Avevo bisogno di una lettura che mi facesse dimenticare che giorno fosse, e devo ammettere che fin dalle prime pagine ha ripagato subito la mia fiducia e il ferragosto è passato, senza che me ne accorgessi.
Sono stata rapita dai racconti di nonno Ernesto, catapultata in America, percorso con emozione la storia di chi ha intrecciato i fili di questa famiglia, divisa tra due continenti ma attraversata da un amore incondizionato, che, tanto quanto unisce, divide.
Ad ascoltare ogni sua sillaba, con occhi e orecchie, Caterina, la nipote che indossa tutti i giorni un nome che sa di sentenza ma anche di salvezza. Perché lei ha sì una vita di merda, ma non si perde mai d’animo e guarda sempre dritto davanti a se’, per non perdere di vista il suo obiettivo: andare via.
Una menzione speciale va al nonno e alla sua teoria del contrario di aggiustare: ho riso un sacco con lui ma ho avuto anche tanta voglia di piangere.
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“Rotto è il contrario di intero. Aggiustato invece non c’entra niente: per quanto tu ti dia da fare, le cose rotte non tornano com’erano prima. Perché gli oggetti interi, in pratica, bisogna non averli mai rotti.”
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È un primo esordio davvero brillante che prende subito il posto nella nuova collana B8ttoni di narrativa italiana di 8tto Edizioni, che raccoglie solo storie autentiche, “cucite addosso”, capaci di avvolgerti come una calda giacca comoda e inaspettatamente lasciarti solo e infreddolito, perché le tue certezze sono sgusciate via, come un bottone pressato con troppa forza.