C’è un grido che si leva dalle bocche degli stranieri in Italia. Una parola che esprime tutto. Fuggire! Intorno a loro è stato alzato un muro perché gli stranieri sono la risorsa politica più potente nel nostro paese. Senza stranieri emarginati, soprattutto senza i neri africani, le destre non accrescerebbero quotidianamente il loro consenso. Le sinistre non se ne curano a dovere, perché impegnate anch’esse in questo folle progetto di trasformare l’Italia in un carcere a cielo aperto. Negli ultimi anni, a causa del sovraffollamento sconsiderato dei centri di confinamento per gli stranieri che raggiungono l’Italia, i migranti hanno iniziato a scrollarsi di dosso la gratitudine morale verso chi li ha salvati dal Mediterraneo ma li ha incastrati, subito dopo, in un recinto di emarginazione a Lampedusa, a Mineo, a Borgo Mezzanone… Dentro le loro vite, dentro i loro desideri, si va affermando una rivoluzione l’abbandono dell’Italia, il ritorno a casa, l’urgenza di vivere liberi in un posto più libero. Sotto questa inedita pressione demografica, il muro comincia a creparsi e da questa crepa, giorno dopo giorno, fuggono o vogliono fuggire in migliaia. Per paradosso, la legge italiana sull’immigrazione porta il nome di due irriducibili nemici dei flussi migratori, Bossi e Fini, ma costringe questi detenuti privi di un titolo di soggiorno a restare in Italia. Leonardo Palmisano li ha incontrati, ci ha parlato e in questo libro ci racconta le loro storie, dimostrando una volta per tutte che l’apertura delle frontiere è la soluzione sia in entrata che in uscita.
Ormai scrivo sempre la stessa cosa, perché questi libri li leggiamo solo noi? Perché non li leggono quelli che devono prendere decisioni? Oddio magari neanche li capiscono ma è tutto chiaro! Ho sofferto a ogni pagina a ogni parola! Perché non si riesce più a provare empatia? Come ci hanno ridotti?
First book of 2025 hooray for my horrible reading slump! No rating because im not into rating personal experiences and because I went into this book expecting something else. Maybe it’s because I work in the field but I didn’t find this book particularly insightful, it’s just a collection of accounts by migrants in Italy talking about how racist Italy is. It’s an important read, but I think as someone who works with migrants I wish there was more discussion of what specifically needs to change and how it can be done, especially from a book coming from Amnesty International. It’s a collection of negative experiences, not a sociological analysis of racism in Italy which is kind of what I was expecting.