttato. Ho bisogno di voi per liberarmi di tutte le cose inutili che affollano questa stanza. Ho la bocca piena della loro polvere. Ho detto un minimo di ordine, non di verità.


A partire dal primo volume, Lettera aperta, emerge particolarmente la peculiarità della scrittura di Sapienza, che si muove liberamente lungo l’arco della sua vita (in questo caso specialmente dell’infanzia) senza rendere conto al lettore di ciò che succede nei salti temporali. È una scrittura che lascia disorientati, ma allo stesso tempo è un vortice che trasporta fino al momento in cui ogni elemento prende una forma concreta nell’insieme della storia.
Alla difficoltà dell’orientarsi nel labirinto delle vicende della vita della scrittrice si aggiunge anche il fatto che lei stessa, nell’incipit di Lettera aperta, sostenga di non essere interessata alla verità, ma di essere disposta a inserire anche delle bugie nel suo racconto, se questo le permetterà di “fare ordine”. Questo lascia il lettore in un limbo di incertezza, in cui non sa fino a quanto possa credere all’autrice (scelta che, secondo me, rende ancora più affascinante l’opera). A questo proposito mi sento vivamente di consigliare a chi vuole leggere l’opera di leggere anche la postfazione, “Ritratto di Goliarda Sapienza” a cura di Angelo Pellegrino, che illustra in maniera estremamente intensa e nitida il carattere dell’autrice e i punti salienti della sua vita.
Sapienza scrive vividamente e ogni emozione assume una sua forma unica. Quest’opera è come un abbraccio che sembra in grado di comprendere chi ha di fronte e che permette di navigare nei più reconditi antri di un’anima che si mette a nudo di fronte al lettore, narrando e narrandosi.
Ho amato questo libro in quanto fornisce uno sguardo attento e minuto sui sentimenti e sulla complessità della vita: l’opera è un vero e proprio viaggio emotivo che è in grado di smuovere l’animo.
Profile Image for Anna Volontè.
4 reviews
December 22, 2025
Un libro bellissimo, letto d’un fiato nonostante la sua lunghezza. Tutti i racconti contribuiscono a creare un’immagine veritiera della scrittrice, includendo le contraddizioni che tanto l’hanno caratterizzata. Tra i 5 racconti, “l’università di rebibbia” e l’ultimo capitolo mi hanno colpita particolarmente e interessata. Assolutamente consigliato, per conoscere meglio un’avanguardia della letteratura italiana del novecento
Profile Image for Azygos.
36 reviews1 follower
October 28, 2025
Goliarda, Goliarda, che dire... ogni frase scritta da te è come un raggio di luce sparato nelle pupille, spietata e tenera allo stesso tempo, quasi scrivessi con un bisturi. Da anni non mi capitava di non riuscire a chiudere un libro una volta iniziatolo, e sono felice di essermi imbattuta nella grandissima Goliarda Sapienza. Una lettura incredibile, dura e dolce, ma soprattutto senza sconti e ferocemente sincera.
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