New York, proibizionismo, gangster, vampiri e alieni. Se vi state chiedendo dove è possibile trovare queste cose tutte insieme contemporaneamente, vi dico che potete smettere di domandarvelo. La risposta è una sola: Turf.
Partiamo dagli autori, Edwards e Ross. Gli amanti del fumetto, soprattutto quello targato Marvel, non dovrebbero avere troppi problemi nel riconoscere il nome di uno dei più capaci disegnatori, che ha dato forma e sostanza ad eroi come Spiderman e Capitan America (cito solo questi, ma potete andare a buttare un occhio alla pagina wikipedia di Marvel 1985, tanto per fare un esempio). Ma anche gli amanti del cinema d’azione potrebbero riconoscere facilmente il nome di Tommy Lee Edwards visto che ha collaborato alla realizzazione di diversi film, tra cui Batman Begins e Men in Black II. In realtà Edwards ha prestato la sua arte anche al mondo dei videogiochi. Insomma, parliamo di un artista che vanta un curriculum di tutto rispetto.
Altra faccenda invece per Jonathan Ross. Qui in Italia è abbastanza sconosciuto, ma, se andate in Inghilterra, vi diranno che lui è quello che ha inventato il talk show. Diciamo che Ross è il Letterman europeo. Nella sua carriera ha intervistato praticamente chiunque goda di un briciolo di notorietà. E’ un tipico animale da palcoscenico: spigliato, divertente e irriverente. Ma è anche qualcosa di più. Ross è un appassionato di fumetti praticamente da sempre. Vanta una collezione sconfinata di tavole originali, sicuramente la più grande del Regno Unito, ma qualcuno sostiene del mondo. Se andate a casa sua e gli chiedete un titolo a caso, lui potrebbe avere tutta la collezione completa.
Turf nasce dalla collaborazione di questi due personaggi tanto eclettici. Ross scrive la sua storia, la storia che aveva dentro da una vita ed Edwards gli rende onore con dei disegni che lasciano a bocca aperta. Realizzano e pubblicano nell’arco di circa un anno 5 numeri del loro fumetto, che oggi noi possiamo acquistare e leggere in un unico volume edito dalla Panini Comics.
Passiamo alla storia. Siamo a New York nel 1929 in pieno proibizionismo. La città è territorio dichiarato delle gang che se la sono spartita, mentre la polizia intasca mazzette per guardare da una parte che non sia quella dei traffici illeciti che animano i sobborghi della Grande Mela. C’è la giornalista a caccia di gloria e di guai che prova a fare lo scoop della sua vita, c’è il gangster che si sente più gangster degli altri e prova ad eliminare la concorrenza, c’è il poliziotto psicopatico alleato con i cattivi. Solo che i cattivi non sono quelli della malavita, ma una famiglia piuttosto allargata di origine europea: i Dragonmir, antica stirpe di Strigoli (una specie di vampiri) che vogliono soggiogare la razza umana e stanno aspettando solo il tempo necessario per organizzarsi. Mentre la tensione cresce in città, direttamente da un altro pianeta piomba sulla Terra, schiantandosi nei pressi di Coney Island, Squeed un alieno in fuga dai suoi simili con un carico di temibili armi extraterrestri. A questo punto inizia la corsa alle alleanze, più o meno forzate. Perché è chiaro che sta per avere luogo una battaglia e solo i più forti e meglio organizzati riusciranno a prendere il sopravvento.
Questo è Turf. Questo e molto altro. Leggendo le bellissime tavole illustrate da Edwards con i verbosissimi balloon richiesti dall’equilibrata e mai scontata sceneggiatura di Ross, viene da chiedersi se si ha per le mani un noir, un horror, o un fantasy. Alla fine della lettura, quando si arriva alla conclusione, si rimane con lo stesso dubbio, ma anche con la certezza di aver assaporato una storia scritta e disegnata con un entusiasmo che solo un vero amante dei fumetti può permettersi e riesce a trasmettere.