“I bambini sono il pubblico più intelligente, coraggioso e onesto che uno scrittore possa sperare di avere. Un bambino medio è un lettore di narrativa molto migliore di un adulto medio”.
Il primo libro “per grandi” da uno dei più importanti autori statunitensi per bambini e ragazzi: un viaggio appassionato – serissimo e ironico al tempo stesso – sul perché è fondamentale scrivere oggi per i più giovani e sulla dignità di una letteratura spesso bistrattata.
Born to non-farmers in a California farming community, Mac Barnett now lives near San Francisco. He's on the board of directors of 826LA, a nonprofit writing center for students in Los Angeles, and he founded the Echo Park Time Travel Mart, a convenience store for time travelers.
I libri per bambini hanno tanta dignità e importanza tanto quanto quelli per adulti. I bambini sono persone, come gli adulti, e i libri creati per loro meritano la stessa qualità e dedizione dell' editoria per grandi. Che bel libro, mi ha dato un nuovo punto di vista su questo tema.
Un saggio che parla di libri per ragazzi (è giusto classificarli così?) dedicato agli adulti che hanno dimenticato com'è essere bambini. Personalmente, per professione e per passione, leggo molti libri per bambini e spesso sono molto più interessanti e coinvolgenti rispetto a quelli scritti per un pubblico adulto. Ho anche letto libri di autori conosciuti che hanno tentato di scrivere per i bimbi con risultati non sempre eccellenti (sottovalutano la "categoria"?? Può darsi). I ragazzi danno molto e si aspettano altrettando. Ascoltano, pongono domande, fanno riflessioni, provano emozioni che, se ci soffermiamo ad ascoltarli, stupiscono e meravigliano: è un periodo della vita indimenticabile, da proteggere. Dopo la Rundell anche Barnett cerca di far aprire gli occhi sulla letteratura dedicata all'infanzia e tenta con questo saggio di smuovere i pregiudizi e aprire le menti. Lettura consigliata.
Wow two things: 1. Mac Barnett’s worldview is brilliant 2. He is funny as hell.
This book will vindicate any children’s bookseller or librarian or really any adult who loves young reader books. It gets to the heart of why the books I recommend to children are the books I put in their hands. They’re the ones that aren’t beating them over the head with how to become good adults, they let them lead the experience, while having the time of their life immersed in it.
His overall point that children’s books aren’t a stepping stone to writing “real books” is how every children’s author should approach their work. Kids deserve good books always. And adults should read more good kids books.
Come prendere una boccata d’aria fresca. Grazie, grazie, grazie per aver scritto questo libro. Con giocosità e leggerezza Mac Barnett riesce ad arrivare al cuore della questione: i bambini sono persone degne di rispetto e hanno diritto a storie belle. E le storie più belle sono spesso quelle più buffe, assurde, irriverenti, divertenti, coinvolgenti e soprattutto non vogliono insegnarti un bel niente!!
This articulated so many of my thoughts about the importance of books for children, and it did so in a way that is both funny and well informed. This is a treasure and so many of the words he shares here validated me and empowered me in how I will relate to and read with children. Loved it so much.
brilliant as always. as an avid subscriber to barnett’s substack with jon klassen, looking at picture books, i was over the moon to learn this book was going to exist and it exceeded my expectations wonderfully. he has such a great way of seeing the complex, realized reality of children and children’s books that i really believe if anyone took the time to read this, they’d probably walk away a bit changed.
also, i wonder if the person who made the summary on the back knew they were quoting rachel sennott from bodies bodies bodies’ fake podcast.
La prima parte è un magnifico inno all’infanzia. L’esempio della Brown (dalla sua esperienza come aspirante maestra alla lettura di “Buonanotte luna”) è limpido ed efficace. “La porta segreta” contiene passaggi illuminanti. Alla fine ho capito perché Dahl, scrittore che non amo, sia comunque un grande. “La teoria delle tre zie” però è ridondante e un po’ sessista 😉sia chiaro, parlo da zia non da autrice con tendenza al “didascalismo”.
Mentre leggevo questo libro mi veniva voglia di sottolinearlo e postittarlo in continuazione (peccato che era della biblioteca 😅). Uno di quei libri che offre così tanti spunti di riflessione interessanti da essere difficile da riassumere senza citarlo per intero. In ogni caso il concetto che più mi è rimasto è che i libri per bambini devono essere considerati al pari di quelli per adulti, diversi ma pari. Bisogna trattare i bambini come persone, non come esseri incompiuti ai quali bisogna insegnare qualcosa ogni volta che se ne ha l’occasione. Per questo i libri per bambini non devono essere didascalici (cioè non devono insegnare una morale in modo palese e banale) i bambini le sanno già queste cose. I libri per bambini devono mirare a creare arte, bellezza, stupore e immaginazione… i bei messaggi poi vengono da sè, oppure anche no, non è questo il punto. Il problema è che i libri per bambini vengono scelti, scritti e comprati dagli adulti, adulti che si sono dimenticati come ragionano i bambini. Quindi a volte dobbiamo osare e scegliere per loro anche libri non convenzionali, apparentemente complessi, perché spesso i bambini sono più bravi di noi a farsi coinvolgere dalle storie e dall’arte.
-> Se non consideriamo i libri per bambini come libri veri in grado di creare arte e bellezza allora significa che non consideriamo i bambini come persone vere.
Un saggio veramente bellissimo, sia per il tema che affronta sia per lo stile di scrittura. Barnett spiega che il modo in cui consideriamo e valutiamo la letteratura per bambini dice molto di ciò che pensiamo sui bambini. Spesso gli adulti hanno dimenticato cosa vuol dire essere bambini, quanto i bambini siano intelligenti, curiosi e creativi e quanto il loro modo di pensare sia distante da quello degli adulti.
Mac Barnett invita a riflettere su chi sono davvero i bambini e sulla necessità di creare libri bellissimi per loro, che sappiano osare e abbandonare le regole, le lezioni e il didascalismo che gli adulti spesso riservano loro.
Libro brevissimo ma denso di arguzia, ironia e autoironia, che spiega come l'autore, da scrittore, vede e vive la letteratura per l'infanzia; e che i lettori, anche i più piccoli, non vanno mai sottovalutati e che, come molti lettori grandi, non vogliono tanto storie che insegnino qualcosa, ma storie che piacciano, che divertano, che sorprendano, in sostanza che siano belle. Storie che li trattino come le persone che sono.
And this kids bookseller shouts a big fat "YES!!!" Barnett raises the banner for all of us lovers of kids books with a rally cry that kids deserve good books too. In the same tone that Antoine De Saint Exupery wrote The Little Prince and his gripe that adults simply do not understand because they are too busy with "matters of importance," Barnett lovingly, sarcastically, almost snarkily reminds us adults that we were once kids too and deserve more respect! There are SO many great kids books but there are also way too many not good ones simply because adults have believed too much in the notion that kids books must have a moral. Often missing the point of a good story. Everyone needs to read this book, especially booksellers, and ESPECIALLY children's booksellers. "May we always be unfinished." Love.
This should be required reading to anyone who writes, edits, publishes, buys, or recommends children's books, particularly fiction. I am a children's librarian, and I am involved in choosing which books to buy for my library. This little book has been so informative and eye-opening, especially for someone like me who thought I did a pretty good job of collection development. I think this will also be super helpful in choosing which books I read aloud at storytime.
Un saggio stupendo, scorrevolissimo, ironico e adatto davvero a tutti, addetti ai lavori e non. Personalmente, consiglio di abbinarne la lettura a quella de 'La Grammatica della Fantasia', di Gianni Rodari, per un'immersione a tutto tondo nel meraviglioso (e serissimo) mondo delle storie per bambini. Un enorme grazie a Terre di Mezzo per aver ispirato e poi pubblicato una simile perla.
Очень хорошая книжка о том, почему детская литература это важно, нужно и относиться к ней нужно серьёзно, а к детям как к людям, и что вообще они всё понимают, не надо пытаться их обманывать и вот это вот всё. Всем бы пихала в руки, педагогам, родителям, писателям, критикам... всем короче)
Una lettura interessantissima che in poche pagine illustra una teoria della letteratura per bambini che sfida alcuni dei preconcetti più ortodossi che vengono solitamente associati a questi libri.
In uno stile immediato, scanzonato e irresistibile, Mac Barnett ci ricorda che i libri per bambini dovrebbero essere scritti con tutta l'attenzione ed il rispetto che si avrebbe per un pubblico adulto, e che i bambini forse sono molto più in grado di apprezzare la letteratura in modo artistico di quanto non siano gli adulti.
Particolarmente illuminante per me il discorso sulla Legge (o Rivelazione?) di Sturgeon: dopo avere letto quel passaggio non potrete più guardare ai generi che disprezzate nello stesso modo.
Raccomandato caldamente a chiunque sia interessato ai libri per bambini, per motivi famigliari o personali.
Nota: al momento in cui l'ho letto era disponibile solo in Italiano per Terre di Mezzo, immagino una versione inglese verrà pubblicata presto.
Più una lunga intervista che un saggio vero e proprio, trovo l'argomento interessantissimo ma la trattazione assai ridotta. Mac Burnett racconta perché lui nello specifico scrive libri per bambini e quali sono le sue aspettative, ma riflette poco su quello che è un panorama variegatissimo e pieno di autori meritevoli di menzione. Nomina en passant qualche autore classico (Maurice Sendak, Richard Scarry) senza arrivare assolutamente a coprire il panorama immenso e variegato della letteratura per bambini in cui viviamo adesso. È un buon inizio che meriterebbe un ampliamento e una attualizzazione.
Un saggio destinato agli adulti riguardo i libri per bambini, senza dubbio è qualcosa che non avevo mai letto e di cui non avessi una grande opinione a riguardo. L'ho trovato ben scritto, scorrevole e a tratti sorprendente. È impostato in modo molto didattico, quindi l'autore si pone come una sorta di maestro che ti spiega le cose. I disclaimer continui e le puntualizzazioni nelle note sono a mio parere ridondanti e esasperatamente politically correct, anche se capisco che forse ora molti lettori le "esigano".
Prima di tutto grazie all’editore che ha commissionato questo piccolo pamphlet (?) sulla letteratura per l’infanzia. Barnett dà voce alla necessità di creare e mettere a disposizione libri che facciano crescere i nostri figli attraverso il semplice fatto di essere prodotti letterari e artistici. Insieme allo splendido saggio di Giorgia Grilli questo è un libro che non andrebbe confinato agli addetti ai lavori ma letto dai genitori per entrare meglio nel mondo oscuro e sconosciuto dell’infanzia.
Libretto brevissimo, più una lunga riflessione, cristallina e semplice: i libri per bambini sono importanti quanto quelli per adulti. E il loro essere didascalici o educativi non è un valore di per sè, anzi, più spesso è un fardello che li rende poco interessanti: i libri che hanno valore sono evocativi, appassionanti, vaghi, scorretti, imprevedibili, sinceri, dissonanti e/o scomodi: in parole povere, letteratura. Sono pensieri che più o meno inconsciamente avevo già fatto avendo a che fare con i libri di mia figlia, ma messi in pagina così chiaramente sono stati illuminanti.
Carino il discorso di fondo, sembra abbia trascritto un discorso fatto dal Ted…. Breve con temi importanti. Ho un po’ di riserve su tutte le lodi che si sprecano nel descrivere la genialità dei bambini, forse quelli di un tempo erano così reattivi, ora le generazioni sono molto molto differenti e forse all’autore sfugge questa cosa poiché lui non lavora con i bambini (io si) ma per i bambini.
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Da abolire: paternalismo, controllo, propaganda e la cosiddetta morale (lezione immutabile) Da promuovere: autonomia dell’immaginazione e senso (significato per M E )
O, altrimenti, ditelo, che volete arricchirvi parlando in modo didascalico di “gentilezza” (argomento ormai à la page nella letteratura per l’infanzia) senza davvero raccontare una storia.