Non sono fascisti ma, dicevamo con un precedente pamphlet. E anche a livello europeo bisogna concentrarsi su quel "ma". Non solo nei singoli sistemi politici, ma anche in quello dell'Unione è sempre più protagonista un atteggiamento di compromissione con forze ritenute estreme, e quindi finora escluse da ogni alleanza di governo, e l'assorbimento delle loro istanze, del loro modo di parlare e addirittura delle loro stesse soluzioni - che apparivano deliranti fino a pochi anni fa - come linee di indirizzo politico e pratiche di governo. Con questa pubblicazione che guarda all'Europa, l'autore non si limita a una rassegna delle posizioni estreme delle forze politiche che si dichiarano sempre più di destra, ma identifica e approfondisce gli elementi di contiguità o di influenza che queste esercitano su quei soggetti che un tempo in Italia avremmo riferito all'arco costituzionale, e che ancora si ritengono democratici e liberali.
Giuseppe Civati è un politico italiano, deputato dal 2013 al 2018. Nel novembre 2018 fonda, insieme a Stefano Catone e Francesco Foti, la casa editrice "People" con sede a Gallarate. L'intenzione è di pubblicare libri di argomento sociale.
Incisivo, diretto, concreto. Certo non convincerà chi la pensa diversamente, ma a chi è sincrono a questo tipo di pensiero può offrire spunti interessanti di riflessione su un periodo molto recente della politica italiana; soprattutto si sofferma sui momenti bassi della destra contemporanea, e sui meccanismi di propaganda e gestione del consenso che tende ad utilizzare. Fresco e con molto mordente.
Molto utile per fare un ripasso di alcuni avvenimenti decisamente fascisti in un Paese in cui ''il fascismo è morto da 70 anni" e di alcune dichiaraioni di politici che ''non sono fascisti ma''. Interessante la spiegazione dei Wu Ming dell'espressione, abusatissima dai fascisti, di Pasolini sul fascismo degli antifascisti.
Come un vero pamphlet politico che rispetti, questo libricino é diretto e brillante. Una lettura del genere é fondamentale per rimarcare la situazione attuale del nostro Paese e metterne in luce l'estremismo volutamente fascista ma mai dichiarato e mai chiamato come tale.
Interessante ma trovo che manchi un filo logico. Inoltre non mi piace il modo in cui è scritto: una scrittura colloquiale con punteggiatura non sempre corretta, per cui spesso dovevo rileggere le frasi per cercare di capire il senso.
" la Costituzione è antifascismo. Tutta quanta. I costituenti reagivano al ventennio precedente, al regime, alla dittatura. E il testo costituzionale passa attraverso la Liberazione per restituire al Paese la libertà che la dittatura aveva conculcato."
Avete presente il Memoriale agli ebrei assassinati d'Europa a Berlino? Quell'opera che illustra la modalità in cui un autoritarismo si insidia: partendo da un gradino e via via innalzandolo fino ad ottenere un muro che sbarra la strada della democrazia. In questo momento, in Italia, ci siamo abituati alla parola "fascista"; non ci sembra più un insulto poi così grave, mentre se proviamo a usare la parola "nazista" notiamo quanto forte sia. Non penso che sia perchè sottovalutiamo il fascismo, ma per semplice quotidianità: il gradino di cui vi parlavo prima.
Come ha affermato Travaglio in questi ultimi giorni, trovo riprovevole che la nostra Presidente del Consiglio non si definisca antifascista; ma ce ne dobbiamo davvero fare una ragione?
Il gradino si alza.
"l’antifascismo è Costituzione esattamente come il fascismo è incostituzionale"
In questi ultimi giorni - per non parlare di prima - la nostra democrazia ha subito brutti colpi, Meloni è andata a mettere mano al diritto all'aborto, al contradditorio giornalistico ed ora, in vista del 25 Aprile, abbiamo avuto anche la prima censura.
Il gradino sta iniziando a diventare un muro.
Questo libro è una raccolta di eventi riguardanti la destra italiana e mostra il fascismo - che tra le righe oramai più non è - che permea il governo tra dichiarazioni, comizi e slogan. Una storia che si ripete? Come Civati afferma:
"Sarà per eccesso di storia, di una storia troppo lunga, ma l'Italia ha un grave problema. Un'amnesia generalizzata. Conta solo ciò che sta accadendo ora. Tutto ciò che c'era prima non ci importa. Come se nulla fosse accaduto. Viviamo così, nella dimenticanza. Dimentichiamo e scordiamo, fuori dalla mente e lontano dal cuore, anche."
Cancellando e storpiando la storia creiamo il terreno fertile per rifare gli stessi errori; lo stiamo già facendo con il razzismo dimenticando la nostra vicenda coloniale.
Civati è un Umberto Eco junior e questo libro divulgativo racconta tutti i gradini a cui ci siamo e stiamo abituando, è molto scorrevole ed invoglia ad approfondire il tema con un ottima bibliografia.
Avevo dimenticato alcuni avvenimenti che si potrebbero tranquillamente definire fascisti accaduti in passato. Chiunque sia fascista e non si ritiene tale dovrebbe leggere questo libro, magari si renderebbe conto. Anche se purtroppo dubito che i fascisti si prendano la responsabile di qualcosa. Il riassunto perfetto di questo libro sarebbe
Metto 4 stelle solo perché ho appena saputo che ci sarà una nuova edizione E cavolo mi sa che mi perdo un sacco di belle cose. Belle per modo di dire insomma...