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Che venga la notte

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Dall’ottobre del 1997 all’aprile del 1998, colpendo tra Liguria e Basso Piemonte, Donato Bilancia compie diciassette brutali omicidi. Dopo il suo arresto, avvenuto quasi per caso e in un clima di panico collettivo, l’Italia intera assiste con stupore alla rivelazione, e talvolta all’esibizione, di una personalità e di una vita tanto contorte quanto banali. Se da una parte l’assassino sembra incarnare il male assoluto e dunque, secondo un’idea diffusa, si dovrebbe ritrovare in lui una qualche infame eccezionalità, una grandezza seppur diabolica, dall’altra resta una figura irrimediabilmente “non all’altezza”, tutta schiacciata dalle proprie frustrazioni e dal bisogno insoddisfatto di apparire forte e vincente. Alessandro Ceccherini racconta così Donato Bilancia negli anni della giovinezza a Genova, quando cerca di darsi un tono con qualche bravata, poi in quelli della maturità, segnati da rapporti superficiali con la famiglia e dall’incapacità di costruirsi una vera base di affetti. Bilancia diventa un ladro d’appartamenti e un giocatore d’azzardo, è un piccolo delinquente come tanti, anche se non smette mai di ingrandire ai propri occhi e a quelli altrui la sua statura criminale. Finché d’improvviso, per ragioni mai pienamente comprese e forse incomprensibili, dopo una presunta truffa ai suoi danni da parte di due biscazzieri, si trasforma in assassino e quindi in spietato serial killer. Che venga la notte è la storia di un “incubo straripato dal regno del sogno a quello dell’atto”, un romanzo che non ha paura di fissare lo sguardo dentro l’abisso più profondo.“Gli viene da ridere, poi pensa a quanto fosse impossibile prevedere che quel bambino un po’ goffo sarebbe un giorno diventato il nemico pubblico numero uno, un assassino che ha ucciso ogni volta che ha voluto e potuto, che ha tenuto il mondo per il collo togliendogli il fiato.”
Dall’ottobre del 1997 all’aprile del 1998, colpendo tra Liguria e Basso Piemonte, Donato Bilancia compie diciassette brutali omicidi. Dopo il suo arresto, avvenuto quasi per caso e in un clima di panico collettivo, l’Italia intera assiste con stupore alla rivelazione, e talvolta all’esibizione, di una personalità e di una vita tanto contorte quanto banali. Se da una parte l’assassino sembra incarnare il male assoluto e dunque, secondo un’idea diffusa, si dovrebbe ritrovare in lui una qualche infame eccezionalità, una grandezza seppur diabolica, dall’altra resta una figura irrimediabilmente “non all’altezza”, tutta schiacciata dalle proprie frustrazioni e dal bisogno insoddisfatto di apparire forte e vincente. Alessandro Ceccherini racconta così Donato Bilancia negli anni della giovinezza a Genova, quando cerca di darsi un tono con qualche bravata, poi in quelli della maturità, segnati da rapporti superficiali con la famiglia e dall’incapacità di costruirsi una vera base di affetti. Bilancia diventa un ladro d’appartamenti e un giocatore d’azzardo, è un piccolo delinquente come tanti, anche se non smette mai di ingrandire ai propri occhi e a quelli altrui la sua statura criminale. Finché d’improvviso, per ragioni mai pienamente comprese e forse incomprensibili, dopo una presunta truffa ai suoi danni da parte di due biscazzieri, si trasforma in assassino e quindi in spietato serial killer. Che venga la notte è la storia di un “incubo straripato dal regno del sogno a quello dell’atto”, un romanzo che non ha paura di fissare lo sguardo dentro l’abisso più profondo.

332 pages, Kindle Edition

Published May 10, 2024

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Alessandro Ceccherini

5 books1 follower

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6 (14%)
1 star
1 (2%)
Displaying 1 - 8 of 8 reviews
Profile Image for Tommaso.
77 reviews14 followers
June 5, 2024
Indubbiamente un buon prodotto, ben scritto e ottimamente inquadrato. Rispetto a “Il Mostro” però appare come un romanzo ‘compilativo’, lineare, con un alto tasso di fedeltà alla fonte primaria e diretta del protagonista, per quanto romanzata. Ceccherini aveva esordito con una vertigine di creatività, una compenetrazione congeniale e stupefacente di realia e fiction, di fonti storico-giudiziarie e immaginazione: questa sua seconda prova sta una tacca sotto la precedente. In ogni caso, una valida storia di bio-fiction ed epica del true crime.
Profile Image for marco renzi.
299 reviews101 followers
May 14, 2024
È un tempo, il nostro, nel quale siamo sempre più affascinati dal male, tanto dalla sua banalità quanto dalle sue sfumature e implicazioni. Sul web è tutto un fiorire di podcast e canali YouTube, e lo stesso avviene sul piccolo schermo, con serie e trasmissioni televisive riguardanti storie di sangue, terrorismo, omicidi. Poi ci sono i libri: saggi, inchieste giornalistiche e, com’è ovvio, romanzi.

Ecco, chi sceglie la via della finzione rare volte riesce a cogliere nel segno, o quantomeno difficilmente sfiora la letteratura. Tutto il contrario fa Alessandro Ceccherini, che già col suo esordio "Il mostro", basato sull’intricata e irrisolta vicenda del Mostro di Firenze, aveva dimostrato un talento a tutto tondo: ottima costruzione di un affresco corale, capacità di unire eventi reali all’invenzione narrativa; una prosa densa, articolata, efficace nello sfruttare le molteplici possibilità offerte dalla lingua italiana e dai dialetti della penisola. Una cifra stilistica che ritroviamo in "Che venga la notte", basato sul serial killer Donato Bilancia. Qui non ci sono particolari misteri né un folto numero di caratteri a rubare la scena al protagonista, raccontato a partire dall’infanzia connotata dai duri rapporti coi genitori e da quello più positivo, seppur complesso, con il fratello (in seguito suicida), passando per i primi furti, le rapine, il gioco d’azzardo e le reclusioni, fino alla follia omicida (e ai conseguenti tredici ergastoli) che ha portato Bilancia a essere, con le sue diciassette vittime, uno dei più feroci assassini seriali della storia del nostro paese.

Ceccherini, nel suo secondo libro, si pone a metà strada tra il true crime e la biofiction, ma il suo è in fondo un romanzo nella più classica delle accezioni. Malgrado i fatti siano tutti documentati, così come i bassifondi genovesi nei quali si muove Donato/Walter, il cui personaggio è frutto di una sapiente rielaborazione drammaturgica che risulta più vera del vero: la sua discesa agli inferi, di natura psicologica, psichiatrica e morale, ripercorsa nel dettaglio da un narratore in terza persona che talvolta passa alla seconda, fa il paio con ricorrenti descrizioni fisiche, funzionali all’autopsia della disperazione e della crescente malvagità del killer.

La biografia di Donato Bilancia diventa allora un espediente per portare un po’ di luce laddove non ce n’è, ossia nei meandri di una personalità malata al pari della società che l’ha partorita, nella quale l’opulenza, la fama a ogni costo e l’eccesso in ogni sua forma scavalcano qualsiasi altro valore, persino quello della vita umana, che però è costantemente al centro di "Che venga la notte", un fulgido esempio di romanzo che va oltre l’intrattenimento e si fa strumento di riflessione e d’indagine.

[recensione uscita su «IL FOGLIO» il 9 maggio 2024]
10 reviews
November 17, 2025
Secondo romanzo dell’autore, meno ambizioso e più corto del primo, dedicato al Mostro di Firenze. Per quanto mi riguarda alla fine un’opera migliore: raccontando una vicenda più contenuta, in termini di tempo, spazio e protagonisti, Ceccherini riesce a descrivere in maniera dettagliata e avvincente la trasformazione di un uomo da ladro a spietato assassino. Gli elementi per cui Donato Bilancia ha iniziato a uccidere li troviamo tutti, fin da quando compare per la prima volta su pagina, poco più che bambino.
Profile Image for Valerio Spisani.
186 reviews28 followers
July 9, 2024
Ero curioso di vedere cosa avrebbe tirato fuori Ceccherini dopo "Il Mostro", romanzo che andava a raccontare le vicende legate al Mostro di Firenze: una roba che se sulla carta poteva far presagire un patatrac, nella realtà si rivelava un ottimo esempio di letteratura a cavallo tra fiction e cronaca di uno dei più discussi e celebri casi di true crime di sempre. Un romanzo corale, dalle molteplici voci e dal ritmo sostenuto, in cui Ceccherini si divertiva a integrare i tanti punti oscuri e tuttora irrisolti della vicenda con speculazioni che andavano a pendere dalle parti del cospirazionismo di matrice esoterica. Appassionante. In "Che venga la notte" ci si sposta invece dalle parti del nord ovest italiano, tra Liguria e Piemonte, e la vicenda presa in esame dallo scrittore toscano - che mantiene la riuscitissima formula del romanzo a cavallo tra fiction e cronaca - non è più quella di misteriosi personaggi altolocati che nei loro piani complottistici arrivano a fare uccidere coppiette per i motivi più misteriosi, bensì quella di un uomo solo e insignificante, un piccolo criminale che ad un certo punto comincia ad uccidere arrivando - tra l'ottobre del '97 e l'aprile del '98 - alla ragguardevole cifra di 17 vittime: Donato Bilancia. Qua la vicenda è più chiara, non ci sono più grossi misteri se non quello che ad un certo punto è passato per la mente di Bilancia, cosa si è rotto nella sua testa e perchè ha oltrepassato un punto di non ritorno. Nel romanzo ci si fa un'idea abbastanza precisa della persona, un ladro e giocatore d'azzardo complessato che per farsi valere agli occhi degli altri non vede altro che il potere dei soldi e che quando comincia la sua fase discendente non riesce ad accettare di non potere arrivare chissà dove, riversando il suo rancore verso il resto dell'umanità e in particolare nei confronti delle donne. "Lo definiranno serial killer, ma Donato Bilancia si guarda riflesso e pensa di essere solo uno che non ne ha potuto più di venire tradito dal mondo e alla fine è esploso prendendo parte attiva al gioco della morte cui, nolenti, perdono tutti." Bravo anche stavolta, Alessandro, adesso però sono curioso come una scimmia di sapere cosa andrai a pescare nel tuo prossimo romanzo.
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