Un attentato senza vittime, né feriti. Una finta storia vera. Una satira oscura sull’Italia contemporanea.
--- Titolo Selezionato per l'area Self-Publish al Salone del Libro di Torino 2026 --- --- Premio “Colombo” all’artista dell’anno per per la scrittura 2026 ---
Corvi è un romanzo di Emmanuele Rossi di narrativa satirica e sociale che mescola cronaca, finzione e critica feroce del presente. Un chimico, un becchino, tre personaggi lontani dall’eroismo, travolti da un evento che li costringe a confrontarsi con il caos morale e politico che li circonda.
Attraverso una struttura a più voci e un intreccio di storie che si sovrappongono, il libro costruisce un racconto coinvolgente fin dalle prime pagine, dove nulla è completamente vero e nulla è del tutto inventato. La narrazione è scorrevole, ironica e tagliente, capace di alternare tensione narrativa e riflessione sociale senza mai indulgere nel sentimentalismo.
L’introduzione di Paolo Di Orazio apre il romanzo con una riflessione dura e lucida sul decadimento del senso critico contemporaneo, preparando il lettore a una storia che non cerca consolazione, ma consapevolezza.
Corvi non è un thriller tradizionale e non offre risposte rassicuranti. È un romanzo che osserva la realtà da vicino, ne espone le contraddizioni e invita il lettore a riconoscere le proprie.
Devo dire che non mi ha convinta al 100%. È come se lo avessi letto in blocchi di tre parti: le prime due parti sono state abbastanza interessanti, la terza parte relativa ai Corvi onestamente mi ha persa. Avevo anche letto di un plot twist che ho cercato fino alla fine ma non l’ho trovato
Una storia, tre punti di vista, un thriller molto particolare. Inzialmente ho fatto un po' fatica ad entrare nella storia, ma poi ha preso ritmo ed è stato tutto un crescendo. Molto bello il punto di vista del becchino, ma la sorpresa vera c'è alla fine, con i Corvi. Interessante la satira sociale che ne scaturisce e la critica sulla politica ed i suoi "mezzi illeciti" per raggiungere e mantenere il potere, assolutamente plausibile, purtroppo.