These stories are told using illustrations from talented designers. The basic objective is to introduce the classics to the newer generations, but it is also intended for the whole family. The idea is to tell children of the third millennium, hooked to the television, internet and video games, the stories that enchanted our great grandparents, as Cyrano of Bergerac.
Stefano Benni (Bologna, 1947 – Bologna, 2025) è stato uno scrittore, umorista, giornalista, sceneggiatore, poeta e drammaturgo italiano.
Stefano Benni (1947-2025) was an Italian satirical writer, poet and journalist. His books have been translated into around 20 foreign languages and scored notable commercial success. He sold 2,5 million copies of his books in Italy.
He has contributed to Panorama (Italian magazine), Linus (magazine), La Repubblica, il manifesto among others. In 1989 he directed the film Musica per vecchi animali.
A witty and accessible retelling of a classic tale. Recommend to families with younger readers for reading together or for competent pre-teen/ early teen,
Home / Recensioni / Libri / Recensione bigenerazionale – La storia di Cyrano de Bergerac raccontata da Stefano Benni Recensione bigenerazionale – La storia di Cyrano de Bergerac raccontata da Stefano Benni daniela gallotti 12:14, 19 aprile 2015 Libri
Facebook Twitter Google + LinkedIn Pinterest Un genitore che racconti al figliuolo di 8 anni la storia di Cyrano deve essere un disadattato e voler tramandare la caratteristica alla prole. Ma visto che domanda e offerta sono legati, ci deve essere una qualche seppur scarna domanda da parte dei disadattati se del “Cyrano de Bergerac” di Rostand esiste un’offerta per bambini, una versione riscritta da quel burlone di Stefano Benni e edita dalla Scuola Holden, che con operazioni editoriali di questo tipo ci ha costruito un’intera collana.
L’OPINIONE DEL GRANDE: Cyrano è socialmente disadattato, uno di quei matti che al cinema ti fa scattare il meccanismo dell’immedesimazione e fai il tifo per lui fino al “The end” (e piangi quando muore), ma che se lo incontri nella vita vera ti fa scuotere un po’ la testa perché è “strano”. Nella finzione tifi per lui perché è un po’ eroe, di quelli duri e puri, intelligenti e coraggiosi, che sfidano potenti e prepotenti, rigorosamente stupidi e ignoranti, ma tifi per lui anche perché è un po’ sfigato, con quel nasone inguardabile e il complesso d’essere brutto come un qualsiasi adolescente. Beh, è una cosa che funziona solo tra le pagine di un libro o nella sala buia di un cinema, appunto: uno come lui, nella vita vera, resta sempre uno sfigato, per giunta incapace di adattarsi ai compromessi che la società richiede, perché per riuscire nella vita bisogna fare buon viso a cattivo gioco, mors tua vita mea, e via proverbiando.