Artista, lesbica, travestita ed ebrea, Claude Cahun sovvertì con la sua vita e le sue opere i canoni della società eteropatriarcale fondata sul binarismo e sulle norme di genere, di razza, di classe. Eroine (scritto nel 1925) è una raccolta di ritratti “psicologici” di celebri personaggi femminili letterari dove l’artista si diverte con pungente ironia a sovvertire i paradigmi della femminilità, attraverso il ribaltamento delle norme di genere e la decostruzione critica della mistica della femminilità. Così, se Cenerentola è una masochista, Giuditta (l’eroica giustiziera di “Oloferne” nel Vecchio Testamento) è una sadica che uccide per eros e puro godimento, e la casta e timida Margherita – l’oggetto del desiderio di “Faust” – una bambina precocemente interessata al sesso e, in seguito, una donna incestuosa dall’erotismo incontenibile. Penelope, “civetta, vanitosa e frivola” non tesse il sudario del suocero Laerte, bensì capi d’abbigliamento che sogna di regalare ai suoi pretendenti. Mentre Maria Vergine tenta di abortire per eliminare la causa dei suoi problemi, “l’essere vivente, troppo vivente”.
Un testo irresistibile e di altissima valenza letteraria per la prima volta pubblicato in Italia. Con originale francese, è arricchito da una vasta e dotta introduzione che indaga a tutto tondo l’artista e le sue opere.
Claude Cahun was a French artist, photographer and writer. Her work was both political and personal, and often played with the concepts of gender and sexuality. She began making photographic self-portraits as early as 1912, when she was 18 years old, and she continued taking images of herself through the 1930s.
Dobbiamo ringraziare “Vanda edizioni” se, finalmente, nel 2024 possiamo leggere “Eroine” di Claude Cahun, figura di spicco francese appartenente alla comunità LGBTQIA+ e femminista.
Una figura eccentrica, che non si è mai definita né etichettata riguardo il suo genere e la sua sessualità. Le sue opere scritte e fotografiche hanno ispirato artisti del calibro come David Bowie e Maria Grazia Chiuri (direttrice creativa di Dior) per la sua collezione autunnale del 2018.
Fortunatamente, è grazie ai suoi scritti antinconvezionali e trasgressivi riscoperti in Francia negli anni 70’ del 900’ che oggi possiamo leggere il suo libro.
Claude Cahun affascinata dagli scritti di sessuologia dell’epoca, nel suo libro Eroine, non fa che riprendere figure importanti della Bibbia e della letteratura, trasformandole in donne reali ognuna con caratteristiche diverse e non “catalogate” nello stereotipo di genere dell’epoca. Spaziamo quindi da Giuditta (di Giuditta e Oloferne) a Salomè, Cenerentola e Penelope, ognuna indagata sotto un punto di vista sessuale diverso interpretando, per ogni personaggio, tutte quelle devianze o perversioni che, secondo gli scienziati dell’epoca, affliggevano uomini e donne.
Il libro di Vanda edizioni è un gioiello prezioso in quanto si apre con un saggio introduttivo sulla vita e sull’opera di Claude Cahun scritto da Desiré Calanni Ridina, l’opera della stessa Cahun e alla fine il testo originale in francese.
I found this book incredibly interesting and thought-provoking: the Italian edition is very well made, with a long and detailed introduction and the original French text at the end of the book. I loved getting to know Claude Cahun’s character in the intro, and the piece itself features the portraits of some famous female figures, from the bible to Ancient Greece. I particularly loved the chapters about Penelope, Sophie and Eve.
I need to reread this like 2 more times to create an articulate pov. But ahead of its time in so many ways, funny, witty, clever and so good at combining all the cultural trends in whimsical ways. Cahun would have been trending on tumblr.
"L'idea genera l'essere - e l'amore precede gli organi che in seguito lo renderanno manifesto. Così, fino al momento in cui avrà ali, la bestia dovrà trovare degli equivalenti del volo. La prima bambola fu, per Sophie, il primo piacere e la prima pena d'amore, il defloratore e la primogenita. Appena estratta dalla confezione, appena vide la luce, fu viva: sì, fragile, facile e deliziosa a rompersi."