[𝑩𝒍𝒖 𝒊𝒍 𝒄𝒊𝒆𝒍𝒐 𝒏𝒆𝒊 𝒔𝒖𝒐𝒊 𝒐𝒄𝒄𝒉𝒊]
Non chiedetemi perché ma avevo già il presentimento che Anastasia sarebbe riuscita a colpirmi con le sue parole. Nel riuscire a toccare la mia anima.
Un romanzo che al suo interno racchiude molti messaggi importanti, ma iniziamo per gradi.
Ci troviamo a Weatherfield una piccola cittadina tra il Nevada e la California.
𝐴𝑢𝑠𝑡𝑟𝑎𝑙𝑖𝑎 𝐺𝑟𝑒𝑒𝑛𝑒, la ragazza che non poteva vedere l’azzurro.
𝐶𝑖𝑎𝑛𝑜𝑓𝑜𝑏𝑖𝑎 non è una metafora ma un elemento evidente che caratterizza la fobia della nostra protagonista.
È caratterizzato da un trauma e lo vediamo sotto forma di confusione, attacchi di panico, agitazione e anche attraverso dei piccoli flashback che ci rendono ancora più reale la fonte.
Attraverso questo romanzo l’autrice spiega le diverse forme di traumi e i diversi modi che ogni persona ha per combatterli o eclissarli.
Che il dolore si può affrontare, non per forza da soli, ma aggrappandoci alle persone che ci vogliono aiutare.
Parla di perdite, e il messaggio è chiaro e diretto.
Con determinate tematiche si ha sempre la paura che vengano descritte in modo troppo crudo, diretto. Anastasia riesce a donare, con le parole, una leggerezza, una calma tale da rendere la lettura più “semplice”.
Ma attenzione non deve essere letto con fatuità.
In molti capitoli mi sono trovata a dovermi fermare a riflettere sia per capire al meglio il messaggio, sia per prendere un po’ di aria.
𝑈𝑛𝑜, 𝑑𝑢𝑒,
𝑇𝑟𝑒 𝑒 𝑞𝑢𝑎𝑡𝑡𝑟𝑜.
𝑅𝑒𝑠𝑝𝑖𝑟𝑎
Forse sono io che tendo ad entrare troppo in quell’inchiostro tra le pagine, o forse l’autrice è riuscita alla perfezione nel suo compito.
«𝐻𝑎𝑖 𝑔𝑙𝑖 𝑜𝑐𝑐ℎ𝑖 𝑐ℎ𝑒 𝑔𝑟𝑖𝑑𝑎𝑛𝑜, 𝐴𝑢𝑠𝑡𝑟𝑎𝑙𝑖𝑎. 𝑇𝑢𝑡𝑡𝑖 𝑠𝑖 𝑔𝑖𝑟𝑎𝑛𝑜 𝑎 𝑔𝑢𝑎𝑟𝑑𝑎𝑟𝑒 𝑢𝑛𝑎 𝑝𝑒𝑟𝑠𝑜𝑛𝑎 𝑐ℎ𝑒 𝑔𝑟𝑖𝑑𝑎.»
Mi sono ritrovata in alcuni aspetti dei vari personaggi, ad empatizzare con loro. Questo ammetto che può far paura ma bisogna essere consapevoli dei nostri traumi e delle nostre paure per poterle affrontare.
𝐴𝑢𝑠𝑡𝑟𝑎𝑙𝑖𝑎 è una ragazza a cui piacciono i colori, un’artista, costretta a vedere il mondo in bianco e nero.
“𝑃𝑒𝑟 𝑢𝑛𝑎 𝑚𝑒𝑛𝑡𝑒 𝑎𝑟𝑡𝑖𝑠𝑡𝑖𝑐𝑎, 𝑣𝑖𝑣𝑒𝑟𝑒 𝑛𝑒𝑙𝑙’𝑎𝑠𝑠𝑒𝑛𝑧𝑎 𝑑𝑖 𝑐𝑜𝑙𝑜𝑟𝑒 𝑒̀ 𝑐𝑜𝑚𝑒 𝑝𝑒𝑟 𝑢𝑛’𝑎𝑝𝑒 𝑒𝑠𝑠𝑒𝑟𝑒 𝑖𝑛𝑡𝑟𝑎𝑝𝑝𝑜𝑙𝑎𝑡𝑎 𝑠𝑜𝑡𝑡𝑜 𝑢𝑛 𝑏𝑖𝑐𝑐ℎ𝑖𝑒𝑟𝑒 𝑑𝑖 𝑣𝑒𝑡𝑟𝑜 𝑠𝑢𝑙 𝑞𝑢𝑎𝑙𝑒 𝑣𝑖𝑒𝑛𝑒 𝑓𝑎𝑡𝑡𝑜 𝑐𝑜𝑙𝑎𝑟𝑒 𝑑𝑒𝑙 𝑚𝑖𝑒𝑙𝑒”.
Ed è proprio da li che nasce 𝐴𝑟𝑎𝑏𝑒𝑙𝑙𝑎, una ragazza che ha all’interno un dolore troppo grande da gestire da sola, per questo cerca sempre di avere qualcuno al suo fianco per restare a galla.
A tratti può sembrare egoista, come ha detto l’autrice o la si ama o la si odia.
Io l’ho amata. In fondo chi non diventa egoista quando all’interno si sente vuota, quando si ha paura di perdere le persone importanti. Quando non si accetta il destino che la vita ha scelto per noi.
Australia non c’è più, benvenuta Arabella.
“𝐼𝑙 𝑑𝑜𝑙𝑜𝑟𝑒 𝑒̀ 𝑖𝑚𝑚𝑎𝑡𝑒𝑟𝑖𝑎𝑙𝑒, 𝑛𝑒𝑠𝑠𝑢𝑛𝑜 𝑝𝑢𝑜̀ 𝑎𝑓𝑓𝑒𝑟𝑟𝑎𝑟𝑙𝑜 𝑒 𝑙𝑖𝑏𝑒𝑟𝑎𝑟𝑐𝑒𝑛𝑒. 𝐿𝑎 𝑠𝑢𝑎 𝑝𝑟𝑒𝑠𝑒𝑛𝑧𝑎 𝑠𝑖 𝑖𝑛𝑠𝑖𝑛𝑢𝑎 𝑛𝑒𝑙 𝑝𝑟𝑜𝑓𝑜𝑛𝑑𝑜 𝑑𝑒𝑙 𝑝𝑒𝑡𝑡𝑜 𝑐𝑜𝑚𝑒 𝑢𝑛𝑜 𝑠𝑞𝑢𝑎𝑟𝑐𝑖𝑜 𝑐ℎ𝑒 𝑐𝑖 𝑖𝑚𝑝𝑒𝑑𝑖𝑠𝑐𝑒 𝑑𝑖 𝑟𝑒𝑠𝑝𝑖𝑟𝑎𝑟𝑒.”
𝐼𝑠𝑎𝑏𝑒𝑙 𝐺𝑟𝑒𝑒𝑛𝑒, Izzy, la sorella di Arabella.
Lei al contrario nasconde il suo dolore, cercando di affrontare tutto da sola perché non vuole essere un peso per nessuno.
𝐼𝑠𝑎𝑎𝑐 𝐿𝑒𝑒𝑑𝑠, un ragazzo che è alla disperata ricerca di redenzione, vorrebbe cambiare il passato che lo ha fatto soffrire e che ha recato sofferenza ad altri.
«𝑆𝑜𝑓𝑓𝑟𝑖𝑟𝑒 𝑝𝑒𝑟 𝑖𝑙 𝑑𝑜𝑙𝑜𝑟𝑒 𝑑𝑒𝑔𝑙𝑖 𝑎𝑙𝑡𝑟𝑖 𝑚𝑖 𝑓𝑎 𝑑𝑖𝑚𝑒𝑛𝑡𝑖𝑐𝑎𝑟𝑒 𝑖𝑙 𝑚𝑖𝑜.»
𝐽𝑒𝑙𝑒𝑛𝑎 𝐺𝑟𝑖𝑓𝑓𝑖𝑛, ecco lei io l’ho “odiata” se così si può definire ma non perché è cattiva per il semplice fatto che è l’esempio perfetto di 𝑎𝑢𝑡𝑜𝑑𝑖𝑠𝑡𝑟𝑢𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒.
Una persona sola, insicura, che non si sente mai abbastanza.
Non sa darsi il valore giusto perché è sempre messa sotto costante giudizio.
Questo porta alla distruzione di sé .
Un altro personaggio che mi ha colpito è stata Lily «𝐼𝑜 𝑚𝑖 𝑐ℎ𝑖𝑎𝑚𝑜 𝐿𝑒𝑖𝑙𝑎.» giusto hai ragione.
Leila, il suo personaggio mi ha fatto venire i brividi, mi ha trasmesso angoscia, dolore, ma è una di quelle lotte già perse in partenza.
«𝑂𝑔𝑛𝑢𝑛𝑜 𝑠𝑐𝑒𝑔𝑙𝑖𝑒 𝑑𝑖 𝑢𝑐𝑐𝑖𝑑𝑒𝑟𝑠𝑖 𝑎 𝑚𝑜𝑑𝑜 𝑠𝑢𝑜.»
La capiamo meglio grazie alle parole di Isaac “la sua mamma si fa male in un modo, non può farle la predica se lei fa lo stesso, in modo diverso. Lei vomita, la madre fuma. Per lei fanno la stessa cosa.”
Insomma un libro pieno di emozioni, sia positive che negative. Di amicizia, amore , famiglia e perdite.
Un romanzo di formazione mi verrebbe da dire.
Arabella in molti casi si annulla, è come se uscisse dal corpo e fosse una spettatrice.
Lei vuole tornare a vedere il mondo a colori ma avrà la forza per lottare?
Riuscirà Australia a riprendere il controllo?
“𝐶𝑟𝑒𝑑𝑜 𝑑𝑖 𝑎𝑣𝑒𝑟 𝑣𝑖𝑠𝑡𝑜 𝑞𝑢𝑎𝑙𝑐𝑜𝑠𝑎”
“𝐶𝑜𝑠𝑎?”
“𝐼𝑙 𝑐𝑖𝑒𝑙𝑜”
𝑁𝑒𝑖 𝑠𝑢𝑜𝑖 𝑜𝑐𝑐ℎ𝑖…