Chi non ha mai voluto studiare la Storia e l'arte andando oltre i libri scolastici? Rivivere le battaglie nel Colosseo, prendere parte alla battaglia di Lepanto, assistere alla partenza di Colombo per le Americhe che non sapeva ancora avrebbe scoperto. Oppure ancora passeggiare con Dante per Firenze, prendere parte al Palio di Siena, rivivere il fiore del rinascimento, scappare da Pompei durante l'eruzione del Vesuvio o vedere come Raffaello creò e perfezionò la sua tecnica e, perché no, farsi fare un ritratto.
Le lezioni a scuola sarebbero state nettamente più interessanti se la Storia fosse diventata cosí viva; ma non é tutto oro quel che luccica, come si suol dire, e questo lo sa bene Annibale, protagonista di questo romanzo che prende vita in un'Italia che ha fatto del suo punto più forte, la storia, l'arte e la cultura, alta commercializzazione e iper consumismo.
Siamo in un futuro vicino, 2032, e venti città italiane sono state trasformate in enormi parchi divertimenti per il giubilo dei turisti stranieri che, a frotte, arrivano nel Bel Paese per un'esperienza unica in una di queste città adibite a parchi a tema. Ad operare un tale massiccio cambiamento, volto al profitto e mascherato da pari opportunità lavorative, con stipendi equi e dalla salvaguardia del patrimonio nazionale, c'é Cesare Datini, l'architetto visionario che muove ogni filo.
Annibale, un insegnate costretto dagli eventi a lavorare come guida turistica nella Venezia del Carnevale perenne, é il primo di una piccola manciata di personaggi che conosceremo e ci accompagneranno in questa piccola avventura rivoluzionaria. Il popolo é scontento, viene ampiamente sfruttato e il regime di Datini è più marcio di quello che appare, ad opporsi vi é la Rete e Annibale finirà, suo malgrado, coinvolto.
Annibale è un po' l'italiano medio che si accontenta dell'illusione di un posto stabile, che in realtà è precario, che lo lascia insoddisfatto, a disagio e scontento. Se ne lamenta, ma non fa niente di concreto per cambiare la situazione, pone le speranze in un futuro ipotetico sempre più labile. La sua tranquillità è sconvolta dall'arrivo di due turisti d'élite, aprirà gli occhi, agirà ma sarà sufficiente o è troppo tardi? Cosa fare adesso: lottare o abbassare la testa?
Tra indignazione e riflessione si guarda al futuro: Luca Zorloni disegna scenari possibili, che un po' sono già in atto se si pensa alla problematica dell'overtourism, in cui muoversi e che portano con loro le implicazioni, gli impatti socio-economici, culturali e geopolitici. Se nella prima parte sono un cinico sarcasmo, un divertimento amaro e una finzione abbellita dalle pretese e dall'ipocrisia a farla da padrone, tra testi di marketing, slogan propagandistici e didascalie che aprono i vari capitoli, nella seconda parte la narrazione è più concitata, si chiede ad Annibale, e al lettore di confrontarsi con dilemmi morali, primo fra tutti se sia davvero una buona idea usare il nostro patrimonio storico come fosse petrolio.