Alla fine degli anni Ottanta, il Salento era isolato e praticamente sconosciuto al resto d’Italia, un luogo dominato dalla criminalità e dalla violenza da cui molti cercavano di fuggire per la mancanza di prospettive e di futuro. Sul territorio esplodeva una bomba al giorno, il centro storico di Lecce, trascurato e fatiscente, abitato in gran parte da prostitute e travestiti, diventava una zona off-limits non appena calava il sole. Venticinque anni dopo, un cambiamento radicale ha investito la città e la provincia: questa terra povera, lontana e oppressa dalla delinquenza, è rifiorita, trasformandosi in un centro culturale vivo, sconfiggendo la Sacra Corona Unita e affermandosi come una meta turistica di portata mondiale. Cosa è successo? Come si è innescata questa trasformazione straordinaria e chi ne sono stati i protagonisti? Queste sono le domande che Federico Mello esplora nel suo libro, attraverso un quarto di secolo che per il Salento ha rappresentato un vero e proprio “rinascimento”. Dal reggae alla pizzica, dai movimenti culturali alla politica – intrecciando storie suggestive e ricerche d’archivio ma, soprattutto, intervistando testimoni e attori di questa trasformazione – Mello ha scritto una storia di uomini e donne visionari che con le loro idee e il loro impegno hanno regalato un nuovo futuro alla penisola salentina.
Non conoscevo l'autore e nemmeno alcune delle cose che ha raccontato in questo libro. Devo dire che è stato molto soddisfacente "riempire i buchi", le mancanze che avevo sulla storia della mia città, sopratutto recente. Il libro di Mello è fluido e facile da leggere, e ci racconta una favola a lieto fine a volte un po' parziale ma spesso abbastanza veritiera di quello che è stato il salento negli ultimi anni, con particolare attenzione alla creazione delle più importanti iniziative musicali, teatrali, cinematografiche, o le lotte politiche contro la criminalità organizzata. Anch'io, che ho sette anni meno dell'autore, ho visto cambiare in positivo Lecce e in generale tutto il circondario della provincia. Dall'emarginazione sociale allo splendore attuale se ne è fatta di strada ma, ci avverte Mello, non bisogna mai adagiarsi sugli allori dopo aver ottenuto un buon risultato e bisogna lavorare per mantenerlo in piedi. E soprattutto non scivolare da un estremo all'altro dello stesso gradiente di welfare: passare in così poco tempo da scarsità ad abbondanza può portare a dei danni inimmaginabili se non si regolano gli eccessi, come lo spettro del sovraturismo e del consumo di suolo. Se si è curiosi di conoscere l' "invenzione del salento" dall'antichità fino all'altro ieri, questo è il libro perfetto da cui iniziare.
Cultura amore e radicazione negli anni dell’adolescenza sono stati il mio motto. Questo libro mi ha riportato a quegli anni e a quei sentimenti. Mi ha aiutato a mettere in fila i ricordi, a sentirli condivisi e a riconnettermi con le mie radici. Ho ritrovato tanto di me. Mi sono ritrovata.