Cinque vecchi lupi di mare hanno l’abitudine di radunarsi al tramonto sulla terrazza di un caffè del porto di Toulon Vielle Darse e di intrattenersi raccontandosi storie di terrore vissute personalmente o di cui hanno sentito parlare o avuto testimonianza nelle loro mille avventure per mare. Tra questi, il Capitano Michel, monco di un braccio, è l’unico a non raccontare mai storie, se ne sta in silenzio ascoltando i racconti dei suoi compagni. Una sera tutti lo pregano di intervenire e questi racconta come ha perso il suo arto. La raccolta si apre così con La cena dei busti: l’uomo e invitato a cena dalla sua vicina, moglie di un suo vecchio compagno, il capitano Gérards arrivano poi altri invitati, “les amis exceptionnels”, un gruppo di uomini di mare che hanno vissuto insieme l’esperienza di un terribile naufragio; questi hanno conservato una raccapricciante abitudine alimentare e una volta all’anno si danno appuntamento per una cena “speciale”. Quella curiosa situazione comincia stranamente a inquietare, ma lo sgomento arriva quando il capitano si rende conto di essere caduto in una terrificante trappola. Seguono altri racconti, tra cui spiccano L’ascia d’oro, La Locanda spaventosa, Il Natale del piccolo Vincent-Vincent e La dama dal collier di velluto. Scritti tra il 1911 e il 1924, ognuno di questi testi ha risvolti terrificanti e inaspettati, in grado di tenere il lettore incollato fino all’ultima pagina. Leroux è maestro nell’intrecciare elementi del soprannaturale, del macabro e dell’inaspettato, conducendoci in un viaggio in cui nulla è ciò che sembra e il terrore si cela dietro ogni angolo. La sua scrittura, ricca di dettagli suggestivi e di descrizioni vivide, ci trasporta in mondi sinistri, popolati da creature mostruose e situazioni al limite dell’immaginabile.
Gaston Louis Alfred Leroux was a French journalist and author of detective fiction.
In the English-speaking world, he is best known for writing the novel The Phantom of the Opera (Le Fantôme de l'Opéra, 1910), which has been made into several film and stage productions of the same name, such as the 1925 film starring Lon Chaney, and Andrew Lloyd Webber's 1986 musical. It was also the basis of the 1990 novel Phantom by Susan Kay.
Leroux went to school in Normandy and studied law in Paris, graduating in 1889. He inherited millions of francs and lived wildly until he nearly reached bankruptcy. Then in 1890, he began working as a court reporter and theater critic for L'Écho de Paris. His most important journalism came when he began working as an international correspondent for the Paris newspaper Le Matin. In 1905 he was present at and covered the Russian Revolution. Another case he was present at involved the investigation and deep coverage of an opera house in Paris, later to become a ballet house. The basement consisted of a cell that held prisoners in the Paris Commune, which were the rulers of Paris through much of the Franco-Prussian war.
He suddenly left journalism in 1907, and began writing fiction. In 1909, he and Arthur Bernède formed their own film company, Société des Cinéromans to simultaneously publish novels and turn them into films. He first wrote a mystery novel entitled Le mystère de la chambre jaune (1908; The Mystery of the Yellow Room), starring the amateur detective Joseph Rouletabille. Leroux's contribution to French detective fiction is considered a parallel to Sir Arthur Conan Doyle's in the United Kingdom and Edgar Allan Poe's in America. Leroux died in Nice on April 15, 1927, of a urinary tract infection.
Più sanguinoso di quello che pensavo: la scrittura di Leroux accompagna il lettore alla scoperta di sconvolgenti verità, soprattutto sulla natura umana.
Libricino comprato compulsivamente per l'estetica della sua copertina e che invece mi ha piacevolmente colpita anche per il suo contenuto. Il pezzo forte della raccolta è sicuramente il primo racconto, intrigante e inquietante al punto giusto, il genere di cosa che ti ricordi per tutta la vita. Gli altri racconti, per quanto alcuni siano solo molto tristi piuttosto che inquientanti, hanno il loro valore. Purtroppo la scelta di presentare come primo racconto il migliore tende ad oscurare tutti quelli che vengono dopo, avrei preferito fosse l'ultimo per poter così coronare l'intera raccolta. In generale è un libro scorrevole e interessante, merita sicuramente una rilettura in futuro.
24 ore di pioggia e freddo e la possibilità di poter restare a casa a leggere, mi hanno permesso di divorare in fretta i 6 racconti della mia raccolta, che non è in edizione abeditore - ma qui sopra non ne ho trovate altre - e mi hanno fatto conoscere un autore che non avevo mai affrontato. Leroux piacevole scoperta, mi piace il suo stile e mi piace il suo essere diretto e poco edulcorato, riguardo le tematiche più scabrose. Cannibalismo, mutilazioni, decollazioni, barbari omicidi, luoghi sinistri e malvagi, avvelenamenti, statue di cera dall'aspetto inquietante e pauroso, donne bellissime, pericolose e avvolte dal mistero, vecchi lupi di mare, storie di scommesse e vendetta, fantasmi veri o presunti, il diavolo che si presenta con le marchiature a fuoco e ti costringe a vincere al gioco delle carte per sempre, gettandoti comunque in un abisso di follia e disperazione.
Dovremmo parlare di più di questi racconti, sono delle vere gemme della letteratura horror.
La cornice che raccoglie le storie apre a spunti interessanti, purtroppo l'insieme pecca di un'estetica insensibile. I racconti constano di elementi giusti ma il gioco dell'orrore non si sposa bene con gli intenti, laddove invece una spiccata ironia risulta essere più funzionale per ciò che vuole essere mostrato. Forse come narrazione orrorifica perde abbastanza mentre acquista più significato come raccolta grottesca.
Lo sa bene Gaston Leroux che nel suo "Il fantasma dell’Opera", pubblicato tra il 1909 e il 1910 e poi in versione integrale nel 1910, parlava della mostruosità del genere umano, della vendetta, della follia, dell'amore e dell'ossessione, e che torna a parlare di questi temi in questa raccolta di storie scritte, sei in totale, tra il 1911 e il 1924.
Tra suspence e atmosfere gotiche Gaston Leroux ci porta sulla terrazza di un caffè nel porto della Vecchia Darsena, a Tolone. Qui cinque vecchi lupi di mare (al quale si aggiunge, poi un altro personaggio), si sfidano raccontandosi le storie più terrificanti che hanno vissuto in prima persona o sentito: fatti realmente accaduti, leggende e ricordi tutti accomunati dall'oscurità che alberga nell'animo umano di ognuno, sia esso sadismo, gelosia, passioni selvagge, depravazione o pura crudeltà.
Sono storie reali e macabre dove niente è ciò che sembra. Sono storie dalle atmosfere cupe, rese perfettamente da un linguaggio dettagliato e sinistro, personaggi ambigui e tormentati da conflitti interiori.
I sei racconti sono:
IL BANCHETTO DEI BUSTI - 4.5⭐ È il racconto di come il capitano Michel ha perso un braccio. Successe una notte a cena di un vicino, nonché vecchio amico, che aveva perso tutti e quattro gli arti. A quella cena parteciparono anche altre persone che come il proprietario avevano perso uno o più arti e che negli occhi avevano uno sguardo strano. Senza dubbio il racconto migliore.
L'ASCIA D'ORO - 4⭐ Quanto può fare male il ricordo legato ad un oggetto qualunque? Se lo chiedete alla donna protagonista di questo racconto, tanto. Soprattutto quando questo ricordo è legato all'amore e al tormento per una persona cara.
LA LOCANDA SPAVENTOSA - 3.5⭐ Il turismo del macabro esiste, forse, da quando il genere umano ha iniziato a viaggiare. A fare da sfondo a questa storia, con protagoniste due coppie, è una locanda in cui si dice siano avvenute torture, invidie e vendette sanguinose.
IL NATALE DEL PICCOLO VINCENT-VINCENT - 4⭐ Questo è senza dubbio il racconto più triste e amaro. Fin dove ci si può spingere per amore? Per scoprirlo dovrete leggere la storia dei genitori del piccolo Vincent-Vincent e di come rimase orfano.
NOT'OLYMPE - 4⭐ Una donna bella e affascinante, dodici pretendenti, una morte dietro l'altra: incidenti o è l'opera di una vedova nera? Un rompicapo che terrà il lettore incollato alle pagine fino alla fine.
LA DONNA DALLA COLLANA DI VELLUTO - 3.5⭐ Una storia di vendetta e ossessione ci accompagna in quest'ultimo racconto.
Solo il genio di Gaston Leroux poteva creare dei racconti così macabri e raccapriccianti.
A narrarci i sei racconti presenti in questa raccolta, scritta tra il 1911 ed il 1924, sono cinque vecchi lupi di mare con l'abitudine di incontrarsi al tramonto in un caffè del porto della Vecchia Darsena, a Tolone, e di intrattenersi raccontandosi storie macabre che li vedono protagonisti o semplici testimoni, quasi in una gara a chi racconta la storia più spaventosa, giurando che ogni singolo fatto è la pura verità.
In ogni racconto si ritrovano tutti quegli elementi che abbiamo già potuto apprezzare nel capolavoro di Leroux, 𝐼𝑙 𝐹𝑎𝑛𝑡𝑎𝑠𝑚𝑎 𝑑𝑒𝑙𝑙'𝑂𝑝𝑒𝑟𝑎: ambientazioni sinistre e opprimenti, botole e marchingegni che contribuiscono al senso di inquietudine e meraviglia; colpi di scena, intrighi e segreti svelati al momento giusto; ma soprattutto, ciò che rende così spaventosi i suoi testi, sono i personaggi misteriosi ed enigmatici, a tratti grotteschi. Leroux ha la capacità di portare a galla l'oscurità dell'animo umano fatto di gelosie e passioni selvagge, così da trascinare noi lettori in mondi oscuri e spaventosi, in bilico tra reale ed irreale, in una continua tensione emotiva che ci farà restare con il fiato sospeso fino alla conclusione del racconto, che per la maggior parte delle volte finirà in un modo inaspettato che ci farà esclamare "non mi sarei mai aspettatə questo finale/questə colpevole!". Proprio per questo non vi parlerò dei singoli racconti, rischierei di dire troppo e rovinarvi il brivido della sorpresa, quello che posso dirvi però è che non recuperare questo volume è quasi un affronto al buon senso, non solo per la bellezza dei testi ma anche per quella del volume in se. Anche questa volta la ABEditore ci regala un volume che è un piacere da guardare e toccare, con la sua lamina d'oro dalle sfumature calde e ramate e la sua carta con la texture di un vecchio tomo in pelle. Un vero capolavoro.
Recensione a cura della pagina instagram Pagine_e_inchiostro: Racconti terrificanti é una raccolta di cinque storie scritte tra il 1911 e il 1924. Cinque marinai si riuniscono, con l’abitudine di raccontare a turno storie terrificanti, vissute personalmente o acquisite durante le loro peripezie in mare. Ogni racconto miscela macabro e sovrannaturale, serbando risvolti inaspettati e terrificanti, conducendoci in un viaggio in cui il male si annida dietro ogni angolo. Leroux é un maestro nel trasportarci in mondi sinistri, tra borghesi cannibali, finte rapine natalizie e locande inquietanti. Esplorando i confini tra il reale e il trascendentale, raccontandoci l’orrore in varie forme, l’autore ci mostra personaggi afflitti da conflitti interiori, spesso tormentati da paure psicologiche che si riversano direttamente nel quotidiano. Intrighi, colpi di scena e ambientazioni cupe fanno di questo libro una perfetta raccolta dark per il periodo di Halloween.
Menzione d’onore, come sempre, alla cura estetica dell’edizione di Abe. Come sempre i loro libri sono dei gioiellini.
Leroux si é rivelato un maestro nel creare dei racconti con la giusta dose di terrore, suspance e mistero.
Lo stile del libro è ricco di vivide descrizioni e dettagli cupi e suggestivi che trasportano il lettore da cene insolite in ville disabitate a spaventose locande abitate da assassini spietati.
"Racconti terrificanti" genera nel lettore un senso di inquietudine appagante, ma mai esagerato. Leroux si spinge a esplorare le profondità oscure della mente umana scoprendone le fragilità, le perversioni e gli istinti più terrificanti, questi vengono raccontati, talvolta, con l'aggiunta di una punta di leggera ironia che rende la narrazione più leggera e scorrevole, anche se, a tratti, corre il rischio di incrinare l'atmosfera cupa creata in precedenza.
Se siete alla ricerca di un leggero brivido in vista di Halloween non potete perdere questi racconti.
Non male, anche se la mia aspettativa era molto più sul soprannaturale che sul "plot twist" della natura umana. La scrittura è tipica dell'epoca in cui è stato scritto e è stato usato l'espediente narrativo del racconto esposto dai personaggi per parlare di cose successe o sentite, che mi ha un po' stufato. Nella prima storia mi aspettavo descrizioni più cruente, ma il buon Gaston se la cava con uno svenimento del personaggio nel momento clou e più raccapricciante. Gli ultimi due racconti avrebbero potuto avere risvolti molto più orrorifici e invece la spiegazione è meno terribile, o almeno rispetto alle mie aspettative. Gli altri tre racconti già non li ricordo più 😂 libro godibile, alla fine, che mi ha fatto capire che non credo mi interesserà più leggere storie scritte in questa maniera ormai, per il lettore medio di adesso, antiquata.
Molto carino e suggestivo, comprato per la copertina e devo ammettere che non mi ha per nulla deluso. Forse l'ordine dei racconti non è il massimo, diciamo che il primo è forse il più "forte" e avrebbe meritato l'ultimo posto. Per gusto personale però il mio preferito è l'ultimo racconto!! In particolare è interessante come la stessa vicenda viene affrontata da vari scrittori, come Washington Irwin nelle sue "Tales of a Traveller" e Alexandre Dumas ne "La femme au collier de velours". A quanto pare però, l'origine di questa leggenda popolare è nata durante il periodo della Rivoluzione francese!
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Splendido piccolo libro, sia nella veste editoriale, sia nei contenuti. Per quanto riguarda la cura editoriale non si può non rimanere stupiti dalla bellezza di questo volumetto, le scelte grafiche, il testo, un capolavoro editoriale a cui siamo quasi abituati, ormai, da questa sopraffina casa editrice. Belle le storie brevi, che sondano il macabro fluttuare dei sentimenti umani quando debordano nell'ossessione, nella follia passionale. Questi vecchi lupi di mare si scambiano racconti raccapriccianti, horror, grotteschi, per un'atmosfera inquietante sostenuta da una scrittura elegante. Ottimo Gaston Leroux e ottima la traduzione. Ma che splendidi, piccoli libri!
Una piccola ma suggestiva raccolta di racconti dell’orrore dall’autore de Il fantasma dell’Opera. Alcuni episodi, a distanza di un secolo e più, risultano ancora disturbanti e macabri quasi all’eccesso. Apprezzo!