Sovversiva è la seconda raccolta dell'autrice Teriel Donovan. Come nella sua opera prima, "A Cup Of Stories", questi racconti sono colmi di voci di donne, a cui si affiancano figure infantili che si affacciano al mondo in punta di piedi, per lasciarvi un segno indelebile. Ogni racconto ha un fondo di verità e si ispira a una storia reale riassunta nelle ultime pagine di questa raccolta. Sferrando un pugno allo stomaco dopo l'altro, con spietata onestà, l'autrice narra e analizza i mali della nostra società attraverso protagoniste e protagonisti variegati, presentando un'umanità poliedrica tra luci e, soprattutto, ombre. Emblematica una frase tratta dal racconto "Caro Signor Giudice": "Avete chiuso le porte della giustizia, si sono aperti i cancelli dei diritti civili."
**Teriel Donovan – Autrice, Apolide Editoriale, Domatrice di Algoritmi**
Teriel Donovan è una scrittrice indie per scelta: ama la libertà, non le gabbie editoriali travestite da contratti. Vive tra trame oscure, personaggi affilati e storie che non chiedono il permesso. Scrive per chi ha fame di emozioni vere, per chi ama le ombre quanto la luce, e per chi non si accontenta delle solite narrazioni standardizzate. I suoi romanzi mischiano sangue e poesia, sensualità e verità scomode, fantasy e ribellione. Dentro ogni pagina c’è un grido, un abbraccio, un’eco che resta. Tra le sue penne si alternano racconti queer storici, mondi fantastici segnati dal dolore, e realtà deformate da quella magia sottile che vive dove non guarda nessuno. Ha fondato e curato un intero forum da sola, ha intervistato autori, gestito un blog (Anything Magazine), e continua a scrivere anche su Medium, sempre con la stessa voce chiara e tagliente di chi non ha mai avuto bisogno del permesso di nessuno per esistere. Ora è tornata su Goodreads. Non per nostalgia. A suo tempo aveva più che valide ragioni per andarsene, e oggi è tornata per puro cinismo strategico: ha il diritto sacrosanto di riprendersi quei cinque anni da scrittrice che le sono stati sottratti da un sistema più opaco di una pagina strappata. Goodreads, con la sua leggendaria abilità nel non assumersi alcuna responsabilità, ha contribuito – involontariamente ma con costanza – a trasformarla in una versione più affilata, determinata e incazzata. Non può distruggere il sistema? Bene. Allora lo dominerà.
Teriel Donovan is an indie writer by choice: she prefers freedom over gilded cages disguised as publishing contracts. Her fiction lives in shadows, scars, and truths that don’t ask for permission. She writes for those who crave real emotion, for readers who embrace the dark as much as the light — and for anyone tired of safe, sterilized storytelling. Her books blend blood and poetry, sensuality and inconvenient truths, fantasy and rebellion. Her stories often live at the crossroads of queer identity, historical memory, and sharp emotional tension — sometimes touched by subtle magic, sometimes anchored in raw, human pain. She founded and ran her own forum, interviews authors on her blog (*Anything Magazine*), and continues to write on Medium with the same unapologetic voice that never needed approval to be heard. This is her return to Goodreads. Not out of nostalgia, but ruthless strategy. She left with damn good reasons — and now she's back to reclaim five stolen years from a system more opaque than a ripped-out page. Goodreads, in its legendary ability to avoid responsibility, accidentally sharpened her voice. She can’t destroy the system? Fine. She’ll dominate it.
📚 Main genres: **Fantasy**, **Historical Fiction**, **LGBTQ+** *(with psychological depth, emotional heat, and unapologetically queer visions)*
**Read her if you're tired of forgettable stories.** And Goodreads? Thanks, but no more blind trust. We know each other now.
Un libro breve di racconti... Breve ma tanto tanto pesante... Pesante sul cuore e sull' anima degli uomini, ma anche delle donne... Storie di donne nella storia del mondo passato e presente, e anche futuro.... Perché la storia si ripete, cambiano i personaggi, i tempi, i luoghi ma non i sentimenti... Di rabbia, dolore, odio, cattiveria, sadismo... Sono storie di donne che innalzano il loro grido di protesta, di dolore, di rassegnazione... Ma sono urla dirette non solo ai carnefici di ogni tempo, gli uomini, ma anche alle donne... E purtroppo quando questo accade è ancora più sconvolgente... È una lettura importante, densa, con parole che arrivano dritto all' anima.... È un libro che ho amato, su cui ho pianto e su cui mi sono inferocita.... Lo rileggerò.... Per rinnovare la memoria... Per tenere vivo il ricordo...
“Sovversiva” di Teriel Donovan è una raccolta di racconti che mette al centro le donne, esplorando le loro difficoltà, il loro coraggio, la loro forza, e il loro peggior nemico: l’ignoranza umana. La raccolta include anche qualche storia di bambini, vittime innocenti di un mondo che non è un luogo semplice in cui crescere, come spesso diamo troppo per scontato.
Innanzitutto, voglio complimentarmi con l’autrice. Gli argomenti trattati non sono certo nuovi o inediti, ma grazie alla sua abilità e fantasia, è riuscita a trasformarli in racconti brevi ma completi di descrizioni dettagliate, in cui affronta tematiche complesse e profonde.
Il libro di Teriel è una raccolta “ricca” che, attraverso dieci storie, invita il lettore a riflettere su diversi argomenti molto attuali, portandolo ben oltre il tema principale e più evidente. Pur mantenendo infatti un focus costante sul femminismo e sulla vulnerabilità dei più piccoli, i racconti proposti dall’autrice spaziano dalla distopia delle culture e delle società, sia attuali che passate, all’ambiguità morale, alla forza del consumismo, alle guerre, all’abuso sui minori e molto altro ancora.
L’atmosfera creata da Teriel con la sua narrazione è costantemente tesa, catturando l’attenzione del lettore e mantenendola alta fino alla fine. Le tematiche affrontate sono tanto pesanti quanto contemporanee e ci aprono gli occhi, facendoci indossare panni scomodi e offrendo punti di vista che chiaramente non ci appartengono, ma che sono in grado di mettere in discussione alcune delle nostre idee e preconcetti. I personaggi, sebbene vari, sono ben definiti attraverso le loro azioni e pensieri, nonostante il poco spazio a disposizione per farsi conoscere.
Abituato ai romanzi, a volte ho trovato il ritmo piuttosto lento, spesso interrotto per creare quella tensione di cui parlavo prima. Questo, in alcuni frangenti, avrebbe potuto essere evitato per rendere il testo più scorrevole. Lo stile di narrazione, concepito per rapire il lettore nei momenti più intensi della trama, rende anche poco fluida la transizione tra le varie scene, che dovrebbe invece essere a mio parere più naturale.
A parte questo il libro mi è piaciuto molto. Il linguaggio è ricco e variegato e il tono è sempre coerente con il messaggio che l’autrice vuole farci arrivare. È un testo originale di cui ho apprezzato molto il capitolo finale denominato ‘tracce’, in cui l’autrice elenca le fonti da cui ha preso ispirazione. Purtroppo tutte reali.
1️⃣Ho già parlato di questa autrice e sono super felice di poterlo fare una seconda volta con lo stesso numero di stelline: 5! Se le merita tutte, e anche di più, lo dico subito. Anche questa volta si tratta di una raccolta di racconti ucronici, un centinaio di pagine che raccolgono 11 temi diversi collegati dallo stesso filo conduttore: sensibilizzare. Parola affatto scelta a caso, perchè, se volete leggere questo libro, dovete essere pronti a soffrire di fronte alla realtà che si svolge dietro l’angolo di casa nostra, dobbiamo essere predisposti ad aprire gli occhi a queste verità strazianti e crude... Teriel ha una penna straziante e cruda.
2️⃣La scrittura è a dir poco sublime per mio gusto personale, è elegante ed estremamente dolorosa, non di meno riesce a trattare questa tipologia di temi come bevesse un bicchier d’acqua. Uno stile non certo leggero, ma una volta entrati nell’ottica della narrativa storica/ucronica se ne apprezza l’immenso fascino. Riesce a mescolare descrizioni, sprovviste di liste della spesa, con la narrazione in un modo lineare e fluido, tanto che fatichi ad accorgerti di aver assimilato il colore dei capelli di quel personaggio, ti appaiono e basta, insieme alle rivelazioni shock immancabili.
3️⃣All’interno degli argomenti troviamo temi sia attuali che passati decenni fa, ma ognuno porta un dolore che è importante divulgare. Io li conoscevo quasi tutti ed è stato molto bello informarmi sui pochi che mi erano sfuggiti, pezzi veri di paesi che ci sembrano così lontani eppure sono in possesso di anime tali e quali alle nostre. Troviamo lo st4pr0, il m4schilismo, il r4zz1smo, vari eventi o credenze dell’altro ieri. La verità è che fa male leggerli, ma solo per quanto sono veritieri; perché se si trattasse di fiction mi sarei anche divertita a leggere di vicende tanto crude, ma tutto ciò è esistito realmente. E so che vi aspettate lunghi, pesanti e noiosi racconti che vogliono sostituire il libro di storia, ma in realtà non è così: sono brevi tanto quando affondano velocemente nella carne; il più corto conta tre pagine, il più lungo una quarantina e ognuno ha il tempo di instillare il suo veleno nella mente del lettore, senza alcuna fretta.
4️⃣La cosa che amo dei suoi racconti è che ti lascia con la possibilità, anzi, l'obbligo di rifletterci. Lascia riflessioni, pensieri, paranoie ecc sul nostro mondo, sul marcio dell'essere umano. Finisci di leggere e finalmente puoi tornare a respirare, ma subito vieni inondato da quella sensazione di disagio che ti coglie lo stomaco, nell’aver "vissuto" sottoforma di narrazione certi eventi.
5️⃣Alla fine del libro si trovano delle pagine dove le tracce vengono spiegate una ad una. Amo come l'autrice abbia messo nero su bianco i suoi dubbi e le sue passioni con tanta delicatezza per condividerle e spiegare, o fare richieste, sui racconti appena letti. Insomma, ci lascia nel migliore dei modi, seguendo la scaletta che dal primo racconto ci ha portati fino alla fine: con umanità.
Preferiti: 1. L'ultimo bacio 2. Caro signor giudice 3. Morte alla carnefice