Basato su una storia vera di incredibile coraggio e forza nelle avversità, un romanzo commovente e ricco di suspense che esplora l’eroismo di un gruppo di quattro giovani ragazze. Inghilterra, 1937. Gwen, Noor, Dodo e Vera sono quattro adolescenti molto diverse, ma hanno qualcosa in comune. I loro genitori le hanno lasciate in un collegio, dove presto hanno stretto una profonda, indistruttibile amicizia. Non sanno cosa le aspetterà in futuro, ma una cosa è potranno contare sempre l’una sull’altra. Poi arriva la Seconda Guerra Mondiale, e tutto cambia. Le quattro ragazze si ritrovano catapultate in diverse zone di guerra – chi sugli aerei inglesi, chi in missione per la Resistenza francese, chi in un campo di concentramento. Ogni viaggio porta con sé pericolo e incertezza, e ognuna di loro si chiede se riuscirà a farcela, cosa resterà del mondo dopo la guerra e se potrà mai a riabbracciare le amiche di sempre.
Jamila Gavin was born in Mussoorie, India, in the foothills of the Himalayas, to an Indian father and an English mother. Jamila has written many books with multicultural themes for children and young adults. She won the Whitbread Children’s Book Award in 2000 and was runner-up for the Guardian Children’s Fiction Prize. Her work has been adapted for stage and television. Jamila Gavin lives in England.
Libro bellino, ma ci sono un po' di problemi. 🙅♀️Tanti errori di battitura e traduzione scarsa non aiutano: rovinano. Ci sono una marea di refusi e frasi tradotte a caso, in un italiano sgrammaticato. Il libro costa parecchio ed è una nuova edizione: è una presa in giro trovarsi poi un testo così scadente (della Giunti poi!). 🙅♀️ Impostato male. Cambi da prima a terza persona poco chiari, soprattutto all'inizio. Per me sarebbe stato meglio: tutto in terza persona con quattro punti di vista diversi e ben incastrati tra loro. Infatti alle volte l'autrice sembra dimenticare qualche protagonista per strada, e non ci dice più niente su di lei se non 100 pagine dopo. Così, un po' a caso. 🙅♀️ Alcuni dialoghi (soprattutto all'inizio) che sembrano un po' falsi. 🙅♀️ L'unica protagonista delle quattro realmente esistita è Noor, che però per buona metà del libro scompare per riemergere nel finale… Ehm. In più, come la stessa autrice dice, il personaggio reale viene un po' (molto) romanzato. Mi sarebbe piaciuto che l'autrice spiegasse nelle note finali cosa aveva inventato/cosa no: invece mi sono informata per conto mio sulla vera storia di Noor Khan (comunque ringrazio molto il libro per avermela fatta conoscere), e scopro che tante cose, troppe, erano state cambiate. Avrei preferito o che l'autrice dicesse in una sezione finale del libro cosa era vero e cosa romanzato, o che avesse usato un altro nome per la protagonista, dicendo però a chi si era ispirata… Così non mi è piaciuto per niente: non si capisce cosa è falso e cosa no, e si fa solo confusione. 🙅♀️ Alcune vicende/fatti legati alla Noor vera sono invece attribuiti alle altre protagoniste (basta leggersi la sua biografia per capire cosa intendo). Andava bene farlo, volevo solo che me lo dicesse l'autrice.
👉 Quindi, alla fine le storie delle quattro protagoniste sono più inventate che vere. Non che fosse un problema, perché le storie sono verosimili, ma ci voleva più chiarezza 1) da parte dell'autrice e 2) da parte di chi ha curato l'edizione: sul retro di copertina era scritto che il libro si basava su una storia vera, quando, invece, di vero vero nei personaggi c'è poco…
A parte questi problemi, il romanzo era molto bello.
✨ Contesto storico veramente storico - mi è sembrato -, come libro per ragazzi va benissimo. ✨ Mi è piaciuto molto il legame con l'India (l'autrice è nata in India), con la filosofia dei sufi, ed è molto ben affrontato il problema della nonviolenza rispetto al Male del mondo: anche se si crede totalmente nella nonviolenza e nella pace, cosa fare se tutto questo non basta per fermare il Male? Si può anche uccidere? ✨ Non faccio spoiler, ma almeno non c'è uno spudorato lieto fine. Non sopporto i libri ambientati durante la seconda guerra mondiale che finiscono tutti allegri e contenti.
Siamo nell'Inghilterra del 1937 e i nostri protagonisti sono Gwen, Noor, Dodo e Vera, quattro adolescenti da sempre amiche e con in comune il modo in cui i loro genitori le hanno lasciate. Siamo in un terribile momento di guerra, quello contro il mondo intero ma specialmente contro gli ebrei che vengono perseguitati e uccisi in modo atroce: siamo durante la guerra mondiale, un periodo storico bruttissimo in cui le nostre protagoniste provano in tutti i modi ad andare avanti: in missione, nei campi di concentramento, storie che si uniscono tra loro ma che sono così strazianti che per molto tempo mi sono dovuta fermare perché mi sentivo male a causa dell'empatia che ho provato con loro. Quattro voci, quattro storie, quattro dolori che diventano uno solo. Un libro che si dice sia per giovani lettori ma che secondo me farebbe bene anche ai più grandi, per quanto doloroso. Davvero davvero bellissimo e intenso.
Ho appena finito questo libro e posso dire che rientra in quelle letture dalle quali è difficile separarsi. Le vicende di Noor, Dodo, Gwen e Vera riescono a entrarti nel cuore, commuoverti e coinvolgerti in una storia di eroismo al femminile ambientato allo scoppio della seconda guerra mondiale. Ispirato a una storia vera, un bellissimo romanzo per non scordarsi mai dell'importanza di questi eventi e per ricordarci che ognuno di noi può compiere piccoli, grandi gesti di eroismo in grado di fare la differenza.