Una notte, nel cuore dell'inverno, un bizzarro e sinistro forestiero arriva in un remoto villaggio inglese. Con il volto fasciato da bende, gli occhi nascosti dietro occhiali scuri e le mani coperte da guanti anche in casa, Griffin - il nuovo ospite della locanda The Coach and Horses - parrebbe aver subìto un incidente. Ma il suo aspetto dipende da una ragione molto più agghiacciante: durante un esperimento è riuscito a sviluppare un processo che lo ha reso invisibile. E ora, impegnato a cercarne l'antidoto, lavora nella stanza che ha affittato. Le sue attività segrete, però, iniziano presto a inquietare la gente del posto, e così l'uomo si trova costretto a lasciare il villaggio e a cercare l'aiuto del suo vecchio amico Kemp. Sarà l'inizio del suo sprofondare nella follia. Mosso da spirito di vendetta nei confronti dell'amico che si rifiuta di aiutarlo, estende il suo rancore ai sonnolenti abitanti dell'intera Inghilterra, pianificando uno spaventoso regno del terrore. E, man mano che il cerchio della polizia si stringe intorno a lui, diventa sempre più disperato e violento. L'Uomo Invisibile è una novella pionieristica sull'ossessione umana per il potere conferito dalla scienza, una combinazione angosciante di farsa, satira e tragedia.
Herbert George Wells was born to a working class family in Kent, England. Young Wells received a spotty education, interrupted by several illnesses and family difficulties, and became a draper's apprentice as a teenager. The headmaster of Midhurst Grammar School, where he had spent a year, arranged for him to return as an "usher," or student teacher. Wells earned a government scholarship in 1884, to study biology under Thomas Henry Huxley at the Normal School of Science. Wells earned his bachelor of science and doctor of science degrees at the University of London. After marrying his cousin, Isabel, Wells began to supplement his teaching salary with short stories and freelance articles, then books, including The Time Machine (1895), The Island of Dr. Moreau (1896), The Invisible Man (1897), and The War of the Worlds (1898).
Wells created a mild scandal when he divorced his cousin to marry one of his best students, Amy Catherine Robbins. Although his second marriage was lasting and produced two sons, Wells was an unabashed advocate of free (as opposed to "indiscriminate") love. He continued to openly have extra-marital liaisons, most famously with Margaret Sanger, and a ten-year relationship with the author Rebecca West, who had one of his two out-of-wedlock children. A one-time member of the Fabian Society, Wells sought active change. His 100 books included many novels, as well as nonfiction, such as A Modern Utopia (1905), The Outline of History (1920), A Short History of the World (1922), The Shape of Things to Come (1933), and The Work, Wealth and Happiness of Mankind (1932). One of his booklets was Crux Ansata, An Indictment of the Roman Catholic Church. Although Wells toyed briefly with the idea of a "divine will" in his book, God the Invisible King (1917), it was a temporary aberration. Wells used his international fame to promote his favorite causes, including the prevention of war, and was received by government officials around the world. He is best-remembered as an early writer of science fiction and futurism.
He was also an outspoken socialist. Wells and Jules Verne are each sometimes referred to as "The Fathers of Science Fiction". D. 1946.
Personalmente ho avuto l’impressione di leggere tre libri diversi simultaneamente (e detto per un libro di poche pagine, è assurdo).
Ci sono state parti più lente e parti più entusiasmanti, con il finale che ti fa impietosire nei confronti del protagonista.
Non ho personalmente apprezzato alcune scelte stilistiche a livello narrativo adottate dall’autore (il rivolgersi direttamente al lettore, ad esempio, è una cosa che mi ha stranito) ma ammetto che ci sono stati dei momenti in cui è riuscito a catturarmi.
È un libro che si fa leggere? Sì. Lo reputo un libro memorabile? Meh. Ricorderò di averlo letto da qui a 10 anni? Probabilmente no.
Consigliato se cercate una lettura poco impegnativa, tanto per leggere. È il classico libro adatto ad essere letto nei ritagli di tempo: in metro, mentre si aspetta qualcuno, in fila alle poste.
Dopo una lettura parecchio complessa, avevo bisogno di una storia lineare come quella che ho trovato in L'uomo invisibile. La narrazione segue le vicende di uno studioso che scopre la formula dell'invisibilità (ma non il suo antidoto) e di come decide di gestire questo suo potere (svantaggi compresi!). La prospettiva di Wells è molto pessimista. L'uomo invisibile decide di usare la sua condizione per fare il male e per ottenere il dominio sugli altri, non si fa scrupoli a delinquere (e non solo per bisogno). L'invisibilità diventa una condizione di fatto, ma anche metafora di come si possa essere facilmente ignorati e bistrattati dagli altri e di quanto questo essere invisibili causi sofferenza e desiderio di rivalsa. In queste condizioni, non è possibile un finale felice perché la rabbia repressa, nel momento in cui trova una sfogo, diventa irrefrenabile se non con un atto estremo. Tragico, ma bel romanzo
"Era seduto in un angolo dando le spalle alla tapparella e adesso, dopo essersi rifocillato e intiepidito, parlava in tono meno secco e aggressivo di prima. Il riverbero della fiamma conferiva ai grandi occhiali una specie di vivace animazione rossastra, poc'anzi del tutto assente"