Un fumo di tabacco ha divorato l' aria La stanza e' un capitolo dell'inferno di Krucennych. Ricordati - Proprio a questa finestra per la prima volta Estasiato accarezzavo le tue mani. Eccoti oggi seduta, Il cuore chiuso dentro una corazza. Ancora un giorno e poi mi scaccerai Magari anche imprecando alle mie spalle. Nella buia anticamera la mano nella manica Pi� non stenter� a entrare disfatta dal tremore. Correr� via E getter� il mio corpo sulla strada. Selvatico animale Impazzir� Sotto una sferza di disperazione. Ma cos� non si deve, Mia cara, Mia diletta, Meglio lasciarci ora. Non importa - Il mio amore E' un pesante macigno Che incombe su di te Ovunque tu possa fuggirmi. Lascia in un grido estremo che si sfoghi L'amarezza dei lamenti e del rancore. Quando anche un bue � disfatto di fatica Lui pure andr� a gettarsi In fredde acque in cerca di ristoro. Ma altro mare non c'� per me Tranne il tuo amore, N� tregua c'� in amore anche nel pianto. Se un elefante stanco vorr� pace Si stender� maestoso sull' infuocata sabbia. Ma altro sole non c'� per me Tranne il tuo amore, Bench� io non so tu dove o con chi sei. Se cos� se ne fosse tormentato Dell' amore - un poeta In soldi e gloria l'avrebbe mutato, Ma altro suono non c'� Che mi dia gioia Tranne che il suono del tuo nome beato. E non mi getter� gi� nella tromba delle scale E non berr� il veleno N� premer� il grilletto dell'arma sulla tempia. E non c'� lama di coltello che Abbia su me potere Tranne che sia la lama del tuo sguardo. Tu scorderai domani Che io t'incoronavo, Che d'un ardente amore l'anima ti bruciavo, E un carnevale effimero di frenetici giorni Disperder� le pagine dei miei piccoli libri... Le secche foglie delle mie parole Potranno mai indurre uno a sostare, A respirare con avidit�? Almeno lascia che un'estrema tenerezza Copra l'allontanarsi Dei tuoi passi. 26 Maggio 1916 Pietrogrado