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Come un fiore che nasce in trincea

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Prima guerra mondiale. Decima battaglia dell’Isonzo, maggio 1917.
Norberto Ciotti è un fante del 35° Reggimento Fanteria “Brigata Pistoia”, contadino di Macerata, che combatte al fronte già da due anni, che in guerra non ci voleva andare, ma è stato costretto a partire.
Elisabetta Schërer è un’infermiera volontaria, che opera in prima linea con la Croce Rossa Italiana. Ha un passato difficile, amplificato anche dal cognome che porta.
Le loro strade si incrociano nel mezzo della guerra, quando Norberto viene ferito ad una gamba ed Elisabetta si prende cura di lui. Le loro vite sono diverse, ma le loro storie più simili di quanto credano.
A fare da sfondo a tutto c’è la Grande Guerra, con il suo carico di dolore e con le sue conseguenze, che non risparmia nessuno, nemmeno i due protagonisti, allontanandoli.
Fino a Caporetto, dove tutto sembra perduto, dove non c’è più speranza.
E come un fiore che sboccia tra i sassi, alla fine, la vittoria arriva.
Ma a quale prezzo?

458 pages, Paperback

First published June 20, 2024

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Monica Magli

1 book2 followers

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Displaying 1 - 6 of 6 reviews
Profile Image for Cristina Luciani.
168 reviews7 followers
July 1, 2024


Ho divorato questo libro, nonostante la febbre e la laurea che si avvicina.

Un po’ perché è impossibile non amare Norberto ed Elisabetta e leggere col cuore in gola per sapere se si ritroveranno. La loro è una storia d’amore delicata in un contesto terribile come quello della prima guerra mondiale ed è una delle più belle che io abbia letto negli ultimi anni (mi viene già voglia di rileggerla, in realtà).

I due funzionano insieme ma hanno anche due archi narrativi solidi e si ispirano a vicenda nella crescita personale: Norberto, contadino di Macerata fortemente opposto alla guerra, trova comunque in essa un ruolo e uno scopo, senza rinnegare l’orrore degli anni in trincea. Elisabetta invece forse è un po’ rapida nell’abbattere i suoi muri, ma nella seconda parte vive un conflitto interiore che mi ha toccata da vicino.

Dalla disfatta di Caporetto in poi questo romanzo è un fiume in piena che travolge Norberto, Elisabetta, l’esercito italiano ma anche il lettore: viene reso molto bene lo sgomento, la paura, la disperazione e poi il senso di rivalsa che animano i personaggi. È una lunga corsa senza respiro verso il finale, che ho apprezzato perché si chiude su un’altra “questione di confini”, un parallelismo che riecheggia nella storia di Norberto.

Ciò che invece non mi ha convinto è lo stile, o meglio, alcune imprecisioni nel testo che saltavano all’occhio: da alcune virgole fuori posto alle ripetizioni che rimarcavano concetti già esposti poche pagine prima e, soprattutto, al fatto che Norberto viene identificato come “il fante” anche dopo la promozione a tenente. Quello mi ha realmente confuso per un po’. Inoltre non mi è piaciuto come in alcuni punti la narrazione si facesse “fredda”, schermata dal lettore proprio nel vivo della battaglia, quando l’immersione avrebbe dovuto essere massima.

Però ciò che ho detto prima è vero: i due protagonisti sono così adorabili, la loro storia così dolce ed esemplare, che appena chiuso il libro volevo riniziarlo per stare ancora un po’ con loro.
12 reviews
July 7, 2024
..."Stamattina ho visto un cadavere nell'Isonzo e la cosa mi ha molto turbato"
"Ne vediamo così tanti, ormai io ci ho fatto l'abitudine, la morte è di casa nella mia vita."
"Anche io ne vedo tanti, ma il pensiero di quel giovane che andava verso il mare, per sempre da solo, senza un nome e una tomba mi ha rovinato l'umore. (Dialogo fra Norberto e Franesco)

Maggio 1917. I protagonisti principali del romanzo sono il fante Norberto Ciotti contadino di Macerata, in guerra sin dal 1915 e l’infermiera volontaria Elisabetta Scherer, di famiglia benestante romana ma di origine austriaca, che incroceranno le proprie vite in un luogo lontano e distante dalle loro origini, la campagna veneta e dove la loro estrazione sociale, culturale, il loro passato verrà completamente annullato dagli eventi tragici avvenuti sulle montagne del Carso, nelle trincee, dove fame, dolore e morte la facevano da padrone.

Va sottolineata la minuziosa ricostruzione dei luoghi, delle trincee, della vita negli ospedali spesso improvvisati, delle battaglie che hanno fatto la storia del nostro paese e che l’autrice ha, con molto rispetto, narrato attenendosi scrupolosamente alla realtà storica, catapultando il lettore in un periodo spesso dimenticato, ma che andrebbe riscoperto e studiato con maggior attenzione.

Le descrizioni nella vita di trincea o negli ospedali di fortuna, sono brutalmente reali tanto da sentire l’odore di morte, di sangue, di disperazione. Nulla è lasciato al caso.

Il romanzo si sviluppa a partire dal 1917 sino alla conclusione della guerra con la vittoria dell’Italia, passando per la disfatta di Caporetto, dove si incrociano le vite, oltre che di Norberto ed Elisabetta, anche quella di altri fanti come Pietro, Carlo, Nino, Fabrizio, giovani ragazzi a cui verrà tolta, il più delle volte, la vita appena ventenni, e i cui corpi verranno lasciati nella “terra di nessuno” senza poter dare loro degna sepoltura; la vita di medici e infermiere come Ada o Elsa che, come i giovani che combattevano, rischiavano la vita ogni minuto e che lottavano non solo contro il nemico, ma anche contro la scarsa attrezzatura e conoscenza medica di allora, fra infezioni mortali e ferite spesso impossibili da curare.

Quando tutto sembra sbriciolarsi e andare in pezzi, sarà l’amore a salvare le vite e le anime di molti di loro, che, alla fine della guerra, cambiati nell’aspetto e nell’animo, getteranno le basi per un nuovo mondo, un nuovo paese dove molti dogmi cadranno, così come vecchie e radicate contese; saranno proprio i giovani che insegneranno alle generazioni che le hanno precedute, che un nuovo mondo più giusto ed equo è possibile solo superando vecchi ed granitici pregiudizi.

Romanzo scorrevolissimo che riesce a rendere partecipe il lettore; l’autrice è riuscita perfettamente a descrivere gli episodi lontani nel tempo attenendosi scrupolosamente alla ricostruzione in maniera semplice ma coinvolgente, tanto che man mano che la storia progredisce fra Norberto ed Elisabetta, ci si sente parte integrante della stessa, con alcuni colpi di scena imprevisti.

Lo suggerisco caldamente, non solo, come ho più volte rimarcato, per la minuziosa e rispettosa ricostruzione storica importantissima, ma anche per la parte romanzata davvero fluida e assolutamente verosimile che, a pensarci bene, potrebbe essere tranquillamente accaduta fra un fante, contadino di uno sperduto paese italiano, e una borghese crocerossina volontaria, nel lontano 1917.

Come direbbe qualcuno “Buona la prima”
This entire review has been hidden because of spoilers.
Profile Image for Lorenzo A. Angelaccio.
42 reviews2 followers
July 30, 2025
“Come un fiore che nasce in trincea” è il romanzo d’esordio di Monica Magli, un’intensa storia d’amore e sopravvivenza ambientata durante gli ultimi anni della Prima Guerra Mondiale.

Il libro segue le vicende di Elisabetta Schёrer, infermiera di origini austriache cresciuta a Roma, e Norberto Ciotti, contadino marchigiano arruolato al fronte. Due personaggi molto diversi, ma legati dalla stessa voglia di resistere agli orrori della guerra. Elisabetta, segnata dal peso del suo cognome austriaco, lotta ogni giorno contro il pregiudizio e la paura di essere vista come una nemica, mentre si dedica anima e corpo alla cura dei soldati italiani. Norberto, catapultato dal lavoro nei campi all’inferno delle trincee, combatte solo per tornare alla sua vita semplice.

L’autrice racconta con realismo la vita al fronte e negli ospedali da campo, alternando con equilibrio la ricostruzione storica al percorso interiore dei protagonisti. Il contesto bellico è descritto con grande attenzione, ma senza mai sovrastare la dimensione umana e sentimentale della vicenda.

Pur con qualche ingenuità stilistica e capitoli a volte troppo lunghi, tipici di un’opera prima, il romanzo si distingue per l’autenticità della narrazione e la profondità dei suoi temi. La storia d’amore tra Elisabetta e Norberto non cede agli stereotipi del romance moderno, ma richiama piuttosto la delicatezza e il pudore delle grandi narrazioni classiche.

“Come un fiore che nasce in trincea” è una lettura consigliata per chi ama le storie ambientate nella Grande Guerra e cerca un racconto che, pur nella sua durezza, riesca a far emergere la bellezza della speranza e dei legami umani.
Profile Image for Diana Rogers.
4 reviews1 follower
September 23, 2024
"Come un fiore che nasce in Trincea" è uno di quei libri che ti fa dire: "Cavoli, perché non l'ho scritto io?".
Curato in ogni dettaglio, carico di sentimenti e cenni storici è una vera opera d'arte, un libro che ti tiene col fiato sospeso fino all'ultima pagina e in grado di farti emozionare riga dopo riga.
Profile Image for Mary ♡.
121 reviews2 followers
July 28, 2024
In queste pagine emerge moltissimo la padronanza dell’argomento storico da parte dell’autrice. Ci sono tanti riferimenti a fatti realmente accaduti e persone esistite realmente che rendono la storia ancora più veritiera. È molto interessante, personalmente è un tema che non ho mai approfondito molto e questa lettura mi ha dato la possibilità di immergermi completamente in quell’epoca. Vieni condotto nelle trincee, tra i malati, respiri l’odore di sconfitta ma al tempo stesso di riscatto.
Bella lettura che consiglio sicuramente, anche se non siete appassionati del genere
Profile Image for Bernardo Giordano.
Author 1 book9 followers
June 28, 2024
"«Siete stati qui per tre anni e mezzo?» chiese la donna, al centro di quella fila indiana di un gruppo di disperati alla ricerca di un ricordo e di un pezzo di vita ormai sparito per sempre. «Sì, mamma, e ci sparavano giorno e notte.» «Cos’hai passato figlio mio? Ti ho messo al mondo per questo?»"

Quando due storie come quella di Norberto Ciotti ed Elisabetta Schërer, tanto diverse da poter viaggiare su due binari paralleli, si incontrano, ci si rende conto che forse la vita non è affidata al caso, ma è guidata da un destino imprevedibile, ma necessario.

Entrambi accomunati da sentimenti antimilitaristi, sono due persone molto diverse: il primo è un contadino, fante da due anni nella Brigata Pistoia; la seconda, studentessa di medicina, diventa volontaria della Croce Rossa per continuare a perseguire il proprio ideale di aiutare il prossimo. Si incontrano solo grazie alla brutalità della guerra, fino a quando non vengono richiamati ai propri doveri in posti diversi del fronte. È qui che entrambi realizzano davvero il proprio ruolo nella Storia, con un sentimento di abnegazione al proprio dovere che non li abbandona nemmeno nei momenti più duri della propria esperienza di guerra.

Raccontare questa storia in poche parole è difficile, perché non è il semplice racconto di due sconosciuti con ideali affini: questa è la storia dei milioni di soldati coinvolti nel conflitto mondiale e di tutte le loro famiglie, indipendentemente dal fronte di provenienza. L’autrice riesce a raccontare in maniera realmente verosimile tutte le dinamiche umane messe a dura prova dalla guerra: dal dolore del lutto, alla apparente semplicità di una conversazione da madre a figlio, fino al rapporto d’amore con un proprio caro che viene spezzato all’improvviso. Questi personaggi archetipici acquistano una propria voce e una vera umanità; potrebbero essere nostri conoscenti o nostri fratelli. Ed è per questo che, nei momenti più tragici del romanzo, il loro dolore diventa anche il nostro.

Un libro caldamente consigliato, tra i più bei libri ambientati nel primo conflitto mondiale che abbia letto.
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