“È una storia scaturita da una zona molto profonda della mia vita, è come una piccola scatola nera. Parlandoti di questa cosa che mi urgeva dentro e che stavo per cominciare a scrivere, una sera ti ho detto che sarebbe stata per me, in un certo senso, testamentaria, che se fossi crepato il giorno dopo sarebbe stata il mio testamento. Non perché la consideri più significativa e importante di libri come Gli esordi o Canti del caos, ma proprio per la sua natura intima e segreta”.
Un uomo vive una vita ritirata e solitaria in un borgo disabitato, sulle pendici di una montagna; a scandire la sua vita sono rimasti i piccoli gesti quotidiani e domestici, le brevi uscite al negozio di alimentari poco distante, ma soprattutto la contemplazione della natura circostante, degli animali e degli uccelli migratori, dell'inarrestabile susseguirsi delle stagioni.
Infatti questa “piccola storia segreta e al limite dell'indicibile” non è altro che una storia di solitudine e alienazione, di desiderio di morte. Sebbene il protagonista viva ritirato, a contatto con la natura più incontaminata, la pulsazione vitale di animali, piante e fiori è percepita come il presagio oscuro della caducità di ogni cosa, della morte che si insidia nella vita come legge cosmica e fisica ineluttabile. Questa pulsazione vitale, che la natura è, viene percepita dal protagonista come aliena: egli ormai è un fantasma, non appartiene più allo stesso regno degli altri esseri viventi, per questo l'attività irrefrenabile degli insetti e l'animosità delle rondini gli causa una sensazione inesplicabile, a metà tra l'ammirazione romantica e lo sgomento.
Un giorno, il fluire della quotidianità viene interrotto da una scoperta: sull'altro crinale della montagna, in mezzo al fitto bosco, laddove non dovrebbero esserci case o villaggi, compare ogni sera una lucina. L'uomo farà di tutto per scoprire da dove nasce questa lucina, e la sua ostinazione non è altro che il tentativo disperato di rompere il tedio di una solitudine assoluta e straniante.
La cosa preziosa di quest'opera “straordinariamente concentrata”, intensa, è la sua capacità di essere insieme assolutamente straniante, tragica, dolce e consolatoria al tempo stesso.