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Eredi Piedivico e famiglia

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Tra gli anni Venti e gli anni Sessanta del Novecento, la saga, senza eccessi, di un'inquieta famiglia lombarda. Una storia divertente e amara che infine, come una fiaba, apre il cuore alla speranza.


Oreste Piedivico, classe 1901, veterinario di Manerbio, provincia di Brescia, è ben visto da tutti nella zona della Bassa che è la sua condotta. Sempre disponibile, sempre pronto a sfrecciare sulla sua Benelli per visitare un mulo e far nascere un vitello, o magari un bambino. È anche un buon partito, e quando decide che non vuol piú essere signorino, trova subito la Lidovina, figlia unica di un allevatore. Il matrimonio, però, si rivela piú complesso del previsto. Lui non è mai stato tipo da relazioni fisse, e anche se si impegna, nei panni del marito è un po' impacciato. Mentre lei, in quelli della moglie, è proprio spaesata. Oreste accoglie la vita senza farsi troppe domande, Lidovina non smette mai di rimuginare. Sono diversi, e ancor piú diversi saranno i loro eredi. Proprio questi, anni dopo, scopriranno una semplice verità: non c'è bisogno di assomigliarsi per volersi bene.

- Puoi dire ai tuoi clienti che fra un po' avranno il loro piccolo veterinario. Sulle prime il Piedivico non comprese. Con un gesto della mano, indicandosi l'addome, la donna chiarí. Lui rimase a guardare fissamente la Lidovina che, sorridendo, gli spiegò come in genere un marito avrebbe dovuto prendere una simile notizia.
- Dovresti alzarti e abbracciarmi. Non sarebbe male, anche, avere gli occhi lucidi per l'emozione. Era una sera cruda di freddo e di terra dura sotto i piedi, pari a quelle dei giorni che l'avevano preceduta. I colori impoveriti del paesaggio parevano colare sui visi e negli occhi delle persone. Sotto la pelle, al sicuro nella pancia di sua moglie, il sole era alto, immaginò il Piedivico, né mai sarebbe tramontato. Si addormentarono con sulle labbra un'infinità di nomi appena pensati. Sognarono passeggiate, fotografie in bianco e nero, pagelle, dita sporche d'inchiostro. Sognarono mani che accarezzavano il ventre pieno, e neve che aveva il profumo del talco.

184 pages, ebook

Published May 14, 2024

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About the author

Andrea Vitali

116 books163 followers
Italian writer and doctor. Andrea Vitali è nato nel 1956 a Bellano, sulla riva orientale del lago di Como, dove esercita la professione di medico di base. Ha pubblicato Il meccanico Landru (1992), A partire dai nomi (1994), L'ombra di Marinetti (1995, premio Piero Chiara), Aria del lago (2001) e, con Garzanti, Una finestra vistalago (2003, premio Grinzane Cavour 2004, sezione narrativa, e premio letterario Bruno Gioffrè 2004), Un amore di zitella (2004), La signorina Tecla Manzi (2004, premio Dessì), La figlia del podestà (2005, premio Bancarella 2006), Il procuratore (2006, premio Montblanc per il romanzo giovane 1990), Olive comprese (2006) e Il segreto di Ortelia (2007), La modista (2008, premio Ernest Hemingway) e Dopo lunga e penosa malattia (2008), Almeno il cappello (2009, premio Casanova; premio Procida Isola di Arturo Elsa Morante; Premio Campiello selezione giuria dei letterati; finalista premio strega), Pianoforte vendesi (2009) e Mamma de sole (2010) . Nel 2008 gli è stato conferito il premio letterario Boccaccio per l'opera omnia.

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1 (<1%)
Displaying 1 - 12 of 12 reviews
Profile Image for Come Musica.
2,065 reviews629 followers
May 18, 2024
Andrea Vitali torna in libreria con una saga famigliare che va dal 1901 fino agli anni sessanta.

Uno dei protagonisti della storia è Oreste Piedivico, un giovane veterinario che vive a Manerbio: “Voi erano le arie d’opera che gli tornarono alla mente raccontandogli la dolcezza della vita.”

Oreste è catturato da Lidovina Anzibene

“– Non sapevo quale altra scusa usare per tornare qui, – disse poi dando una pacca all’animale. – Perché in realtà era vostra figlia che intendevo rivedere, – aggiunse. Parlò in fretta, lo sguardo rivolto al cielo sopra la testa dell’allevatore, alle nuvole sfilacciate e immobili.
L’Anzibene tacque, ma si sentí arrossire, impacciato piú del suo interlocutore: ciò che il Piedivico aveva detto, e che temeva pur immaginandolo, l’aveva fatto precipitare in un grave imbarazzo, obbligandolo alla necessità di spiegare che la ragazza era già…
Come lo si poteva spiegare?
Non era propriamente fidanzata, sua figlia. Ma insomma c’erano stati dei passi con un pari età del Piedivico, Ottaviano Pendoli, figlio maggiore del proprietario della cascina Porretta nel territorio del comune di Soresina. Ci volevano parole adesso per chiarire, parole che l’Anzibene stava cercando di rastrellare con una certa fatica ma che si rivelarono inutili, poiché il Piedivico lo anticipò.”

I due convolano a nozze, ma la loro unione è tutt’altro che semplice.

Il loro figlio “Felicino” sarà un motivo per accentuare le differenze tra i due nella coppia. E in quelle differenze scopriranno il valore del volersi bene. Alla fine della prima parte Felicino avrà in dono un nuovo fratello, fratellastro, per la precisione.

“Nel settembre 1942 nacque Silvestro, come il nonno paterno, il fratellastro del Felicino che intanto cresceva in scienza e coscienza.”

Andrea Vitali in questo romanzo è meno umoristico rispetto agli altri precedenti. C’è un’aria malinconica che attraversa tutte le pagine.

“Prima di firmare Felice chiuse gli occhi. Desiderava sentire fino a che punto non fosse mai stato solo nel mondo interiore che s’era costruito fin dagli anni del collegio. In quell’universo aveva fatto entrare l’essenza delle persone e delle cose, spogliandole dalla loro apparenza fisica. V’erano gli sguardi, il suono delle parole, i profumi che salivano dalla terra o si spandevano nell’aria, i ricordi che ciclicamente si ripresentavano, reclamando il diritto di essere gli unici a sopravvivere, perché in fondo, come aveva detto una volta a suo fratello, la vita altro non era che fuoco, aria, acqua e terra, soprattutto terra. Tenendo gli occhi chiusi vide le sue età giungere fino a quel momento e comprese che, comunque fosse andata, non avrebbe potuto sottrarsi al suo destino ma accettarlo e opporgli semmai quel mondo che costruiva dentro di sé.”
Profile Image for SeveDB.
38 reviews
July 12, 2024
Mi piace l’incessante creatività letteraria di Vitali. Questo libro è leggermente diverso dai soliti, fa sorridere, ma ha anche note amare, se pur prese con leggerezza. Vitali deve essere un gran ottimista!
373 reviews
May 28, 2024
Vitali non si smentisce: anche questa volta si fa leggere, ma non convince
Profile Image for Brescia Si Legge.
470 reviews14 followers
February 7, 2025
Abituati ai paesaggi della sponda lecchese del Lago di Como, che da sempre fanno da sfondo ai romanzi di Andrea Vitali, appare singolare la scelta di una nuova coordinata geografica, la pianura, che, come lo stesso autore afferma: “è sorella del lago. Per questo ne ho subito il fascino ancor prima di conoscerla, quando leggevo i racconti di Guareschi”.

L’ultimo romanzo nato dalla prolifica fantasia dell’ex medico, da tempo scrittore a tempo pieno e collezionista di prestigiosi riconoscimenti letterari, è infatti ambientato a Manerbio e dintorni, nel cuore della bassa bresciana (con qualche incursione cittadina in quel di Cremona). Un paese che, per sua stessa ammissione, Vitali non conosce, ma che l’ha conquistato grazie alla musicalità e al fascino che il nome è stato capace di evocare.

“Eredi Piedivico e famiglia” (Einaudi, 2024) si apre con Oreste (classe 1901), veterinario, per chiudersi, poco meno di duecento pagine e cinquant’anni dopo, con Felice, avvocato.

In mezzo, la saga di una famiglia divisa fra il richiamo della campagna e più nobili vette professionali e sociali, la cui particolarità – rispetto ad altre tipologie di storie simili – è quella di non indulgere in episodi e situazioni eccessive, di non presentare personaggi spinti da passioni incontrollabili o impulsi distruttivi.

Il tono lieve e pacato è insomma quello che rappresenta la cifra stilistica di Vitali, da sempre affascinato dalle storie comuni, dai piccoli microcosmi familiari del passato in cui le dinamiche amorose – perché alla fine è di questo che si parla – avevano tempi e modi ben precisi e riconoscibili. E in cui le ordinarie vicende di sfortune, dolore, insofferenze esistenziali erano controbilanciate dall’attaccamento alla terra e al lavoro, dal richiamo al dovere e al senso dell’onore e della dignità.

La recensione completa la trovate qui: https://www.bresciasilegge.it/eredi-p...
Profile Image for Sam.
19 reviews2 followers
June 24, 2024
Per tutto il tempo mi sono domandata cosa spingesse i personaggi di questo racconto a rendersi così volontariamente infelici, e ancora non sono capace di darmi una risposta. Sapevano tutti cosa avrebbe potuto renderli tali ma hanno continuato a fingere indifferenza, a preferire l ingoiare i rospi piuttosto che lottare per ciò che volevano.
Mi ha lasciato con un grosso "bah".
Profile Image for Paola.
401 reviews
November 18, 2024
Piacevole come romanzo, letto in poco tempo, ma non mi sembra il solito stile di A. Vitali, che è molto più ironico. Potrebbe essere per la trama: un racconto una di saga familiare lunga due generazioni.
Profile Image for Alessandro.
25 reviews
June 11, 2024
3.5 ⭐️ Un libro che riesce a portarti in tempi passati, scrittura ricercata ma che scorre molto bene. Una morale importante alla fine che riesce a emozionare.
Profile Image for Seregnani.
741 reviews34 followers
August 5, 2024
3,5 per questo libro di Vitali, una bella storia divertente e amara che si sviluppa nel novecento e che racconta della famiglia Piedivico. Alla fine si ha un finale da fiaba.
6 reviews
February 9, 2025
Ho scelto questo titolo perché conosco l'autore e mi aspettavo altro. Questo libro non è coinvolgente e divertente come gli altri purtroppo
Displaying 1 - 12 of 12 reviews

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