Questo volume raccoglie i più importanti componimenti poetici di Jon Fosse pubblicati nell’arco di quarant’anni, tra il 1986 e il 2016, e alcune poesie inedite.
Nella sua poesia è possibile ravvisare gli elementi e le tematiche che caratterizzano lo stile inconfondibile dell’autore. I paesaggi tipici del Vestlandet norvegese, le montagne e i fiordi, il buio, la luce e la neve fanno da cornice a una poesia che racconta della trasfigurazione del quotidiano, in cui passato, presente e futuro si mescolano, offuscando il confine tra vita e morte, tra sogno e realtà. Il minimalismo di Jon Fosse, che si concretizza in versi brevi e in un linguaggio semplice ma denso di significati, dona ritmicità alla scrittura, una musicalità ispirata alle onde che si infrangono instancabili sui fiordi della costa occidentale della Norvegia.
Jon Olav Fosse was born in Haugesund, Norway and currently lives in Bergen. He debuted in 1983 with the novel Raudt, svart (Red, black). His first play, Og aldri skal vi skiljast, was performed and published in 1994. Jon Fosse has written novels, short stories, poetry, children's books, essays and plays. His works have been translated into more than forty languages. He is widely considered as one of the world's greatest contemporary playwrights. Fosse was made a chevalier of the Ordre national du Mérite of France in 2007. Fosse also has been ranked number 83 on the list of the Top 100 living geniuses by The Daily Telegraph.
He was awarded The Nobel Prize in Literature 2023 "for his innovative plays and prose which give voice to the unsayable".
Since 2011, Fosse has been granted the Grotten, an honorary residence owned by the Norwegian state and located on the premises of the Royal Palace in the city centre of Oslo. The Grotten is given as a permanent residence to a person specifically bestowed this honour by the King of Norway for their contributions to Norwegian arts and culture.
Un'antologia che copre diverse raccolte di Fosse. Non avevo mai letto niente di suo, e qui ho letto poesie spesso brevi, con un'atmosfera misteriosa e sospesa come haiku. Nonostante il titolo, ci ho messo un po' a capire che molte poesie sono tendenzialmente mistiche e con un sottotesto cristiano, e questo tema a me non appassiona. Coerentemente, lo scopo di queste poesie sembra cercare di esprimere l'ineffabile, usando paratassi, ripetizioni, spazi. A volte mi lasciavano semplicemente perplesso e freddo, a volte invece entravo in quell'atmosfera. Non mi ha entusiasmato, perché spesso non coglievo del tutto l'implicito a cui sembravano riferirsi, però mi sono piaciuti il tono freddo e contemplativo, gli scarti sorprendenti, le metafore visionarie pur nella ridotta scelta del vocabolario, e lo stile così insistentemente lontano dalla prosa.
Noto che mi viene da risfogliare il libro dopo che l'ho appena terminato: credo sia un segno che mi piacerà di più rileggere queste poesie che averle lette, confuso, la prima volta.
slik veit du at det finst det uforståelege som alle forstår for det sagde er alltid det motsette men nett då finst det då forstår vi då er vi omvendt til stades i regnets fine mørker i regnets svarte lys
Leggere Fosse per la prima volta non mi ha deluso, ma nemmeno sorpreso. Sarà che devo leggerle di nuovo, come qualcuno qui suggeriva, ma queste poesie sono come assaggiare qualcosa di nuovo e di interessante. Forse ci ritornerò sopra.