Oggi più che mai cerchiamo di portare nelle nostre vite gioia, felicità, e un significato più profondo. Troppo spesso però lo facciamo nel modo sbagliato, affidandoci a oggetti, o anche persone, un nuovo lavoro, una casa più grande, una vacanza lussuosa, persino l'amore a lungo andare ci lasceranno insoddisfatti. Nulla di tutto ciò infatti può garantire la felicità, perché essa risiede dentro di noi. E dentro di noi dobbiamo guardare alla ricerca di libertà, compassione, ispirazione. Da dove iniziamo questo viaggio nel nostro cuore?
Vivere sconfinatamente ci indica la una lettura che è allo stesso tempo trascendente e pratica, una guida sicura per farci strada tra pensieri, emozioni e abitudini che ci bloccano, per guarire le ferite del passato e liberare le nostre energie spirituali. E raggiungere finalmente uno stato di completa serenità, apertura e intima auto-conoscenza.
Il libro propone in modo chiaro e ben strutturato il concetto di mente personale, mostrando come le esperienze positive o negative vadano a formare schemi che influenzano il nostro modo di vedere la realtà. Questa parte è spiegata con efficacia e permette a chi legge di riconoscersi in diversi passaggi. Tuttavia, nella sezione finale, in cui l’autore prova a indicare come “vivere meglio”, ho percepito un approccio meno convincente. L’idea di lasciarsi andare al flusso dell’energia, di vivere pienamente il presente e di non farsi guidare dai propri schemi o gusti personali è affascinante, ma presentata in modo un po’ sbrigativo e quasi dato per scontato. In teoria è un invito stimolante; nella pratica, però, lascia con la sensazione che manchi qualcosa di più concreto. Non tutti possono o vogliono aspirare a uno stato di quasi “illuminazione” non siamo Buddha, e pochi lo diventeranno. Nel complesso, è un libro che fa riflettere e apre spunti interessanti, ma che nella parte pratica risulta meno solido, lasciando qualche “vuoto” nel percorso che suggerisce.