«Se è verde o si muove, è biologia. Se puzza, è chimica. Se non si capisce, è matematica. Se non ha senso, è economia o psicologia. Ma se non funziona, è fisica.»
Dopo “La voce del buio” e prima de “L’ordine del drago”, si colloca “Oltre”, opera a firma Gigi Paoli che vede nuovamente quale protagonista il neuroscienziato Piero Montecchi. Se nel precedente titolo il professore cercava di far luce su un mistero che riguardava la scomparsa di molti anziani in un decennio e tutti con lo stesso modus operandi, un modus operandi che rimandava al paranormale e alla superstizione, in “Oltre” il fulcro centrale si snoda tra scienza e morale. Qual è il confine? Quanto la scienza può spingersi “oltre” per raggiungere i suoi fini e i suoi obiettivi?
Le pagine dell’opera si aprono con una serie di morti. Apprendiamo di un primo decesso avvenuto nel 2010 e che poi si ricollegherà al presente e di due successive morti cruente, avvenute lo stesso giorno e alla stessa ora ma in due luoghi diametralmente diversi, il 19 aprile 2023. Due figure, quelle che vengono ritrovate prive di vita e in modo particolarmente bruto, di spicco nel mondo della scienza. Ciascuna ha un legame con il passato ma anche con la Beyond, un colosso nel mondo dell’intelligenza artificiale, la fisica quantistica, la farmaceutica e molto altro ancora.
Sarà il professor Grassi a convocare all’appello Montecchi che, in queste indagini, conoscerà Anna Orsini, vicequestore a capo dell’UDI, Unità delitti insoluti, alta, con la sua coda di cavallo bionda e intelligente che lo accompagnerà anche ne “L’ordine del drago”. Quello che Montecchi si troverà davanti andrà ben oltre le sue aspettative, dubbi e/o riflessioni.
«Ai vivi si deve il rispetto, ai morti non si deve altro che la verità. Cit. Voltaire»
In questo secondo volume delle avventure dedicate al neuroscienziato, Paoli fa un netto salto di qualità rispetto al precedente “La voce del buio”. Se in precedenza la trama era sì articolata ma lineare e capace di ruotare attorno a un unico filo conduttore e tema, in questo secondo volume (ma anche nel successivo) l’opera si snoda articolando tante tematiche di grande attualità.
Le indagini che si susseguono sono rapide, fitte di intrecci e di situazioni e personaggi che tra loro uniscono tanti tasselli sino a ricostruire quello che è un disegno “più grande”. Paoli non teme di farsi e farci domande, non teme di scuotere e per questo, anche se mette “tanta carne al fuoco”, non perde mai il filo conduttore. Tutto si gioca sul “non è possibile” che, al contrario di ogni aspetto e/o pensiero, diventa proprio possibile.
Lo stile narrativo è rapido e fluente, le situazioni danno vita a una storia ricca di contenuti, densa e dai ritmi serrati; un testo che mai è banale e che sa sorprendere proprio grazie alla sua combo di linearità e complessità.
Ma esiste un confine tra lecito e non lecito, tra morale e non morale, tra scienza, etica e sviluppo?
Montecchi, infine, tra queste pagine si scioglierà anche permettendo al conoscitore di conoscere anche un aspetto più umano e meno freddo a differenza del primo titolo che lo vedeva fortemente radicato al suo ruolo di docente e di vedovo. Dovrà anche fare i conti con un passato inaspettato e con scenari a lui ignoti.
“Oltre” è un testo che si lascia divorare e che, man mano che va avanti, fa sempre più amare la figura di Piero Montecchi. Da leggere.