Dalla pungente penna di Chiara Moscardelli, un’eroina che non ha niente da invidiare a Bridget divertente, imbranata e terribilmente vera. Una tenace sognatrice della quale non si può fare a meno di innamorarsi. Chiara ha quasi quarant’anni, un lavoro che la fa sentire invisibile (tanto che nemmeno il suo capo si ricorda di lei), e una vita sentimentale inesistente. Conosce a memoria le battute più importanti dei suoi film romantici preferiti e ha la pessima abitudine di esprimere i suoi pensieri, soprattutto quelli più inopportuni, a voce alta e senza accorgersene. Tutto procede come al solito, tra ufficio, casa e uscite con le amiche, quando, dopo un disastroso speed date, la sua quotidianità prende una svolta finalmente è diventata l’oggetto delle attenzioni di un uomo. Sì, di uno stalker! A occuparsi del caso arriva Patrick Garano, affascinante e inafferrabile commissario di polizia che, parallelamente, sta indagando su un brutale serial killer che rapisce giovani donne per poi trasformarle in inquietanti bambole. La vita di Chiara adesso è meglio di una puntata di Criminal Minds, condita con un po’ di Casablanca. Fino a che le due indagini si rivelano molto più collegate di quanto si potesse immaginare, e lei si trova a dover affrontare un maniaco, un assassino e forse la sua paura più grande… l’amore.
La nostra protagonista, Chiara, mi somiglia davvero più di quanto credessi e la cosa mi ha fatto sorridere e anche amareggiata, ammetto. Mi sono rivista io a quarant'anni, da sola in una vita che non le piace e con uno stalker (no, questo me lo risparmierei, grazie). Le indagini le segue il commissario Garano che come Guanara è assolutamente affascinante e i momenti di ironia sono davvero moltissimi nonostante ciò che crea la vicenda. Ci sono diversi cliché in questo libro che quindi non lo rende originale ma certamente è uno di quei libri che leggi per non avere qualcosa di impegnativo sotto l'ombrellone e che ti fa assolutamente sordidere molto spesso. Inoltre la protagonista si ritrova anche in un altro romanzo dell'autrice ma non è necessario averlo letto per leggere quest'ultimo. Una nota di merito alle amiche e ai riferimenti cinematografici che ho adorato.
Chiara Moscardelli è ormai entrata nella top ten delle mie autrici preferite. Questo romanzo non fa eccezione. Avendo letto quasi tutti i libri scritti da Chiara, ammetto che la trama è la stessa di "Teresa Papavero e lo scheletro nell'intercapedine". Ma quello che più amo dei libri della Moscardelli è l'ironia che li pervade, che va oltre la trama.
Leggero e senza troppe pretese. Certo avrei voluto un finale col botto, ma alla fine è vero. La vita non è un film e neanche il libro tutto sommato. Un happy end per l’amicizia tra donne ci dovrà bastare.
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