Miglior libro sul calcio italiano. Fine della discussione.
Solitamente i libri sul calcio si dividono tra autobiografie scritte male e libri di giornalisti sportivi, magari innamorati dello sport ma ignoranti su ciò che è realmente il tifo.
Tim Parks invece cambia le regole e crea un'opera rara.
Romanziere, giornalista, saggista e traduttore, Tim, dopo essersi sposato va a vivere a Verona e inizia a seguire L'Hellas fino ad affezionarsi e a decidere di seguirne tutte le partite di un'intera stagione, trasferte comprese, e di scriverci un libro.
Per Parks le partite del Verona e gli avvenimenti riguardanti la sua tifoseria diventano pretesti per parlare di svariati argomenti tra cui religione, la poesia di Leopardi, politica, razzismo, magia, sessualità... Tim ha delle intuizioni brillanti, ad esempio paragonare i cori più beceri delle brigate gialloblù ai Canti di Maldoror di Laureamont perché in entrambi si prova al contempo ilarità e malessere ed entrambi sottopongono al sarcasmo qualsiasi cosa.
Parks è un grande scrittore, ma è prima di tutto un tifoso. E scrive un libro che non demonizza le curve ma, anzi, le esalta, perché i bigotti non sono i tifosi, sono i giornalisti e i burocrati che rovinano il tifo.
Denunciamo la repressione di uno stato che dà dei fascisti ai membri delle tifoserie salvo poi adoprare esso stesso provvedimenti fascisti quali la tessera del tifoso, i daspo, le leggi pseudoantirazziste e quelle sui cori di discriminazione territoriale, col sogno di avere tifoserie all'americana, con tifosi che mangiano tripli cheeseburger in stadi centri commerciali, venduti come soluzione al problema del tifo politicizzato.
Il tifo però non è politica. E il tifo non si vende. Il tifo è ironia, brillante e pensatissima; i cori discriminanti sono boutade per innervosire gli avversari e ben vengano le pubblicità del whiskas ai tifosi del Vicenza, lo striscione con le coordinate per bombardare i quartieri spagnoli a Napoli, il tifare per finta la squadra avversaria quando la tua fa proprio cagare, gridare "morte! morte!" ai simulatori, dare dei criminali a chi si vende le partite e insultare chiunque per qualunque motivo.
E se la tua libertà inizia dove finisce la mia sei libero di guardarti le partite sul divano perché io sono libero di cantare il cazzo che mi pare, capío, dio boia?