Dopo l’esperienza che ha sconvolto le loro esistenze, la vita è tornata alla normalità per Eric, Will e Mike. Il primo è a Oxford, Will è oltreoceano e Mike si guadagna da vivere grazie alla sua musica. Siryon e Kate sono il ricordo di un’esperienza surreale che ha ormai assunto i contorni, sempre più sfumati, di un sogno. Per tutti meno che per Eric, che non riesce a scrollarsela di dosso. Ma ecco che una sera, proprio quando i tre amici si riuniscono dopo tanto tempo in un locale per ascoltare Mike cantare, qualcuno attira la loro è Adryän, elfo mandato da Kate a cercare il Cavaliere, così da contrastare la minaccia di un demone che incombe sul regno di Siryon. Giunge così l’ora di varcare nuovamente il portale, intraprendendo un viaggio oltre le Terre di Nessuno, dove il nuovo nemico sta perfezionando i suoi piani. Nuove sfide attendono i nostri protagonisti, compreso l’incontro con due elfi gemelli e un antico drago il cui corpo è diviso a metà tra luce e oscurità.
Autrice per Words Edizioni (Siryon - Il Cavaliere, 2022; Siryon - L'Erede, 2023)
Autrice fantasy, vive in provincia di Caserta e lavora come insegnante di lingua e cultura inglese. Ama la natura, i tramonti e le strade deserte, ed è profondamente convinta che creatività e immaginazione siano i più grandi poteri della mente umana.
Ha all'attivo i primi due volumi della trilogia d'esordio Siryon (Il Cavaliere, 2022 e L'Erede, 2023), pubblicati dalla casa editrice Words Edizioni, per la quale ha pubblicato anche diversi racconti ("Sotto l'albero", 2021; "Per Natale", 2022; "Il Giardino delle Fate", 2023) e un articolo sulla rivista "Libri&Parole Magazine" in occasione dei 130 anni dalla nascita di J.R.R. Tolkien.
Nel 2024 si dedica alla stesura sulla piattaforma Wattpad del primo volume della Saga degli Essenti, pubblica il racconto "Pyro" per la raccolta curata da Lucrezia Lombardi: Cronache dei Dimenticati - fiamme oscure; partecipa anche all'iniziativa di beneficenza legata all'associazione Gomitolorosa con il racconto "Un anno da raccontarci", inserito nell'antologia Accadde un'estate, a cura di Susy Tomasiello.
Non vedevo l'ora che uscisse questo secondo volume dopo aver amato tantissimo il primo! Da grande amante del fantasy questa non poteva che essere l'uscita che più aspettavo di tutto l'anno scorso. Ho gustato con calma la lettura e finalmente ora posso parlarvene.
L'autrice ci riporta nel regno di Siryon insieme ai nostri protagonisti, Eric, Will e Mike. Ognuno di loro aveva ripreso in mano la propria vita, anche se sempre con il pensiero rivolto al viaggio che avevano intrapreso e alle persone che avevano lasciato, chiedendosi se li avrebbero mai rivisti. Il ritorno è sempre un momento magico, oltre che un elemento che apprezzo; le porte non si sono chiuse definitivamente e c'è ancora molto che i personaggi devono affrontare, un percorso che li porterà a crescere psicologicamente e a devastare, in maniera del tutto comprensiva, la maggior parte di loro. Ma non soltanto loro hanno un futuro ignoto davanti a sé: Kate, dopo gli eventi del primo volume, è diventata la regina di Siryon, un peso che le è piombato sulle spalle e che porta con sé non solo l'importanza di una corona ma anche la sofferenza che ne comporta. Kate appare davvero meravigliosa e intraprendente in questo secondo volume ma non si può non notare quanto soffra per come sono andate le cose e che tutto si sarebbe aspettata men che meno prendere in mano le sorti del regno. L'incontro con i ragazzi è davvero commovente, direi onirico. Eric è l'unico fra il gruppo che davvero non era riuscito a dimenticarsela e poter di nuovo vederla lo farà emozionare non poco, in una maniera comunque delicata, che terrà per sé. Ma questo ritorno non conserva soltanto momenti piacevoli; un aiutante di Zaira, che non vi dirò chi è, è ancora in vita e ha intenzione di far tornare a Siryon un suo misterioso discendente, l'erede che dovrà spodestare Kate. Per fare ciò stringe un'alleanza che porterà scompiglio in tutto il regno; un demone compirà stragi ovunque, portando inevitabilmente una distruzione di tale portata da allarmare i protagonisti.
Questo viaggio li porta a scontrarsi con diverse realtà: innanzitutto conosceremo dei nuovi personaggi, tra cui lo stesso Morcant, colui che sta mietendo così tante vittime e Adryän, abile spadaccino al servizio di Kate. Proprio lui è stato uno dei miei personaggi preferiti di tutto il romanzo perché ha proprio le caratteristiche che amo: innanzitutto ha un gemello, e già solo per questo mi acquista punti, il concetto di luce e oscurità legato alle loro due spade e al drago della leggenda che comparirà mi ha poi affascinata tantissimo perché è un elemento a me molto caro. La leggenda, poi, è davvero bellissima. Il combattimento avvenuto, la fusione, la ricerca del drago, tutto è stato trattato con un'epicità degna di un fantasy che si rispetti e associata a un personaggio sì, misterioso, ma anche compassionevole, coraggioso e leale. Eric non sarebbe dello stesso avviso: tra i due infatti non scatta di certo una buona amicizia inizialmente. Anzi, vedremo Eric compiere anche degli errori proprio in merito a questa sua presunta gelosia nei confronti di Adryän, oltre che volontà di dimostrare che nasconda qualcosa. E questo comportamento da parte di Eric è più che coerente: non si sente più all'altezza della situazione. Tutti erano certi che fosse lui il Cavaliere designato ma adesso vedendo Adryän non ne è più sicuro. Durante un attacco subisce una devastante sconfitta e questo lo porterà quindi a recriminarsi. Ovviamente i suoi amici cercheranno di 'svegliarlo', lo stesso Adryän lo farà, ma c'è anche da dire che non tutti possono sempre reagire in una maniera composta e combattiva. Che sia umano crollare è un dato di fatto, e un'eccessiva sicurezza può portare il personaggio a comportarsi in maniera tale da risultare una macchietta. Non sarà così, proprio perché empatizziamo perfettamente con Eric. Io l'ho avvertito il suo dolore, la sua delusione, specialmente dopo un episodio che non sto qui a raccontarvi perché sarebbe spoiler, ma che coinvolge uno dei suoi amici più cari. Ci sta perdere la ragione, il controllo, sentirsi abbattuti. Sinceramente, avrei trovato strano il contrario. Questo mi fa capire quanto questi personaggi siano vivi, puoi tranquillamente rivedertici, specialmente nei momenti più tristi, in un periodo di lutto, in cui le loro parole e le loro sofferenze ti sfiorano l'anima e ti fanno capire che sì, provi anche tu ciò che provano loro.
E in tutto questo io direi che l'elemento vincente del romanzo sono i colpi di scena. E quanti ce ne sono! Ora, come dico spesso nelle recensioni, quando leggo un romanzo cerco sempre di capire come andrà a finire e faccio delle supposizioni. Ecco, ogni volta che una mia idea non si avvera io sono felice. Perché significa che il colpo è riuscito, l'autrice è riuscita in maniera intelligente a nascondermi a dovere i dettagli che poi vanno tutti al loro posto in un meticoloso gioco di semina e raccolto. Non avevo afferrato nessuno dei colpi di scena presenti nel libro, eccetto uno, di cui però avevo comunque qualche dubbio. Tutto il resto mi ha lasciata completamente senza fiato; chi ha tradito, la fine di alcuni personaggi, il discendente di Zaira... Ed è questo che adoro quando leggo un libro! D'altronde la lettura non dovrebbe far emozionare? Inutile dirvi che alle ultime pagine non riuscivo praticamente a staccarmici perché tutti quei colpi di scena inaspettati mi stavano facendo impazzire!
Preparetevi a soffrire, come vi dicevo, perché questi colpi di scena sono forti e non poco. Se penso che di solito il secondo volume di una trilogia è un libro di passaggio, questo ha così tanta carne in fuoco che è tutto tranne che di semplice passaggio! Butta delle fondamenta solide per il prossimo conclusivo volume, in cui i personaggi si ritrovano ad aver accusato un violente colpo, psicologicamente parlando. Non sono più dei ragazzini, sono dei giovani adulti che si sono ritrovati in una situazione ancora più pericolosa e sofferente. Cadono le certezze, le forze vengono meno quando si ritrovano da soli, quando ci si spezza, sia nell'anima che come gruppo. Il tutto amalgamato con la magia di Siryon che torna a pulsare, che respiriamo a ogni pagina. Anche quella parte più tenebrosa, come lo è Morcant, che ho trovato pazzesco, spietato e con ancora molto da farci scoprire.
Lo stile dell'autrice è sempre fluido e favoloso. Ti avvolge con calore, ti fa vivere le scene con un ottimo show don't tell, è in grado di farti sentire ciò che provano i personaggi. Inoltre, come dicevo prima, la tattica della semina qui ha funzionato alla grande. Una volta terminato il libro, tutte le scene clou vengono a galla, con tutti gli indizi che erano stati disseminati in maniera molto attenta!
Non posso quindi fare altro che consigliarvi la lettura e a recuperare di corsa il primo volume se non lo avete ancora letto. Ovviamente lo premio con il massimo del punteggio.
Ci eravamo lasciati con un addio doloroso, che aveva visto Mike, Will ed Eric tornare alla vita di tutti i giorni. In questo secondo libro ciò che ci salta all'occhio è la maturità di questi tre personaggi, che nel frattempo si sono evoluti e sono cresciuti facendo ciò che amano fare. Le distanze li tengono lontani fra università e lavoro, eppure trovano sempre il modo di riunirsi. Tutto comincia proprio da una di queste riunioni, dove Mike ha intenzione di presentare il suo inedito in una serata, il quale sembra accogliere molti consensi. I suoi amici sembrano essere estasiati per lui, fin quando non vedranno delle persone ammassate in un punto, cosa che stimola la loro curiosità. Ciò che non si sarebbero mai aspettati di trovare però è la figura di un elfo che sembra appartenere al mondo di Syrion. È proprio qui che comincia l'avventura dei nostri Will, Eric e Mike, i quali si ritroveranno a poter finalmente riabbracciare tutti i loro amici ai quali hanno dovuto dire addio per un anno intero, senza sapere se si sarebbero mai più rivisti ed è proprio qui che troviamo il conforto di un incontro tanto agognato da tempo, con la speranza di vedere i nostri personaggi ancora riuniti. Kate nel frattempo è tormentata dai mostri del suo passato. La morte di Zaira sembra averla totalmente sconvolta e non tanto per il ruolo e la responsabilità che ha assunto in qualità di regina, ma in particolar modo perché non riesce a togliersi dalla testa di avere le mani macchiate di quel sangue che non avrebbe voluto versare. Il suo rapporto con la fata Vanessa non sembra essere affatto migliorato, ma almeno le due sembrano aver trovato un piccolo equilibrio, seppur ancora abbastanza fragile. La storia si apre su un evento molto importante che vede la partecipazione ai tornei Sessennali, i quali si tengono per la prima volta dopo anni dalla presa di potere della malvagia Zaira. Tutto sembra andar bene, fin quando non arriverà un attacco che metterà tutti in allerta. Ci sono troppi segreti e troppe cose in ballo di cui Eric ed i suoi amici sembrano esserne all'oscuro in un primo momento, eppure non rifiuteranno di partire e dare una mano a Kate, inconsapevoli del fatto che il viaggio non sarà esattamente come se lo aspettavano, perché qualcuno trama dietro l'angolo. Difatti qualcuno di vecchia conoscenza, sembra voler compiere la sua ultima volontà evocando un demone che rischia di mettere a ferro e sangue la sopravvivenza degli abitanti del regno. Riusciranno i nostri eroi a sconfiggere ancora una volta l'ultima cosa che è legata ad una donna consumata dall'invidia e dall'odio? Allora, parto col dire che questo secondo volume mi è piaciuto particolarmente per quanto riguarda la caratterizzazione del personaggio di Eric. Mi sembra quasi di essere cresciuta insieme a lui e i suoi amici, i quali sembrano ora essere più maturi, non soltanto per l'aspetto, ma proprio dal punto di vista caratteriale. Eppure, durante l'arco narrativo sembra essere sopraffatto dalla carica di cui è investito, ma soprattutto dagli eventi che incombono come sprazzi del suo passato, dal quale non può esimersi. Cosa che lo lascerà ancora più amareggiato, sono i sentimenti che prova ancora nei riguardi di Kate, ma che per svariati motivi, sembra non voler prendere in considerazione. Inoltre, l'essere associato al Cavaliere di Syrion diventa un carico troppo pesante per lui, il quale, non avendo fiducia in sé stesso, non riesce a non pensare con dubbio a tale ruolo. Per un attimo sembra addirittura non credere in sé stesso, ma le persone che lo accompagneranno durante il viaggio, non mancheranno di essere per lui un sostegno fondamentale, ricordandogli di quanto potenziale lui abbia e mettendogli a disposizione i mezzi per potersi allenare con la magia. Eppure, anche qui sembra esserci qualche piccolo intoppo, fra la chiave che egli porta al collo e le varie scelte che Eric dovrà compiere, ma di questo lascerò al lettore il piacere della scoperta. È proprio per questi motivi che Eric si mostrerà essere sì, maturo, ma anche ancora relegato alla sua giovinezza. Non dovrei giustificarlo per alcune scelte che farà e che probabilmente faranno storcere il naso, ma se pensiamo alla perdita subita con Martin e la situazione di suo padre, capiremo che effettivamente ha sempre dovuto cavarsela "da solo" in un certo senso e che questo a volte non basta. Adryan è il personaggio che più mi è piaciuto in assoluto. Nonostante fosse uno di quelli che passavano in secondo ruolo rispetto alla storia, l'autrice è riuscita a dargli un ruolo ben definito, così come una caratterizzazione che lo ha reso forse uno dei personaggi più succulenti. Dietro le apparenze di quest'elfo che ha conoscenze di magia nera e che per questo desta molti sospetti da parte del protagonista, si nasconde una figura diligente, pronta a tutto pur di portare a termine il suo obiettivo. Crede fermamente in ciò che fa e sa che le leggende mantengono sempre un fondo di verità ed è per questo che Kate, è ben disposta ad aiutarlo. Il fatto che possegga un fratello gemello accentua ancora di più la veridicità di ciò che effettivamente la sua famiglia cerca ormai da un po', abbracciando il proprio destino e soprattutto la propria discendenza. Arriviamo quindi al punto che più mi ha affascinata di tutta la storia, ovvero sia quello della leggenda dei due Draghi e del Guardiano di Syrion. Tutto viene trattato con minuzia tipica delle storie fantasy ed è proprio qui che sta il bello, perché il lettore può sentirsi immerso in un mondo antico, fatto di guerre, discordie e scelte finali che cambieranno le sorti di un mondo ormai andato perduto. La scrittura di Erika ci permette di seguire ogni evento con quel pizzico di suspense, che si può notare andando avanti con la lettura. Ci troviamo di fronte ad un tipo di scrittura molto fluido, incalzante e mai noioso ed è proprio per questo che ho divorato il libro, sentendo proprio la necessità di interfacciarmi ancora con dei personaggi ai quali mi sono affezionata. Il mio consiglio? Leggete questa serie e non ve ne pentirete affatto!
Il mondo di Siryon viene approfondito maggiormente in questo libro, non solo attraverso il viaggio che ci permette di esplorarlo e di andare anche oltre i suoi confini. Il libro si apre su uno scorcio di vita londinese, un anno dopo gli eventi del “Il Cavaliere”. Will sembra aver trovato la sua strada ad Harvard, Mike sta ancora cercando la sua rintanandosi nella musica mentre Eric non riesce a darsi pace. Ora, è davvero difficile scrivere una recensione per questo libro perché i colpi di scena sono davvero tanti e, soprattutto negli ultimi capitoli, si avvicendano così velocemente da far trattenere il fiato. L’autrice è stata bravissima nel delineare il perfetto adolescente (eric) alle prese con il passaggio all’età adulta, nel pieno di una missione a tratti impossibile e con l’amore che sembra non aver ancora accettato del tutto. Ed è proprio in nome di quest’amore che Eric prenderà delle decisioni a tratti discutibili ma che lo aiuteranno a crescere… e a confondere il lettore nella scoperta dell’identità del traditore! Non da meno sono i personaggi secondari che, essendo ben descritti, si fanno ricordare per le loro personalità distinte e interessanti. Nessuno è lasciato al caso. Non vedevo l'ora che uscisse questo secondo volume dopo aver amato tantissimo il primo. L’autrice destreggia la penna come le spade che ama tanto. Ho apprezzato molto la scrittura di Erika, fluida e coinvolgente, capace di catapultarti verso una nuova spedizione ricca di sorprese e emozioni. 🪞
Il secondo volume della serie riporta i lettori nel mondo fantasy di Siryon, riprendendo le vicende di Eric, Will, Mike e Kate. I protagonisti che abbiamo già conosciuto nel primo volume affrontano una realtà sempre più complessa e oscura. Il ritorno dei ragazzi a Siryon è intenso e toccante, ma l'idillio è presto interrotto: un erede malvagio, deciso a spodestare Kate, fa irruzione nel regno, stringendo un’alleanza pericolosa e seminando distruzione tramite un demone devastatore.
In questo volume emergono personaggi inediti, come Morcant, oscuro e letale, e Adryän, coraggioso spadaccino che entra in conflitto con Eric. La rivalità con Adryän scuote profondamente Eric, mettendo in dubbio il suo ruolo di Cavaliere, e le insicurezze e il senso di inadeguatezza portano Eric a cedere alla gelosia e all’errore, ma questa dinamica ci regala un’introspezione che ho sinceramente apprezzato.
In termini narrativi, questo secondo volume si conferma fondamentale per la costruzione del nuovo status quo, fungendo da ponte verso il gran finale. Nonostante sia un libro di passaggio, l’autrice ha saputo inserire colpi di scena sorprendenti e decisivi, che aumentano la suspense e tengono i lettori incollati alla pagina. Grazie a uno stile fluido e coinvolgente, con un perfetto equilibrio tra “show” e “tell”, la storia si sviluppa in modo coerente e avvincente, portando alla luce tutti i dettagli seminati abilmente nel corso della trama.
Se avete amato il primo volume, il secondo lo amerete e io non vedo l’ora di leggerlo.
Il sequel de Il Cavaliere si presenta sin da subito, rispetto a quest'ultimo, con una trama più complessa, fatta a sua volta di diverse sotto-trame che si intrecciano e convergono nel finale - aperto - della storia, mentre altre ancora restano "in sospeso" in attesa di essere risolte nel prossimo volume.
Come ogni secondo libro di una trilogia che si rispetti, L'Erede è un libro di transizione, di passaggio, nel quale si pongono i "mattoni" per la costruzione di quello che immagino sarà il "gran finale". Un libro di transizione a tutti gli effetti, non solo in termini di trama, ma anche per quanto riguarda la crescita personale, interiore, dei personaggi già conosciuti nel volume precedente e che in questo libro cominciamo a conoscere meglio. Le esperienze che ognuno di loro vive durante il viaggio che li porta da Siryon all'isola di Ajihil, e le nuove persone che conoscono in questa missione, li segnano profondamente, modellando e "fissando" in una precisa direzione quel cambiamento, quella crescita che era già iniziata nel Cavaliere. Non si tratta solo di capire chi si è e che ruolo si ha, ma soprattutto di accettare questo ruolo, con tutte le conseguenze che esso comporta. Una crescita che passa dal dubbio e l'incertezza, al rifiuto; dall'accettazione e la speranza alla negazione, fino alla consapevolezza di dover andare avanti lo stesso per la strada che si è scelta, per il bene delle persone care, per chi si è scarificato e per chi è rimasto a combattere.
Anche il mondo di Siryon viene approfondito maggiormente in questo libro, non solo attraverso il viaggio che ci permette di esplorarlo e di andare anche oltre i suoi confini, ma anche attraverso stralci della sua storia passata e delle creature che abitavano questa terra magica prima dell'arrivo degli uomini.
Durante tutta la storia, l'atmosfera cambia di continuo, si passa dalla nostalgia dei primi capitoli, alla leggerezza dei tornei e del ritorno a Siryon, per poi trovarsi di fronte a un susseguirsi di eventi e colpi di scena che lasciano con il fiato sospeso fino ad arrivare al finale che è un turbinio e alternarsi di emozioni e adrenalina che davvero impediscono al lettore di mettere giù il libro.
Ed eccoci qui con il secondo libro della trilogia di Siryon, l’erede. Eric è fenomenale, io sono completamente innamorata della precisione che ci mette nel descrivere qualsiasi cosa.
Ora ditemi che non ve la siete immaginata… Questo libro è stato un saliscendi di emozioni, succedono talmente tante cose che il mio cervellino voleva che tutto rallentasse, mentre la mia voglia di sapere a prevalso e chiedeva tutto l’opposto. Un libro, che ti prende dall’inizio fino alla fine, un susseguirsi di colpi di scena domande (troppe) senza risposta. Chi sarà il traditore? No ragazzi, non ne ho azzeccato mezzo, i segnali c’erano, ma forse, come Eric, non li ho voluti vedere.
Aprire velocemente una parentesi Eric, in questo libro lo abbiamo visto affrontare una vera e propria “crisi d’identità”. Così forte intensa che molte volte va reso confuso, irascibile, crudele nei confronti dei suoi amici , delle persone che gli sono state sempre vicine, che lo hanno aiutato ma soprattutto che hanno sempre creduto in lui. È stato difficile comprenderlo, ma il problema forse è solo che mi sono rispecchiata talmente tanto in lui che l’unica cosa che potevo fare era odiarlo!
Diciamo che Erica si è divertita molto in questo libro a perseguitare quelli che ormai sono diventati anche i miei amici, mai un attimo di tregua. Il finale è un cliffhanger assurdo, il viaggio dei miei amici non è finito, anzi, è appena iniziato. L’unica cosa che so con certezza è che da adesso in poi tutto cambierà .
La magia è in grado di interagire con i sentimenti, emozioni, sensazioni.essa può decidere di agire indipendentemente, amplificando un sentimento che giudica meritevole, puro, vero. È come l’energia: un’assenza dotata di volontà propria.
Ed è proprio con questa frase che vorrei descrivervi il secondo libro di Siryon: l’erede.