L'antologia è dedicata al tema del rapporto tra femminismo e filosofia nell'età contemporanea, presentando pensatrici che, in modi diversi, si riconoscono come femministe e/o postfemministe e che hanno dato vita a opere che sono diventate ormai dei "classici". Un problema fondamentale fa da filo conduttore: la questione del "soggetto" e l'esplorazione della soggettività femminile e femminista. Il carattere "situato" dell'antologia, articolata in quattro sezioni, si rivela nella scelta di iniziare dalla presentazione del pensiero della differenza francese e italiano, da Luce Irigaray a Luisa Muraro e Adriana Cavarero, per poi attuare un dislocamento verso altri modi di esplorare la differenza sessuale e la soggettività femminista, come quello delle pensatrici cosiddette "postmoderne": da Bell Hooks a Gloria Anzaldúa, da Rosi Braidotti a Teresa de Lauretis e Judith Butler. L'intento è mostrare una pluralità di voci non sempre tra loro consonanti. Nella terza e quarta sezione i testi selezionati propongono una riflessione più specificamente politica su altre questioni, quali il rapporto tra scienza e femminismo o donne e biotecnologie, come nei testi di Donna Haraway e Françoise Collin, e il tema della giustizia e della distribuzione dei diritti nell'era del capitalismo transnazionale, come in quelli di Nancy Fraser, Seyla Benhabib, Rada Ivekovic´ e Gayatri Spivak.
Un'ottima antologia di saggi da cui partire per approfondire vari pensieri femministi. Preziossissima l'introduzione che riporta i capisaldi delle riflessioni di Simone de Beauvoir e Carla Lonzi, dando un'infarinatura generale di come le donne hanno capito di essere donne e di poter parlare da donne di donne nel mondo e in Italia. Di quest'opera ho apprezzato l'eterogeneità in quanto riporta i pensieri di varie e differenti femministe che si esprimono in funzione ora anticapitalista, ora antirazzista (dall'America Latina all'Europa dell'Est), ora a sostegno dei movimenti lgbtq+. Non esiste una corrente unica del pensiero femminista ma varie declinazioni: presentandone molte diverse, questa raccolta ha il pregio di poter lasciare poi a chi legge la libertà di scegliere quale seguire.
A tratti ostica e un po' troppo concentrata sul White Feminism, ma resta comunque un'antologia utile per capire l'evoluzione del pensiero femminista in Europa e negli Stati Uniti. Sarebbe davvero interessante poterla arricchire con prospettive altre*.
*Ho scoperto da poco i movimenti femministi in Myanmar o anche in Uganda ed è difficile trovare letture specifiche o che riescano a mettere a sistema pluralità solo in apparenza distanti, tra continenti e stati.
Ottima antologia del pensiero femminista per farsi un'idea generale del movimento e della sua struttura, un po' ostico a tratti ma sono saggi di filosofia a tutti gli effetti, il sé, l'identità, il soggetto. Ci sono saggi più semplici e scorrevoli, interessantissima la parentesi sul criterio di parità partecipativa e sullo studio sul Drag di Butler.
Spunti interessantissimi per la mia tesi triennale.
Antologia OTTIMA. L’introduzione è sintetica (meno di 60 pagine) e prepara ai testi scelti dell’antologia. L’ho trovato un libro interessante e ricco: si trovano i classici (Irigaray, Cavarero, Braidotti, Butler), ma anche autrici meno reperibili (Anzaldúa, Spivak). Alla fine, c’è una piccola sezione con la biografia di ogni autrice trattata e una spiegazione del testo riportato.
Se si vuole conoscere bene il femminismo della differenza sessuale, questa introduzione è perfetta! 😊