Neapolis, 22 a.C. - Dalla vasca delle murene di una lussuosa villa situata nella meravigliosa località di Pausilypon affiora una carcassa umana. È del ricco e spregevole eques romano Lucio Popilio Lepido, ospite del proprietario della villa, il cavaliere Publio Vedio Pollione, più feroce del morto. Pollione e Lepido non sono gli unici equites di altri cinque loro sodali, con cui hanno sancito un patto segreto, si sono dati appuntamento nella dimora per un simposio. A pochi giorni – non è un caso – dall’arrivo in città dell’imperatore Augusto. Accanto al corpo di Lepido, un messaggio oscuro. Una minaccia? Un avvertimento? È possibile che l’assassino non voglia fermarsi? E chi può essere il nemico degli equites? Un avversario politico? O uno degli schiavi trattati come bestie? Pollione ha un’ rivolgersi al più grande poeta di Roma, il vate Publio Virgilio Marone, che a Neapolis sta componendo gli ultimi libri dell’Eneide. E Virgilio accetta di indagare, con i suoi inseparabili collaboratori: lo scriba Proculo, svelto di mente e di lingua, e Petelia, forte nel corpo e nello spirito. Sarà una battaglia all’ultimo sangue.
Un viaggio spietato nei grandi enigmi della vita e della morte. Nei secoli Virgilio è stato raffigurato come poeta del circolo di Mecenate, come mago capace di profetizzare l’avvento di Cristo, e naturalmente come guida di Dante nei gironi infernali e nelle balze del Purgatorio. Ma mai, fino a ora, come detective. Lo fa Pino Imperatore, capace di costruire un mystery pieno di tensione, di ricreare le luci e le ombre della Roma di Augusto, di mettere in scena personaggi indimenticabili, che siano realmente esistiti o inventati dalla sua penna. Senza ovviamente rinunciare all’elegantissima ironia che lo ha reso uno degli autori più amati del nostro tempo.
Nato a Milano nel 1961 da genitori emigranti napoletani e vive in Campania dall’infanzia. È autore di quattro romanzi, oltre che di opere teatrali e racconti. Ha vinto i maggiori premi italiani per la scrittura umoristica.
È stata una lettura veramente affascinante, è stato bello rispolverare le mie reminiscenze del liceo. Siamo a Neapolis nel 22 a.C. e Virgilio si ritrova invischiato nelle indagini di un orrendo omicidio: un eques divorato dalle murene. Un omicidio dietro cui si nascondono segreti e sete di vendetta.
Trasformare il vate Virgilio in un investigatore è sicuramente una grande novità. Per questo un plauso allo scrittore. Il romanzo non delude anzi, soprattutto il finale è un bel colpo a sorpresa. A mio avviso, in alcuni momenti, nel raccontare altro si perde leggermente il filo con l'indagine. Voto al romanzo 3,5 stelline; 4 stelline per la novità.
“«Sgombra la mente dai cattivi pensieri, vate, e dedicati a ciò che più ami fare. Staccati dai rimpianti e fai volare i tuoi versi. C’è un mondo intero ad attenderli.» «Ne sei sicuro?» «Se tu avessi un altro nome, potrei dubitarne. Ma tu ti chiami Publio Virgilio Marone.»”