Onestamente mi sono un pochettino annoiata. Tanto mi era piaciuta la trilogia sui fratelli Cavendish, tanto mi ha lasciato tiepida questa libro. L'ho finito giusto perché era breve e ad un certo punto suddetti fratelli compaiono nella storia. Mi dispiace dirlo, ma per me è un no. Peccato perché mi piace come scrive l'autrice, ma stavolta non ha stuzzicato la mia attenzione come con gli altri.
Gwendolyn ha perso ogni cosa: l’isola in cui viveva, i ragazzi sperduti, le sue ali.
Ma, soprattutto, ha perso la fiducia dell’uomo che amava.
Catapultata sulla Terra, si costruisce con fatica una nuova vita, stando attenta a cambiare spesso casa in modo che lui non la trovi.
Eppure, dopo settant’anni, il motociclista che si presenta nel bar di Creta in cui lei lavora come cameriera è proprio James “Hook” Teach.
Ha un incarico per lei, e non è disposto a ricevere un no come risposta.
Anche James ha perso ogni cosa: metà della sua ciurma, la sua nave, il porto sicuro di Neverland. Tutto perché si è fidato di Gwendolyn ed è stato tradito nel peggiore dei modi.
Ricominciare una vita come Presidente del Rogers MC sembra la strada giusta per dimenticarla, finché i suoi uomini iniziano a dissolversi come cenere al vento. L’unico antidoto è il vino fatato dell’Isola, e l’unica in grado di produrlo… è lei.
Mentre una minaccia fin troppo nota riemerge dall’ombra, James e Gwendolyn dovranno fare i conti con il loro passato e con i segreti che hanno custodito fin troppo a lungo. Anche quelli sepolti in fondo all’anima.
Dopo un sanguinoso scontro che ha distrutto l'isola che non c'è e massacrato metà della sua ciurma, Hook deve ricostruire una nuova vita per sé e per gli altri suoi compagni sopravvissuti. Si sente responsabile per ciò che è successo sull'isola che non c'è. Ha permesso hai suoi sentimenti di offuscare il suo giudizio. Sapeva che Peter era uno psicopatico pericoloso, dotato di un grande potere. Grazie alla magia di Spugna erano riusciti a tenerlo a distanza e, fondamentalmente, cercavano di non rompersi le balle a vicenda. Sapeva anche che quella fatina curiosa che li stava spiando faceva parte del gruppo di Peter e che non doveva interessarsene, invece l'ha avvicinata, l'ha fatta salire sulla nave, entrare nella sua vita e nel suo cuore. Stava giocando col fuoco e ne era consapevole, ma non riusciva ad allontanarla. La desiderava. La amava. Ma se Peter l'avesse scoperto sarebbe scoppiato un putiferio. Ma i sentimenti che legano entrambi sono più forti della razionalità, tanto che James rivela parecchio di sé alla fatina: lui è per metà una sirena (figlio della regina delle sirene). Ha il potere della voce del canto delle sirene e conosce l'ubicazione della Tiara delle sirene, un potente quanto pericoloso amuleto. Che mostra a Gwendolyn. È pronto a lottare per lei, se mai decidesse di mollare una volta per tutte Peter. Gwendolyn però è tra due fuochi: ama follemente James, ma Peter è suo fratello, si è sempre preso cura di lei e dei bambini sperduti. E non è malvagio come vogliono farle credere. Sicura? Più passa il tempo con la ciurma, più scopre che quello in cui credeva fermamente non era esattamente vero. Come i bambini sperduti. Peter le ha sempre fatto credere che quando qualcuno di loro spariva era perché finivano sulla nave del capitano Hook (James appunto). Ma quando Gwendolyn inizia a frequentare James e compagni, non ne trova nemmeno uno. Già, perché i realtà Peter li prendeva e si nutriva della loro anima, lasciandoli senza vita. Uno dopo l'altro. A questa scoperta Gwendolyn è sconvolta, vuole andarsene e pianifica la fuga con James, ma Peter la becca e da di matto. Fa una strage nel loro covo nell'albero ed è intenzionato a fare altrettanto con i pirati. La fatina deve fermarlo, ma lui è troppo forte. Ma lei sa dove trovare la Tiara delle sirene. La recupera dalle profondità del lago prima che le sirene se ne accorgano e la fermino (peccato che Peter era giusto giusto passato poco prima e le aveva sterminate quasi tutte). Peter ha già iniziato a scuotere l'intera isola con violenti terremoti e fulmini e vento e grandine. La vuole frantumare, ma non prima di essersi vendicato. La Jolly Roger sta giusto giusto rientrando alla baia, ricomparendo da un portale. Peter si fionda per colpire. Non c'è tempo da perdere: Gwendolyn indossa la Tiara ed esprime la sua richiesta. La Tiara però esige un tributo adeguato: deve cedere quello che di più caro possiede. Gwendolyn ci pensa un attimo e poi zack, si taglia le ali. Il potere della Tiara si scontra con quello di Peter e sembra lo annienti, ma l'energia che si sprigiona è enorme. L'isola praticamente viene rasa al suolo, la nave viene distrutta investita dal colpo e buona parte della ciurma perde la vita. Un portale di emergenza permette ai sopravvissuti di scappare. Anche Gwendolyn riesce a salvarsi e raggiunge James, che appena la vede le punta la pistola alla testa. Lui crede che la ragazza lo abbia tradito, che abbia sempre lavorato per Peter e che abbia tentato di farli fuori tutti. Usa poi il suo potere da sirena per farla andare via: in virtù del fatto che l'ha amata, le permette un'unica occasione di salvarsi. Se mai dovessero incontrarsi di nuovo, la farà fuori seduta stante. Gwendolyn è sconvolta, dopo tutto quello che ha sacrificato per salvarlo lui la caccia? L'ordine di James detto con il potere della sirena la costringe ad andarsene e per 70 anni non potrà far altro che scappare da un posto all'altro monitorando gli spostamenti di Hook e del suo gruppo di ex pirati diventati centauri. Non è esattamente una vita felice, ma almeno è viva, e anche James lo è. Quindi va bene così. Almeno finché non se lo ritrova davanti al bar in cui lavora. Cazzo, è spacciata. Hook la cattura e la porta nel suo covo. Non per torturarla e ucciderla (come le aveva promesso), ma per costringerla a produrre del vino fatato per loro. A quanto pare i compagni di Hook stanno scomparendo uno dopo l'altro, letteralmente. Il vino fatato permette loro di ostacolare questa strana "malattia", ma quello che avevano a disposizione era troppo poco per tutti, reperirne altro di qualità poi è un'impresa quasi impossibile. Quel poco che trovano gli permette forse di rallentare i sintomi, ma una volta che la malattia manifesta i primi sintomi, è inevitabile che da lì a poco la persona colpita si dissolverà completamente. Ed ora è Giglio tigrato, sua sorella, ad esserne colpita (e anche lui inizia ad avere i primi segnali). Solo una fata può creare il vino fatato che serve loro, e lui ne conosce solo una. Quindi la prende, la porta con sé e la convince (costringe) a lavorare per loro. Gwendolyn non ha molte alternative, l'accoglienza e il trattamento che James e gli altri le riservano non è dei migliori. La odiano tutti, tranne Spugna. È l'unico che la guarda e le parla come se non fosse l'essere più aberrante sulla faccia della terra. Tra tutti, quello che la fa soffrire di più è James. Cerca di sfruttare l'occasione per parlargli e potergli spiegare come sono andate le cose veramente, ma lui non vuole sentire una parola da lei. Vuole solo che produca il vino. Benissimo. Prima finisce e prima potrà andarsene. Ma qualcosa cambia i piani: Gwendolyn scopre che alcune persone che aveva conosciuto nei vari posti in cui si era trasferita erano inspiegabilmente morte. Non può essere. Peter l'aveva minacciata che si sarebbe vendicato del suo tradimento. Ma Peter è morto sull'isola che non c'è. L'ha visto mentre veniva colpito dal potere della Tiara. Non può essere sopravvissuto, vero? E invece potrebbe. Ed è troppo pericoloso lasciarlo girovagare libero. È evidente che sta seguendo i suoi spostamenti, lasciando dietro di sé una scia di vittime. Va fermato. Anche Hook e Spugna sanno che devono agire. Quindi iniziano una caccia all'uomo. Tornano nell'ultimo posto in cui Gwendolyn ha vissuto e aspettano che arrivi, sperando di prenderlo di sorpresa e catturarlo. Altro tempo in cui Hook e Gwendolyn devono stare vicini. Questa convivenza forzata diventa sempre più difficile: da una parte l'amore che provano (che non si è mai affievolito), dall'altra l'odio per i fatti avvenuti sull'isola e negli ultimi 70 anni. Ad un certo punto finalmente i due hanno questo benedetto confronto (grazie soprattutto allo zampino di Spugna). Non è che poi si risolva tutto, ma perlomeno Hook comprende cosa ha fatto davvero lei e cosa ha sacrificato per lui. (Era ora). Comunque ricordiamoci che c'è il problema Peter da risolvere ancora.
Decidono quindi di controllare gli altri posti in cui Gwendolyn ha soggiornato e in cui Peter pare non sia ancora arrivato. Gwendolyn, Hook e Spugna raggiungono la prima tappa e si sistemano in un hotel. O meglio: Gwendolyn va a riposare in camera mentre i due pirati ispezionano i dintorni e fanno la guardia. L'edificio che gli interessa è lì di fronte. Ed è proprio da lì che vedono volare fuori da una finestra il corpo di una donna. Merda. Sono arrivati tardi. Peter ha colpito e se l'è svignata. Devono passare alla prossima tappa, l'ultimo appartamento in cui a vissuto Gwendolyn prima che la trovassero.
Hook e Gwendolyn si ritrovano da soli e parlano nuovamente di ciò che è successo 70 anni prima. Già Gwendolyn era riuscita a crepare il muro di odio che il pirata aveva eretto, ed ora le permette di raccontargli per bene tutto. E finalmente si riavvicinano e passano la notte insieme. James improvvisamente si sveglia e la ragazza non c'è. Merda, doveva rimanere di guardia e invece si è addormentato con lei. La cerca e la trova che sta tenendo bloccato il suo titolare del bar dove lavorava. E gli sta risucchiando l'anima. Ma che cazzo succede? La cosa peggiore: Peter è effettivamente morto, ma una parte della sua anima si è attaccata a quella della fatina e sta cercando di tornare. O meglio, sta cercando di rinforzarsi per poi sopraffare quella della sorella. Per ora riesce a prendere il controllo solo quando lei dorme ed è incosciente. Merda, questa non ci voleva. Bisogna trovare una soluzione, ma nè lui, né Spugna, ne nessun'altro dei suoi ha il potere di farlo. È necessario chiedere aiuto. Ed è qui che ricompaiono sulla nostra strada i fratelli Cavendish che abbiamo apprezzato nella trilogia della stirpe maledetta. Ricordiamoci che uno di loro ha sposato una potentissima strega. Grazie ad un rito e all'antico sangue dei figli di Caino dovrebbero riuscire ad annientare l'anima di Peter prima che prenda il sopravvento su Gwendolyn e si risvegli completamente. Sarebbe troppo pericoloso per il loro mondo. L'alternativa è eliminare Gwendolyn. James non intende considerare la seconda opzione. Il rito deve funzionare. Spoiler: non funziona. Peter è già troppo forte e grazie al sangue dei Cavendish relega l'anima di Gwendolyn in un angolino. Fugge e da qui inizia l'inseguimento: i 3 fratelli concedono a James del tempo per recuperare Gwendolyn e "rimetterla in sicurezza", ma se la situazione dovesse peggiorare loro interverranno e la uccideranno. Merda, bisogna agire subito. Peter si rifugia in un cimitero, dove può assorbire anime vagabonde che non sono riuscite ad andare oltre (e più sono "vecchie", più incrementano la sua forza). James e il resto della ciurma si attrezzano e si preparano a catturarla. Non sarà affatto semplice. Peter ha aumentato la sua potenza e devono stare attenti a non far del male al corpo di Gwendolyn. È un bel casino. L'anima della ragazza intanto sprofonda nel buio sempre di più. La stiamo perdendo. James però ha un asso nella manica: ha recuperato la Tiara della madre e la usa contro Peter, riuscendo a svuotarlo di tutte le anime di cui si è nutrito (in cambio ha ceduto la sua voce da sirena). Hanno ridotto la potenza di Peter, ma lui è ancora lì. Di Gwendolyn nemmeno l'ombra. Bisogna riuscire a richiamarla, ma come? Intanto Peter si è scagliato contro James e lo sta colpendo con i suoi artigli. Deve sbrigarsi a fare qualcosa, non gli resta molto tempo. Accidentalmente dalla tasca gli cade un carillon (il monile in cui è incisa la canzone "chiaro di luna". Canzone che lega e rappresenta l'amore tra lui e la fatina). La melodia inizia a suonare nell'aria e, nonostante il caos della battaglia, arriva a Gwendolyn che si risveglia dal suo intorpedimento. Risale dagli abissi della coscienza, prende Peter e lo affonda, riprendendo il controllo di sé. È finita. Si può tornare a casa. A casa casa, sull'isola. I Cavendish intervengono per ripristinare la vegetazione e il mare, mentre le creature magiche fanno ritorno nel loro habitat. Quando tutto è apposto, Gwendolyn, James e company si trasferiscono lì. Ogni tanto tornano in città per brevi periodi, ma non si trattengono mai a lungo. Tornano subito a casa. James ha anche fatto costruire una nuova nave: la "chiaro di luna". Fine