In una società che ci impone sempre di dare il massimo e di puntare all’obiettivo più alto, riappropriarsi del diritto di fallire è un imperativo categorico, se non altro per vivere più sereni con se stessi! E non è poco. A ognuno di noi capita ormai molto spesso di leggere o ascoltare fatti di cronaca che sottolineano come facciamo sempre più fatica ad accettare una sconfitta, sia nella vita privata sia sul lavoro. Tra queste pagine il professore Ermanno Ferretti recupera il vecchio detto «prendila con filosofia!», ma alla solo riflettendo in piena coscienza sui propri limiti è possibile affrontare al meglio le sfide della vita. Un libro con tanti insegnamenti che vengono dal pensiero di Socrate, Montaigne, Hume, per citarne alcuni, e di cui abbiamo bisogno per costruire una società più sana, per prendere la vita con autoironia e un pelo di scetticismo; in un certo senso, un libro di auto-aiuto al contrario, per comprendere i propri limiti e guardare avanti con nuovo slancio.
Una scrittura brillante e coinvolgente per un originale sintesi tra saggio filosofico e manuale di auto aiuto. Sì, perché ci accompagna, sulla base dello scetticismo, a capire come fallire in modo proficuo. Non è possibile infatti non sbagliare mai, non è umano né realistico, nemmeno nella nostra epoca della performance. La strada da percorrere non è evitare i fallimenti ma saperli gestire, non farsi schiacciare e annientare da questi e anzi, saperli trasformare in nuova forza. Come? Grazie all'insegnamento di grandi e piccoli maestri e all'allenamento al pensiero critico. In questo sicuramente ci può aiutare la filosofia. Consigliato.