At the end of the fifth century BC, the Peloponnesian War resulted in Athens' shattering defeat by Sparta. Taking advantage of the debacle, a commission of thirty Athenians abolished the democratic institutions that for a century had governed the political life of the city and precipitated a year-long civil war. By autumn 403 BC, democracy was restored. Inspired by the model of the ancient chorus, this strikingly innovative book interprets a crucial moment in classical history through the prism of ten remarkable individuals and the shifting groups which formed around them. The former include more familiar names like the multifaceted Sokrates, the oligarch Kritias and the rhetorician Lysias, but also lesser-known figures like the scribe Nikomachos, the former slave Gerys and the priestess Lysimakhe. What leads a community to tear itself apart, even disintegrate, then rebuild itself? This question, explored through profound reflection on the past, echoes our tormented present.
Completa ruptura de esquemas y advertencia fascinante sobre el "fanatismo democrático' en un cuadro coral de la Atenas clásica derrotada tras la guerra del Peloponeso en el que los 'buenos' ganan la guerra civil contra los 'malos' (los oligarcas,) pero no ejecutan venganza alguna en la que sería la primera amnistía de la historia. Pero, ¿y si no fue exactamente así? Indispensable.
Un passage en revue complet de l'année 403 à Athènes, période charnière dans l'histoire de la ville, de ses habitants et de ses institutions, à travers une galerie de 10 portraits (Thrasybule, Socrate, Lysias, Gérys, Lysimachè,...) ayant traversé la période de la guerre civile.
"Atene 403 Una storia corale”; titolo originale: ”Athènes 403. Une histoire chorale”; di Vincent Azoulay e Paulin Ismard, traduzione di Luca Bianco; edizioni Einaudi; Isbn 978-88-06-26612-7.
Gli Autori si soffermano ad analizzare il delicato periodo storico che, per Atene, copre gli ultimi anni del quarto secolo a.C. e il primo decennio del terzo secolo.
Atene, nel 404 a.C, viene definitivamente sconfitta nella guerra del Peloponneso e subisce le pesanti condizioni di pace di Sparta che, tra l’altro, prevedono l’introduzione di un regime oligarchico e l’abolizione della democrazia.
Il regime dei “trenta tiranni” durerà circa otto mesi e sarà caratterizzato dalla contrapposizione delle figure di Teramene, più moderato, e Crizia, fautore di una crescente radicalizzazione che porterà alla guerra civile e, infine, alla sconfitta militare dell’oligarchia ad opera di Trasibulo.
Il Saggio, di per sé interessante sul piano della ricerca documentale, si sofferma sulla difficile opera di pacificazione che seguirà la fine della guerra civile prendendo a riferimento tutta una serie di figure chiave (sacerdotesse, meteci, schiavi e altre categorie di cittadini) e analizzando le cronache “giudiziarie” che li vedranno protagonisti oppure i loro ruoli istituzionali.
Un aspetto peculiare del Saggio è che spiega molto del contesto attraverso il ricorso alle figure e ruoli della coreutica greca; personalmente ho trovato che questo approccio costituisca un po’ una forzatura e non sono sicuro che questa scelta contribuisca a rendere le spiegazioni più chiare, anzi …