Una donna umana viene chiamata a dirigere una colonia penale situata su un pianeta alieno. Tutto il racconto è un lungo monologo interiore, scritto e illustrato in maniera frammentata alla Burroughs/Bad Trip, in cui la protagonista rivela se stessa e le motivazioni che l'hanno portata ad accettare quel lavoro. "L'amore umano non era abbastanza" si ripete la protagonista nel libro, un'anafora che accompagna la riflessione di Heuser sulla condizione umana, sulla solitudine, sulla vita e la morte. Un viaggio psichedelico e underground realizzato con tecnica mista: disegno, pennarelli, biro, china, collage, carte marmorizzate realizzate dall'autrice stessa, elementi reali come biglietti dell'autobus appiccicati direttamente a mano sulla tavola, dimenticatevi il digitale. Un graphic novel visivamente mozzafiato e naturalmente punk, perché Heuser ha imparato la lezione e l'ha fatta propria, in chiave pink. Ogni singola copertina sarà realizzata a mano dall'autrice per ognuna delle 1000 copie totali che compongono la tiratura.
Avete presente quei romanzi che vedete di sfuggita, ma continuate a rimuginarci sopra per mesi e mesi finché alle fine non cedete e toccate con mano il suddetto libro? Ecco, questa è più o meno la mia esperienza con Cold Prison. Senza considerare il fatto che tutte le copertine sono dipinte a mano e non ne esiste una uguale all’altra. Adoro. Il mio bisogno di letture weird e originali è stato appagato. Più che un romanzo, Cold Prison è una graphic novel psichedelica che utilizza la tecnica mista per suscitare diverse emozioni nel lettore attraverso i vari media e la teoria del colore. Grazie a questa versatilità, ogni step del viaggio della protagonista si distingue dal precedente e pone l’accento su diversi aspetti della quotidianità. Più che un vero e proprio esilio nello spazio per dirigere una prigione in solitaria, ho interpretato quest’opera come una grande metafora della vita nella società odierna, con le sue contraddizioni, la solitudine, la rabbia, la prigionia e la sensazione di essere costantemente inadeguati e ristretti in infinite regole e dogmi sociali. Non posso argomentare più di tanto perché non è una storia che si presta all’essere analizzata: è un’esperienza personale che il lettore vive attraverso la sua ottica e quindi ciò che percepisce da questa lettura è del tutto soggettivo. Certo, avrei preferito più parti scritte, ma alla fine ciò che importa è il viaggio. Non lo considero un libro per tutti, ma se volete cimentarvi con un’opera diversa dal solito, Cold Prison potrebbe essere una valida alternativa anche per scoprire una letteratura punk e psichedelica. Oltre che essere una vera e propria piccola opera d’arte.
Graphic novel, se così possiamo definirla, particolarissima, intimista, psichedelica. Un viaggio diverso per ogni lettore, poiché ognuno di noi ne trarrà una diversa lezione a seconda del nostro vissuto e delle nostre esperienze. Ogni tavola è coloratissima e affascinante, le copertine sono tutte dipinte a mano dall'autrice e, di conseguenza, sono tutte diverse e uniche. Sarebbe stato bello avere più parti scritte, ma nel complesso mi è piaciuto molto.
Bellissimi i disegni e il fatto che la copertina sia sempre diversa. La storia non può non colpire e non spingere alla riflessione su temi quotidiani e allo stesso tempo di natura esistenziale. Consigliato!