Cuore nascosto è il primo romanzo che ho letto di Özpetek. Devo ammettere che, seppur non sia stata una lettura che mi abbia sconvolto, mi ha tenuto una piacevole compagnia. Mi è piaciuto molto lo stile di scrittura dell'autore, scorrevole, morbido, piacevolmente descrittivo ma non prolisso, con un che quasi di lirico. La storia è ambientata tra la Sicilia e Roma, in un arco temporale che va dalla fine degli anni Settanta a una ventina di anni dopo, dove troviamo la nostra protagonista Alice, dapprima bambina e poi giovane donna alle prese con la scoperta di sé, inseguendo il sogno di diventare attrice nella città eterna, così caotica e piena di vita, rispetto al piccolo paesino d'origine in Sicilia, ma che le offre anche la possibilità di mettere in gioco tutto, per crearsi una nuova esistenza e un nuovo percorso, totalmente diversi da quelli che la sua famiglia aveva già tracciato per lei. Ma perché Alice, intraprende un viaggio simile, che la porta lontano dalla Sicilia, in un'avventura più grande di lei? Perché un giorno riceve un'importante eredità dall'eccentrica zia Irene (che, in realtà, zia non è), nonché pittrice ed artista, che su Alice bambina, poi giovane adulta, suscita da sempre un grande fascino, tanto da darle la forza ed il coraggio, in un momento per lei molto buio, in cui si sente totalmente oppressa dalla severa madre e dalle regole di vita dei piccoli paesini nel cuore del Sud, di mollare tutto ciò che ha da sempre conosciuto, e che le stava sempre più stretto, e partire. A Roma troverà l'appartamento lasciatole in eredità da Irene, con tutto il mondo e tutta la vita che vi ha stipato dentro, in particolare all'interno della "stanza del cuore nascosto" e, con l'aiuto di piccoli indizi lasciategli dalla zia, come piccole molliche di pane da raccogliere una ad una, aggiungerà un tassello dopo l'altro ad un quadro che prenderà sempre più vita, che parla della vita di Irene e del suo passato, dell'Amore con la A maiuscola, dell'unione di anime, arte e bellezza, ma anche di ingiustizia e di tempo sottratto dal destino, e di come tutto questo sia collegato con lei.
Alice si ritroverà, un passo alla volta, a reinventare la propria vita, con nuovi amici, un lavoro, la scuola di recitazione, delusioni d'amore ma anche nuovi sentimenti. Soprattutto, imparerà a conoscere sempre più a fondo se stessa, ma anche la stessa Irene, di cui conserva solo i ricordi di un incontro da bambina di una telefonata in adolescenza, e che ora letteralmente riscopre, attraverso le pagine dei suoi quaderni, dove lei stessa annotava la sua vita e le sue emozioni. Il finale non l'avevo previsto e mi ha piacevolmente stupita, è la conclusione perfetta di un cerchio che era rimasto aperto da vent'anni. Una storia dalle note un po' tristi a momenti, ma che veicola messaggi importanti, come l'importanza di combattere per i propri sogni e per vivere la propria vita, indipendentemente dalle aspettative degli altri, del coraggio che alle volte non crediamo di avere dentro noi, ma dobbiamo coltivare perché può aiutarci a cambiare decisamente il nostro futuro. Lettura consigliata!