letto tutto d'un fiato (vabbe', sono solo 134 pagine!) ma non riuscivo a staccarmene, molto molto bello. pare che sia la tesi di laurea in medicina di Céline, e riferisce una storia vera, quella del dottore in questione che anche molto tempo prima di Pasteur aveva intuito che molte morti di pazienti (nello specifico, donne per infezione puerperale) erano dovute alla scarsa attenzione igienica dei medici che passavano con disinvoltura, dalla sezione di cadaveri alla sala parto, senza preoccuparsi di pulire mani e strumenti. Deriso, osteggiato, invidiato, isolato, i baroni del mondo medico lo hanno ridotto all'isolamento professionale e alla follia.
Ma a parte la storia avvincente, appassionante, è il modo di scrittura di Céline che è interessante, una prosa alta, sapiente, con punte poetiche.
Giusto un esempio: per introdurci l’epoca in cui Semmelweis si era formato, traccia a grandi (grandi davvero!) linee la storia d’europa dalla rivoluzione francese a napoleone e oltre, inizia così:
Mirabeau gridava così forte che Versailles ebbe paura. Dalla caduta dell'impero romano,
mai simile tempesta si era abbattuta sugli uomini, le passioni a ondate spaventose s'innalzavano sino al cielo. La forza e l'entusiasmo di venti popoli sorgevano dall'Europa sventrandola. Dappertutto non c'erano che sommovimenti, di esseri e di cose. Qua, tormente di interessi, di vergogne e d'orgoglio; là, conflitti oscuri, impenetrabili; più lontano, eroismi sublimi. Tutte le possibilità umane confuse, scatenate, furiose, avide d'impossibile percorrevano i sentieri e i pantani del mondo. La morte urlava nella schiuma sanguinosa delle sue disparate legioni; dal Nilo a Stoccolma e dalla Vandea fino alla Russia, cento eserciti invocarono contemporaneamente cento ragioni d'essere selvaggi. Le frontiere devastate, fondate su un immenso regno di Frenesia, gli uomini che volevano il progresso e il progresso che voleva gli uomini, ecco cosa furono quelle nozze colossali. L'umanità si annoiava, bruciò alcuni Dèi, si cambiò d'abito e pagò la Storia con qualche nuova gloria.
Poi, placata la tormenta, sepolte le grandi speranze per qualche secolo ancora, ciascuna
di quelle furie partita suddita per la Bastiglia ne ridivenne cittadina e ritornò alle propria
meschinità, spiando il vicino, abbeverando il proprio cavallo, covando i propri vizi e le proprie virtù nel sacco di pallida pelle che il Buon Dio ci ha dato.
potrebbero essere versi di una qualche canzone alla de andré.
Céline è un genio.
(ma come faceva ad essere nazista!?? ma si può??? ma come??? pazzesco!)