Jump to ratings and reviews
Rate this book

Kafka: Un mondo di verità

Rate this book
Il 3 giugno 1924 moriva Franz Kafka. Cento anni dopo la sua morte, Giorgio Fontana rilegge lo scrittore immortale in un saggio di rara felicità, un’indagine letteraria avvincente che coinvolge tutti noi lettori nella più pericolosa delle che cos’è la letteratura?

320 pages, Paperback

Published March 26, 2024

42 people want to read

About the author

Giorgio Fontana

36 books93 followers
Giorgio Fontana è uno scrittore italiano.
Cresce a Caronno Pertusella, paese industriale in provincia di Varese, e studia Filosofia all'Università Statale di Milano, laureandosi con una tesi sul realismo interno di Hilary Putnam.
Nel 2007 pubblica il romanzo d'esordio Buoni propositi per l'anno nuovo (Mondadori), cui segue Novalis (Marsilio 2008).
Con il reportage narrativo sugli immigrati a Milano Babele 56. Otto fermate nella città che cambia (Terre di Mezzo 2008), è finalista al Premio Tondelli 2009. Nel 2011 pubblica per Zona il saggio La velocità del buio.
Per legge superiore, uscito a fine ottobre 2011 per Sellerio, ha vinto il Premio Racalmare - Leonardo Sciascia 2012, il Premio lo Straniero 2012 e la XXVI edizione del Premio Chianti. Il libro ha avuto sei ristampe ed è stato tradotto in Francia (Seuil), Germania (Nagel&Kimche) e Olanda (Wereldbibliotheek).
Il suo ultimo romanzo, che chiude il dittico su magistratura e giustizia iniziato con Per legge superiore, è Morte di un uomo felice (Sellerio 2014[2]). Il libro è vincitore del Premio Campiello 2014 e del Premio Loria 2014 ed è in corso di traduzione in Francia, Germania e Olanda.
Fontana ha pubblicato articoli e saggi su diverse testate, fra cui "il manifesto", "Lo Straniero", Opendemocracy.net, "Il primo amore", Berfrois, "Wired" ecc. Dal 2005 al 2010 è stato condirettore del pamphlet letterario "Eleanore Rigby".
Attualmente vive e lavora come content manager a Milano. Collabora con "IL", "TuttoLibri", l'inserto "La Lettura" del Corriere della Sera e altre riviste.

Ratings & Reviews

What do you think?
Rate this book

Friends & Following

Create a free account to discover what your friends think of this book!

Community Reviews

5 stars
0 (0%)
4 stars
12 (52%)
3 stars
9 (39%)
2 stars
2 (8%)
1 star
0 (0%)
Displaying 1 - 5 of 5 reviews
Profile Image for Domenico Fina.
292 reviews90 followers
May 7, 2024
Giorgio Fontana da lettore fin da adolescente, folgorato da Kafka, si concentra soprattutto sui testi e sulle sue impressioni di scrittore. Il suo è un buon omaggio - talvolta troppo ‘ammirato’ - all’opera di Kafka.

Avviciniamoci a Kafka come suggerisce Kundera e come giustamente sottolinea Giorgio Fontana, ossia semplicemente leggendo le sue opere, senza introduzioni, interpretazioni, mitizzazioni. Subito salta all’attenzione una differenza rispetto ai grandi autori fra otto e novecento, quali Kafka viene accostato, Tolstoj, Flaubert, Dostoevskij, Proust, Joyce, Cechov, Woolf e altri che hanno scritto e concluso uno o più libri rappresentativi: Kafka se si esclude il racconto perfetto di 60 pagine che è La metamorfosi, non completa i suoi tre romanzi, due sono monchi, Il disperso e Il castello si interrompono senza un finale, Il processo un finale (tragico) lo ha, ma forse Kafka non ne era soddisfatto, della forma in generale. Kafka è un costruttore di scene. Giorgio Fontana, e molta critica è concorde, precisa che Kafka va preso quindi nell’opera completa costituita prevalentemente da parti incompiute alla quale vanno inserite a pieno titolo le formidabili lettere e i diari, poiché come ha mostrato Canetti ne “L’altro processo”, Kafka vive fraintendimenti comico imbarazzanti, spesso spassosi, e in particolare con le donne, parallelamente a ciò che scrive, e i processi li subirà dal mondo, conformemente ai suoi personaggi che li patiscono in modo strambo sulla pagina.

Kafka compiuto è costituito da La metamorfosi e da altri 6/7 racconti splendidi, umoristici e a tratti terribili, che vanno dalle 5 alle 30 pagine, scritti dal 1913 al 1924, anno della sua morte. Un totale di circa 130 pagine. Si tratta de La condanna, Nella colonia penale, Un medico di campagna, Una relazione per un’Accademia, Un digiunatore, Josefine, la cantante, ovvero il popolo dei topi, Durante la costruzione della muraglia cinese.

Alla radio stanno leggendo Il disperso, primo incompiuto romanzo e forse il più ‘divertente e accessibile’ di Kafka, e accade che alcuni ascoltatori si lamentino ritenendolo noioso, contorto, alcuni dialoghi sono incomprensibili.
Lo stesso Kafka scrive che «uno dei mezzi del male è il dialogo». Dopo 100 anni Kafka riconferma quello che accade nei suoi stessi racconti come Il digiunatore o Josefine, c’è un pubblico che vuole vederli esibire e lo stesso pubblico che non sa trattenersi nel ritenerli una sottile lagna, fragili, sornioni, irrealistici che chiedono troppo alla realtà, poco produttivi, credono di essere esenti da tutte le responsabilità del normale cittadino, destinati a soffrire, “sì, ma chi non soffre” sembra rimproverargli il pubblico. Scrive Fontana: «Sia la topina (Josefine la cantante) che il digiunatore pensano che il mondo debba loro attenzione, ed entrambi falliscono».

In questo senso il racconto Una relazione per un’Accademia è esemplare. Una scimmia catturata dagli uomini che le sparano al di sotto dell’anca, e ancora oggi zoppica un po’, tiene una conferenza per illustrare come è riuscita ad acquisire il linguaggio dell’uomo e a diventare come noi. Prima imparando a stringere la mano, perché tra gli uomini è una convenzione di lealtà, e via via si dilunga su tutto ciò che ha dovuto fare e subire per diventare un umano. Tutta l’opera di Kafka è un tentativo di costruzione nel mondo delle convenzioni; ricordo un aforisma del fisico e scrittore settecentesco, Georg Christoph Lichtenberg: «più importante che capire il mondo, è costruirsi nel mondo». I personaggi di Kafka capiscono il mondo ma non sanno costruirsi nel mondo, il digiunatore dice di non essere riuscito a trovare un cibo che lo rendesse soddisfatto, la scimmia del discorso all’Accademia dice che non vuole la libertà, anche questa un’illusione, ma ciò che cerca è soltanto una via d’uscita. Josef K. si reca nello studio di Titorelli, il pittore che gli rivela alcuni risvolti del processo al quale è sottoposto, e per scappare da alcune ragazzine che lo avevano importunato sulle scale, esce da una porticina secondaria, ma si ritrova inquietantemente all’interno degli uffici del tribunale. Il peccato capitale nell’opera di Kafka è l’incontentabilità, i suoi personaggi vivono i loro pochi momenti di contentezza nei fugaci amplessi che il più delle volte sembrano lotte comiche.

Ciò che le convenzioni non ci consentono di fare vengono riproiettate nel mondo attraverso l’arte, la fantasia preme sul reale, lo amplia per così dire, lo amplia come via d’uscita. La lavandaia che si accoppia con uno studente in un’aula di tribunale, mentre si sta tenendo un interrogatorio, oggi sarebbe ‘cringe’ oppure finirebbe per diventare tristemente ‘virale’ come in un video porno, nel caso in cui qualche presente filmasse il fatto. In Kafka è possibile, DEVE essere seriamente possibile l’irrealtà.

Scrive il grande germanista Giuliano Baioni: «L'assurdo che, ormai per luogo comune, sembra essere l'unica categoria della narrativa kafkiana non è certo il fatto che un uomo si trasformi in uno scarafaggio. L'assurdo, almeno per Kafka, è piuttosto che testi di tale bellezza non possano comunicare la verità».
Profile Image for Davide Battilori.
255 reviews1 follower
June 23, 2024
Che scrittore incredibile!: Kafka ha la capacità di inserire nelle trame una quantità sconvolgente di incertezza, la capacità di raccontare cose inaudite o terribili attraverso uno stile privo di ‘effetti speciali’: la scelta di un nome, l'entrata in scena del personaggio, l'alterazione del tempo e dello spazio, il nitore della lingua, l'uso del punto di vista limitato - a fronte del classico narratore onnisciente - per contagiare il lettore con l'incertezza morale del protagonista.
Profile Image for Melodious Thonk.
3 reviews
Read
January 10, 2025
Un libro profondo e commovente su una delle opere più profonde e commoventi della storia della letteratura. Forse è consigliabile leggerlo dopo avere già familiarizzato con l'opera e la vita di Kafka, e magari con qualche libro sull'opera e sulla vita di Kafka, ma comunque pieno di passione e di cura. Buono anche per liberarsi di tutte le stratificazioni e le incrostazioni lasciate dal tempo su un’opera incandescente.
Profile Image for Franco Lualdi.
135 reviews1 follower
April 8, 2024
Interessante ed originale saggio. Un punto di vista intrigante sul lascito di uno dei più grandi autori di sempre. Scritto con la consueta maestria e intelligenza creativa, Fontana si conferma esponente profondo e puntuale della migliore letteratura italiana. Azzeccato.
Displaying 1 - 5 of 5 reviews

Can't find what you're looking for?

Get help and learn more about the design.