Quattro racconti lunghi dove si pratica l'arte del gioco. Un gioco però senza regole. Perché quando a giocare sono gli adulti, i giochi possono diventare pericolosi. Possono diventare, in un battere di ciglia, giochi criminali.
DE CATALDO Medusa Il barone Stefano Mallarmé viene trovato ucciso. Brutta notizia per Emma Blasi, professoressa attempata, sguardo di pietra, e un lungo ostinato amore per il barone.
DE GIOVANNI Febbre È stato ucciso un assistito, uno che parlava con le anime del purgatorio, ricevendo i numeri del lotto. Che cosa può accadere se Ricciardi, che i morti li vede davvero, è costretto stavolta a guardarsi dentro?
DE SILVA Patrocinio gratuito La legge prevede lo stalking telefonico tramite canzoni? E perché il persecutore sceglie Parole parole di Mina? Vincenzo Malinconico coinvolto, da par suo, in una impresa titanica, dall'esito quanto mai incerto.
LUCARELLI A Girl Like You «Questa volta no». Il crimine, il gioco e la pazzia si stringono in un nodo delicato e allucinato, nella più sorprendente delle indagini di Grazia Negro.
Giancarlo De Cataldo è Giudice di Corte d'Assise a Roma, città nella quale vive dal 1973. Scrittore, traduttore, autore di testi teatrali e sceneggiature televisive, ha pubblicato come autore diversi libri, per lo più di genere giallo. Collabora con «La Gazzetta del Mezzogiorno», «Il Messaggero», «Il Nuovo», «Paese Sera» e «Hot!». Il suo libro più significativo è Romanzo criminale (2002), dal quale è stato tratto un film, diretto da Michele Placido, e una serie televisiva, diretta da Stefano Sollima. Nel giugno del 2007 è uscito nelle librerie Nelle mani giuste, ideale seguito di Romanzo criminale, ambientato negli anni '90, dal periodo delle stragi del '93, a Mani Pulite e alla fine della cosiddetta Prima Repubblica. I due libri hanno alcuni personaggi in comune come il Commissario Nicola Scialoja e l'amante, ex prostituta, Patrizia. Ha scritto la prefazione per l'antologia noir La legge dei figli della Casa Editrice Meridiano Zero, e ha curato l'introduzione al romanzo Omicidi a margine di qualcosa di magico, scritto da Gino Saladini, edito da Gangemi. Nel 2006 cura per la Rai il progetto "Crimini", una serie tv scritta da grandi autori italiani, chiamati a trasporre in film di 100 minuti l’estrema diversità, e il fascino, delle realtà locali italiane. Nel 2010 va in onda una seconda serie e il primo episodio è "La doppia vita di Natalia Blum" di Gianrico Carofiglio girato a Bari con Emilio Solfrizzi. Giancarlo De Cataldo dichiara in merito: "è più facile spiegare le contraddizioni di un paese attraverso il giallo che la storia d’amore". Del 2010 è "I Traditori", romanzo ambientato durante il Risorgimento italiano.
Tra tutti e 4 i racconti é difficile trovarne uno che spicchi sugli altri. Sono tutti ugualmente godibili. Pistola alla tempia, forse quello di Lucarelli é il migliore, per quella fine non scontata conoscendo il personaggio dell'ispettore Negro. Forse (ma forse) mi aspettavo un pelino di più da De Cataldo, dopo Romanzo Criminale e Suburra. Ma scrivere racconti non é come scrivere romanzi... spesso. Estremamente godibile il racconto di De Silva, ma Malinconico bordeggia il comico quasi peggio di Lamanna di Savatteri; il giallo é uno scherzo per raccontare un'altra storia. Ricciardi ed il suo mondo sono quello. Personalmente sono persino più godibili di Pizzofalcone e dei Bastardi (quantomeno é un personaggio originale, e non un omaggio ad un altro autore come sono i BdP). Raccolta godibile e che fila via tranquilla. Da leggere.
Di solito non mi piacciono i racconti e proprio per questo il libro era rimasto lì, invece questi sono davvero belli. Conoscevo bene De Giovanni e De Silva che hanno saputo trasmettere la loro scrittura anche in poche pagine. Ho apprezzato molto Lucarelli, che finora avevo tenuto a distanza, e che presto leggerò ancora
Piacevole lettura. De Silva sempre una certezza, super divertente! Anche Lucarelli risponde alle aspettative anche se la storia non è memorabile. De Giovanni è una piacevole scoperta che merita forse un approfondimento!
24/03/2014: Medusa - Giancarlo De Cataldo Inizio intrigante, ma poi si ammoscia come un pisello usato. Voto 5-
27/03/2014: Febbre - Maurizio De Giovanni In questo racconto ho ritrovato i miei amati personaggi: il sempre triste e tormentato commissario Ricciardi, il ruvido dottor Modo e il paziente e dolce Maione, con il suo nuovo panciotto un po' appariscente e fuori moda. Sempre eccellente la scrittura, ma mi è mancato il coinvolgimento emotivo che trovavo nei romanzi. Voto: 7
28/03/2014: Patrocinio gratuito - Diego De Silva In questo racconto non ci sono omicidi, c’è invece un timido innamorato che cerca di conquistare la donna che lo ha “fulminato”, facendo dello stalking telefonico con una vecchia canzone cantata da Mina e Alberto Lupo: Parole, parole, parole. L’avvocato Malinconico, coinvolto suo malgrado nelle pièce amorosa, con la sua ironia beffarda strappa spesso risate e sorrisi. Carino anche l’epilogo, dove il Malinconico, in ricordo della bisnonna Giulia (detta Abelarda), esprime tali considerazioni sulla canzone: “Il punto è che Parole, parole, parole sembra scritta dalla mia bisnonna. Perché è della sua teoria antiromantica dell’amore che parla. Racconta l’esasperata disillusione di un’avvenente signora (nella fiction musicale, Mina) che non ne può più delle poesie del suo partner, il quale si autotrastulla alitandole sul collo un romanticismo bolso e stucchevole, invece di trascinarla in un sacrosanto amplesso, di cui la malcapitata sembrerebbe avere un emergenziale bisogno. [..] Lei se ne sta lì, truccata, profumata, shampata e boccolata, in evidente credito di attenzioni specifiche, e quello, impostato come un provino da radiodramma, per cinque minuti di canzone le sussurra di venti che portano i violini e le rose, frasi d’amore pronunciate e mai finite, lune, grilli, caramelle (che lei, vivaddio, non vuole più), senza mai toccarla con un dito. Parole, parole, parole... ripete l’infelice, ormai rassegnata… Che cosa sei, che cosa sei, che cosa sei..., mentre lui cerca di interromperla a colpi (si fa per dire) di metafore che le hanno abbondantemente rotto i maroni. Non cambi mai, non cambi mai, non cambi mai, proprio mai…, insiste lei; e lui: tu sei il mio ieri, il mio oggi, il mio sempre, inquietudine…, (mentre tu che assisti a quella tragedia pensi Ma che cazzo dici?), e lei: Nessuno più ti può fermare, chiamami passione dai, hai visto mai…, (come a dire: “Hai visto mai che stasera si tromba, se usiamo la parola giusta?)…" Ecc. ecc… Voto 7 e ½ perché finalmente ho riso un po’… 30/03/2014: A girl like you - Carlo Lucarelli
Un inusuale De Cataldo ambientato in Salento ci racconta la storia di una ex insegnante che ha fatto del suo soprannome, Medusa, un cavallo di battaglia e che si trova qui a venire in contatto con alcuni dei suoi variegati ex allievi, dei quali a suo tempo non ha decisamente colto l’essenza. De Giovanni ci delizia con il solito tormentato Ricciardi e con i sentimenti di odio e amore che spesso caratterizzano i crimini da lui raccontati. De Silva ci diverte attraverso le avventure dell’avvocato Malinconico, qui impegnato nel “patrocinio gratuito” del titolo nei confronti di una tipa conosciuta a casa di amici che ha tentato di scansare come ha potuto ma che si è ritrovato tra capo e collo (e anche altrove, direi) quasi senza accorgersene. Lucarelli ci avvince con l’ennesima indagine di Grazia Negro, in aspettativa per una gravidanza a rischio e quasi impossibilitata a starsene ferma e buona come le è stato ordinato dal suo medico. Lo farà? Ci terrà in ansia fino alla fine, forse più del risultato dell’indagine.
Il primo racconto è così così, ambientazione tradizionale, mafia e nobiltà decaduta. Finale un po' deludente ma personaggi ben abbozzati. Febbre ha l'eccellente scrittura e ambientazione dei romanzi di Ricciardi, ma ancora una volta finale affrettato. Il terzo racconto è divertente, ma non ho capito bene cosa ci fa qui tra i "giochi criminali," e nonostante le disquisizioni sul protofemminismo di Mina che aggiungono pagine inutili, mi sembra piuttosto sessista. Per fortuna Lucarelli chiude la raccolta, e vale sempre la pena di leggere. Libro da ombrellone, senza dubbio, ma speravo in qualcosa in più.
Mi sono piaciuti tutti e 4 i racconti, in ordine Malinconico, che quando è in vena resta uno dei personaggi migliori del panorama letterario italiano, seguito a brevissima distanza dall'ispettore Grazia Negro, di cui pure avevo sentito molto la mancanza, per finire con un pari merito tra la professoressa Blasi e il commissario Ricciardi, di cui conoscevo solo gli autori. E' vero che sono storielline brevi che si leggono in frettissima, ma non deve essere facile riuscire a scrivere qualcosa di significativo in così poco spazio.
Quattro autori del New Italian Epic, come direbbe Wu Ming, ci immergono in altrettanti scenari criminali. De Cataldo nel caldo e afoso Salento dei giorni nostri, De Giovanni nella Napoli superstiziosa e povera del ventennio fascista, De Silva in un presente nostalgico degli anni Sessanta-Settanta e Lucarelli nell'Emilia pervasa dalle 'ndrine. In uno di loro il "gioco criminale" non c'è, indovina in quale.
De Giovanni and De Silva disappear next to De Cataldo and Lucarelli. This is a book only half good. Particularly disappointing is the story offered by De Silva that has left well behind the realism of Voglio guardare or Certi bambini and performs much better when dealing with the intimate intricacy of Mr. Malinconico.
Spunti anche interessanti ma racconti nell'insieme fiacchi, la sensazione è quella che spesso ho in occasione di raccolte come questa che siano solo dei "pacchetti editoriali" messi su sull'onda del successo di alcuni autori ma con materiale di seconda scelta, per non dire scarti o idee incomplete.
Quattro racconti con quattro protagonisti cari ai loro rispettivi autori, gia' noti in altri romanzi. Letto di fiato con grande gusto e divertimento (nero).