Sibilla è annegata nel pozzone, uno stagno limaccioso in mezzo al bosco, durante l'estate dei morti del 1984. Assieme a lei c'era Luce, la sua migliore amica, che ha sempre spergiurato di non essere mai entrata in acqua. Anche se era fradicia, quando l'hanno trovata sulla riva, sconvolta. Vent'anni dopo, nello stesso periodo dell'anno, tra la fine di ottobre e l'inizio di novembre, due uomini vengono brutalmente uccisi in un casale abbandonato. A segnalare il delitto e guidare il rinvenimento dei cadaveri - con una chiamata al commissariato di Case Rosse - è una ragazza che si presenta alla polizia proprio con il nome di Sibilla. E il casale in cui si è consumata la strage è quello in cui aveva abitato Luce che, nel frattempo, sembra essere sparita da anni, senza lasciare traccia. Toccherà al commissario Roberto Serra e all'agente Rubina Tonelli cercare di risolvere un caso che coinvolge vivi e morti, riprendendo il triste epilogo di una tragedia dimenticata. Per trovare l'assassino, dovranno accettare di entrare nel fitto del bosco e incontrare la Borda e le altre creature che ne custodiscono i segreti. Giuliano Pasini affonda le mani nella tradizione emiliana e architetta un thriller psicologico mozzafiato, che evoca le paure più nascoste di tutti noi. Un romanzo che infine ricorda, pur chiamando in causa forze apparentemente sovrannaturali, come il vero, unico mostro che abita la Terra sia l'uomo.
Inizialmente ho fatto fatica ad addentrarmi in questa storia poiché non riusciva a coinvolgermi. Ma è un problema che ho riscontrato con la maggior parte degli autori italiani: il tipo di scrittura non mi è fluente tanto quanto i libri tradotti. Follia? Eppure leggendo tanti libri, ormai ho capito che è così. Un po’ come preferisco i film tradotti in lingua italiana piuttosto agli italiani. Questo per spiegare che è un limite mio, poiché la storia di per sé ha un grande potenziale e riconosco che Pasini ha fatto un ottimo lavoro. Un intreccio tra presente e passato, che io apprezzo sempre molto, e storie antiche riportate a galla. Un bosco che fa dell’ambientazione del libro una cornice bellissima, con strane bambole appese ai rami. Una Stria, cioè una strega che si aggira per quei boschi. E la Borda, una figura creata dalle credenze popolari ritenuta responsabile di uccidere i bambini. Due poliziotti completamente diversi tra di loro, ma che si completano. Una storia che passa dall’impronta del giallo poliziesco al thriller psicologico. Ho adorato questo switch finale e quindi questo epilogo, nonostante avessi intuito qualcosa.
Giuliano Pasini ritorna a Case Rosse con la coppia Serra-Tonelli e i loro passati (e presenti) tormentati.
I due agenti sono chiamati a risolvere un caso di duplice omicidio, avvenuto in una casa abbandonata nel bosco di Montecuccoli, frazione vicina. A scoprire il delitto è, a quanto pare, Sibilla, una ragazzina che telefona da una vicina cabina direttamente all’agente scelto Rubina Tonelli per farla accorrere sul luogo del delitto. Tonelli e Serra, giunti in loco, scoprono però interrogando alcuni vicini che la ragazzina che presumibilmente li ha avvisati, è morta in un misterioso incidente proprio in quel luogo sperduto, vent’anni prima. Assieme a lei c’era Luce, la sua migliore amica, che ha sempre negato di essere coinvolta nell’incidente…
L’ambientazione nei boschi nebbiosi dell’Appennino Emiliano è la perfetta cornice per questo caso complesso e che chiama in causa superstizioni e credenze dei luoghi. Il lettore sente il bosco, lo percepisce negli odori e nei colori e con esso l’alone cupo che circonda la vicenda.
I rimandi al soprannaturale e le suggestioni sulla morte e sulla permanenza delle anime dei morti in terra, nonché le citazioni fiabesche sui Fratelli Grimm, concorrono a creare nel lettore un velo di mistero, oscurità e angoscia. Ciascun capitolo principale è introdotto da un estratto della fiaba originale di Hansel e Gretel. Come evidenzia la stessa Rubina, infatti, "le favole dei fratelli Grimm sono cupe, a volte crudeli, popolate di streghe mostri e creature malvagie… proprio come il mondo". "Bernini gli diceva che era uno sbirro nell'anima, uno di quelli che non possono fare altro nella vita e rischiano di sacrificare gli affetti più cari per aiutare persone sconosciute, vittime di altre persone sconosciute, perché non riescono a fermarsi, hanno bisogno di arrivare in fondo, trovare la verità a dispetto di tutto e tutti..." I due agenti protagonisti, Roberto Serra e Rubina Tonelli, sono anime in pena, ognuno a modo suo, ognuno con i suoi fantasmi e demoni interiori da combattere, con un proprio dolore da espiare. Un libro che vale la pena leggere per scoprire che in fondo, spesso, tutto ciò che chiamiamo “magia” può essere umanamente spiegato… Voto: 3,5 🌟🌟🌟
Perché lo consiglio? Perché da subito sono entrata in confidenza con gli agenti Serra e Tonelli, pur essendo al nostro primo incontro. Ma anche perché "ho sentito" il bosco, il contatto con il luogo e con le superstizioni e credenze che ne popolano le descrizioni...
Chi ha ucciso Subilla? È stata Luce o, come questa afferma, è stata la Borda? E come può Sibilla chiamare l’agente scelto Rubina Tonelli se è morta 14 anni prima? Inizia così l’ultimo thriller di Giuliano Pasini e già dalla prima pagina ti inchioda e non ti lascia andare. Consigliatissimo!
Ho rimandato la lettura per farla coincidere almeno un po’ con l’estate dei morti. È stata una delusione perché a metà libro si intuisce già il finale del giallo e non sono straordinariamente intelligente.
Devo dire che, se la prima metà fosse stata un po' più corta e meno prolissa, il libro avrebbe meritato anche la 5^ stella, nel mio giudizio. A mio parere sono state troppo calcate le vicende personali di Serra e, soprattutto, di Rubina Tonelli. Ma, quando la storia vira verso il psico-thriller, non ce n'è più per nessuno e si corre come un razzo verso l'inquietante finale.
Ho letto il libro e l'ho recensito per "Thriller Cafè", se vi interessa la recensione potete recuperarla sul sito internet ufficiale: https://www.thrillercafe.it/lestate-d...
Primo libro di Pasini letto, quindi non conosco appieno lo sviluppo dei due agenti e come siamo arrivati a questo punto della narrazione, ma essendo una indagine si può benissimo leggere e capire personaggi e loro caratteristiche. Descrizione accuratissima di paesaggi che diventano a loro volta protagonisti del romanzo stesso. Storia che tiene abbastanza incollata alle pagine per voler scoprire quale sarà l'epilogo, ma in alcuni tratti forse scontato. Nel complesso mi è piaciuto e mi invoglia a leggere anche il resto delle pubblicazioni che riguardano Serra e Tonelli
Non posso non amare l'ambientazione nel nostro appennino e l'uso ogni tanto del dialetto bolognese che mi ricorda la mia nonna. Non mi ha preso tanto la storia