A Ilias, cittadina immaginaria della Campania, si assiste a un'improvvisa moria di cani, forse un'antica profezia che si avvera. Muore anche Garryowen, cane buono di nobili origini, colpito da tre proiettili durante un'aggressione a Sauro Consilia, direttore del carcere sperimentale Dostoevskij. Il suo padrone, Mimì Nasone detto Figlio delle Stelle per il tatuaggio sull'occhio destro che ricorda il trucco di Paul Stanley, cantante dei Kiss, crede che le cose siano andate diversamente da come si racconta. Ma la verità, che si nasconde tra le lussuose ville di via Belvedere, i meandri fatiscenti delle Case Rosse e i container dove vive l'umanità degradata di Cala Renella, lo obbliga a un aspro confronto con il proprio passato. Sono tante le storie che Luigia Bencivenga intreccia con una lingua allucinata eppure precisissima. Attori principali e comparse che emergono dal loro inferno quotidiano attraverso una narrazione il cui impeto dissacrante non risparmia proprio nessuno.
Ma che è sta cosa? è stata pensata apposta per la mia pagina? O' cane, libri e r'n'r? Anche se, a dirla tutta, più che Dex, Books, Rock'n roll... questo è proprio il caro vecchio Sex, Drugs, Rock'n'roll!
Sex! in abbondanza, niente di proprio pornografico eh, però diciamo che tutti si danno da fare. Ninfomani? Guardoni? Zozzerie varie? Gavemo?? Avoja!
Drugs! Pure. Tra alcool e sostanze la gente di Ilias fa gran festa... anche se con moderazione, mi raccomando, cocaina si, ma conteniamoci. Una volta al mese, non di più.
E rock'n'roll?? Che devo dire. Basti sapere che uno dei protagonisti è Mimì, che a 13 anni s'è tatuato una stella nera sull'occhio, come Paul Stanley dei Kiss. Ed è più figlio delle stelle dell'originale (Oh my goood!). Per non parlare della sua amica, Patty Tre Dita, così detta perchè a seguito di un incidente ha perso medio e anulare, restando a vita con una mano "ROCCHEERRROOLL" "METAAAL" "ILOVEYOU" che dir si voglia. Non so se dovevo ridere, ma rido.
E si ridacchia un sacco tra le pagine di questo libro, nonostante ci si ritrovi di fronte a situazioni e scene dure, crude e surreali (ma vere, assolutamente possibili), atrocità e perversioni raccontate senza sconti, non esistono abbellimenti.
Cose che succedono. Qui a Ilias, come ovunque. Qui, a dare il via alle danze, è una strana moria di cani. Cani di un certo spessore, amatissimi (anche troppo) e in salute, che di punto in bianco muoiono in circostanze misteriose. Lo stesso accadrà a Garryowen, il cane buono, e la situazione precipita. WIRRWARR.
Intorno, tutte le contraddizioni di Ilias, nelle sue classi sociali geograficamente ben definite, ma strettamente connesse attraverso le storie dei suoi abitanti.
Luigia Bencivenga è stata abile nello strutturare questa storia, che parte nel caos per finire poi in un dramma collettivo, in cui tutti i pezzettini trovano il loro posto. E lo ha fatto, da brava musicista, con gran ritmo, che non permette di mollare mai la lettura.
E poi cita, cita un sacco. Musica, scrittori, libri. Riprende un capitolo dell'Ulisse e lo ribalta, associa musiche diverse a personaggi diversi, mescola umano e canino... Bestiale! E alla presentazione di Pordenonelegge ha pure detto di essere una persona che tende a contenersi. E pensa un po' se così non fosse! 😃
Una struttura frammentaria per una narrazione assurda, piena di personaggi e situazioni diverse che si succedono mettendo in relazione e mischiando le figure umane con quelle canine. Originalissimo.
Bello bello bello! Adoro lo stile di scrittura, la trama, l’intreccio. Richiede del tempo da dedicarci e va letto tutto d’un fiato, se no si rischia di perdere il filo. La fine mi ha lasciato di sasso. Eppure è coerente col resto e poi, effettivamente, cosa altro avrei potuto aspettarmi? Surreale, iconico, quasi da club del libro. Un po’ forte nei temi, non per tutti ecco