Ho incontrato la storia di Sabrina Prioli in un podcast di Pablo Trincia, a fine puntata avevo già acquistato questo libro. Una lettura forte, cruda, arrabbiata: i capitoli sono brevi, ogni punto costringe il lettore a fermarsi e riflettere. Ciò che è successo a Sabrina Prioli fa inevitabilmente male, deve farlo. Uno stupro, uno stupro di guerra, non può passare nell’indifferenza. Ed è proprio questo che perpetua la violenza, perché Prioli si è trovata davanti a uno Stato, il nostro, che non voleva sentire, figurarsi ascoltare. Sono passati 10 anni da quegli avvenimenti, di cui 7 per ottenere una qualche forma di giustizia. Un libro essenziale, che non entra nei dettagli della violenza, ma che esprime tutti quei “non finisce mai” che ne sono seguiti. Da non leggere a cuor e mente leggeri.