Quando riapre gli occhi, Zenath non riconosce il luogo in cui è capitato, “Pareva tutto strano: il cielo, gli alberi, gli animali. Non era come dovevano essere...” Altuc non si scorge più in lontananza e nemmeno Genra e Annarel sono più al suo fianco. Un amichevole goblin lo raggiunge e lo accompagna nella città più vicina, Mellit, dove Zenath farà una scoperta bizzarra: gli esseri umani sono creature rare, ed è difficile, quasi impossibile incontrarne.
Qui fa la conoscenza di Yuln, un elfo cantastorie che lo accompagnerà nel magico regno di Rayle, minacciato pericolosamente dagli Aposfiti. Nel frattempo il mondo che Zenath ha lasciato è in preda ai disastri climatici, vulcani, terremoti, tornado... la natura non risparmia nessuno. Genra e Annarel, con l’aiuto di Soph e Piket, attraversano città, foreste e rovine in cerca della strada che li riconduca da Zenath.
Il viaggio è lungo, scomodo, difficile, come le scelte che i protagonisti dovranno prendere, consapevoli che non è più la ricerca di casa e dei vecchi compagni l’unico obiettivo della missione, ma anche la salvezza di un mondo meraviglioso, che poco a poco sta precipitando nelle tenebre.
Questo è il secondo libro della Saga della Fenice, ho letto il primo circa un anno fa esatto (ma, dato che mi era piaciuto, gli eventi narrati erano ancora freschi nella mia memoria). Essendo un secondo libro, il mio atteggiamento per questa recensione è meno oggettivo sul libro in sé, e più basato sul comparare il primo e il secondo libro. Nonostante abbiano ricevuto entrambi 4 stelle da me, penso che questo secondo libro sia di gran lunga superiore al primo. Ad esempio, nel primo libro avevo notato che secondo me alcune scene si svolgevano troppo in fretta, ma in questo secondo capitolo della saga mi sembra che l’autore sia migliorato davvero molto: non ho mai avuto questa sensazione, e tutte le scene erano chiare al punto giusto. Ho trovato soprattutto le scene di combattimento particolarmente ben scritte e molto “cinematografiche” nei movimenti dei personaggi, sembra proprio di vederseli combattere davanti grazie alle descrizioni accurate dell’autore. Ho apprezzato molto anche la narrativa divisa attraverso due mondi diversi, che corrispondono ai nostri due diversi POV di Zenath e Genra: anche nel primo libro avevamo i loro due POV, ma qui sono più efficaci dato che i due innamorati sono separati . L'unico vero difetto del libro sono purtroppo i personaggi, che invece secondo me erano il punto forte del primo libro: la dinamica principale tra Zenath, Yuln, Seti e Fralin e quella secondaria tra Genra, Annarel e Soph (seppure sia migliore della prima) non reggono il confronto con il gruppo Zenath/Genra/Annarel/Gorl del primo libro. Purtroppo questo problema deriva sia dal tipo di storia narrata che dai nuovi personaggi in sé. Il primo libro si apriva alla larga scala (minacce all'equilibrio stesso dell'universo) soltanto nell’ultima parte, e, dato il mestiere dei protagonisti come avventurieri di una gilda, per la maggior parte del tempo narrava un'avventura su più piccola scala, che quindi permetteva all’autore di costruire personaggi ben approfonditi psicologicamente e intessere il bellissimo rapporto tra Genra e Zenath. La storia del secondo libro si muove su respiri notevolmente più ampi, e secondo me si basa più sulla trama che i personaggi: questo non lascia secondo me spazio sufficiente all’autore per sviluppare bene i nuovi personaggi e il loro rapporto con Zenath (ad eccezione di Yuln, con cui Zenath ha una bella dinamica, ma che non mi ha del tutto convinto come personaggio a sé stante). Inoltre, ho trovato sgradevole il personaggio di Seti: . Tutto sommato, però, il libro mi è piaciuto molto e sono contenta di averlo letto, sono affezionata a questo mondo, a Zenath, Genra, Annarel, Gorl e onestamente anche un po’ a Yuln. Leggerò sicuramente tutti gli altri libri e gli eventuali spinoff!
Ed eccomi qui a parlarvi finalmente di questo secondo volume della saga della Fenice. Da Alessio non mi potevo aspettare altro,infatti si è superato in questo libro per quanto io avessi già amato il gruppo di personaggi che si sono formati nel primo volume,ho davvero ammirato questa nuova avventura con nuove ambientazioni ben scritte e curate e con dialoghi che intrattengono e sono molto divertenti. Le interazioni tra i vari personaggi sono studiate per portarci a varie situazioni e posso dire che non c'è un attimo di tregua, infatti la scrittura è incalzante per essere un bel mattone,gli avvenimenti dal più tranquillo al più movimentato attirano il lettore e lo rendono partecipe alla storia. La magia si può trovare dappertutto In questo volume ed è quella cosa in più che spinge la storia e la rende molto fantastica. Ho davvero apprezzato la scelta dell'autore di discostarsi da quello che ci ha proposto nel primo volume e non è sempre così semplice infatti si vede che gli avvenimenti sono calibrati e studiati nei minimi dettagli per rendere la lettura omogenea. Come ho detto anche a lui amo i suoi personaggi, le loro caratteristiche gli rendono unici e riconoscibili soprattutto il protagonista che fa un passo molto grande in questa storia,una maturità che già possedeva ma in questo libro si è arricchita ancora di più,soprattutto con l'entrata di un nuovo personaggio (che adoro)e che anima tutta la vicenda e ci rende tutto molto frizzante. La complicità infatti che si crea tra loro due è davvero molto bella,questa amicizia che li lega aiuterà parecchio il nostro Zenath a superare tutto quello che ha passato e che ancora dovrà incontrare. In questa avventura non dovrà solo superare e lottare con la forza fisica ma anche quella mentale perché si ritroverà in una situazione assurda dove c'è solo un piccolo spiraglio di speranza ma è proprio quella che lo accompagna e lo incoraggia ad andare avanti. Nel complesso è un secondo volume con temi importanti che si sviluppano a mano a mano nella storia,abbiamo una crescita molto imponente per il protagonista guidata dalla forza dell'amore e dalla speranza di cambiare la situazione,non mancano di certo le lotte e le ricerche che faranno i nostri protagonisti,con i nuovi personaggi che ci illustra che alzano davvero gli standard, per non parlare delle ambientazioni di cui purtroppo possiamo solo immaginare. Quindi se amate le avventure con sorpresa,l'amicizia che si crea per caso e il potere forte dell'amore,questo è il libro che fa per voi.
Zenath è solo in un luogo sconosciuto, i suoi compagni e Genra sono rimasti “dietro” e sembra essere pronto ad affrontare questa nuova avventura. Ecco come ripartiamo con il nuovo libro di Alessio Signoriello.
Il secondo volume della Saga della Fenice ci porta in un mondo fantasy pieno di goblin (buoni), elfi, nani ed altre razze che renderanno questa nuova avventura sempre più movimentata! Un balzo in un’ambientazione più “classica” del fantasy. Questa volta, Alessio ci porta alla scoperta della magia, elemento essenziale per questo seguito. Zenath non è abituato ad un mondo del genere e vorrà fare di tutto per poter tornare di nuovo a casa. La strada, però, sembra lunga e piena di imprevisti.
Yuln, è diventato il mio personaggio preferito. L’ho percepito già dalla prima volta che ho visto il suo disegno, ed ecco che il cantastorie fa breccia nel mio cuore – e in quello di molte altre persone – e risolleva gli animi degli altri membri del nuovo gruppo. Eppure, non lasciatevi ingannare dal suo sorriso, Yuln vi mostrerà cosa si cela dietro la sua maschera piena di allegria.
Si seguono due punti di vista: quello di Zenath e quello di Genra. Ammetto di aver preferito il primo, ma Genra è stata importante per conoscere come stava avanzando la storia anche nel loro mondo.
Alessio ha lasciato crescere i suoi personaggi in maniera graduale, aumentando sempre più anche la difficoltà che il team ha affrontato e lasciando crescere sempre più la curiosità e la suspense. Si è assicurato di dare le informazioni essenziali al momento giusto. Ha fuso momenti di azione a momenti spensierati, descrizioni di combattimenti e scene introspettive.
E’ stato interessante scoprire i pezzi che hanno portato Zenath a capire il mistero che lo coinvolge. Chi sono davvero i nemici di questa seconda storia? Cosa può fare per tornare dalla sua squadra? Cosa gli attederà nel futuro?
Un seguito da recuperare per poter proseguire con l’avventura di Zenath!
Grandi miglioramenti. Le situazioni e le ambientazioni diventano più tragiche. Ottimo inserimenti di nuovi personaggi Come: Yulm, Yllisith e Sofi. Interessante anche l'approfondimento di Soph, del suo passato e il suo legame con Annarel. Belli gli scontri contro i mostri, le lotte contro gli Aposfiti e i banditi. Divertente come Yulm tenti di shippare Zennath.
Questo libro, innanzitutto, non è per gli amanti della brevità. Insomma, è un bel mattonazzo di più di 600 pagine piene di avvenimenti, quindi bisogna approcciarlo con la giusta mentalità.
Rispetto al primo, per ovvi motivi di trama, ci ritroviamo a seguire personaggi differenti oltre a quelli con cui eravamo partiti. - Yuln, di cui mi piace tantissimo lo spirito libero, scherzoso, ribelle, ma che nasconde anche nobiltà, dedizione, bontà, forza sia magica che d'animo; - Yllisith, che si è vista poco ma che mi è sembrata molto interessante sia per la sua storia e il suo potere sia per il suo carattere; - Rayliss, visto per bene solo alla fine praticamente, con la sua lealtà alla conoscenza e al suo popolo; - Seti, l'unica che proprio non mi è piaciuta, perché il suo corteggiamento nei confronti di Zen è veramente troppo infantile, assiduo, spesso e volentieri non rispetta spazi e limiti di Zenath ignorando i suoi gentili e giustificati rifiuti nei suoi confronti; - Fralin, che mi ha fatto morire dal ridere onestamente, schietta e un po' gradassa, combattiva e tenace. Questi riguardano il punto di vista di Zenath, mentre dalla parte del pov di Genera siamo ancora affiancati da chi già conoscevamo.
Belle le ambientazioni, specie il Regno degli elfi, e tutte le diverse magie che i personaggi esercitano. Molte parti lunghe sono di descrizione e avvenimenti di secondo piano (tipo le canzoni di Yuln e altre scene solo riempitive) e questo rallenta un po' la lettura. Ci sono diversi errori di sintassi e ripetizione però mi è stato detto che sono già stati soggetti a revisione nelle stampe successive alla mia.
Il finale è un botta e risposta di combattimenti, rivelazioni inaspettate e scenari che aprono la via agli eventi futuri.
📚 Tantissimi sono i personaggi introdotti e la cosa che ho preferito è la varietà. Elfi, goblin, animaletti tutti particolari! E anche diversa dal solito è la loro descrizione, finalmente ci si libera un po' dagli stereotipi.
📚La parte preferita, un po' come in tutti fantasy, è stata l'insegnamento e apprendimento della magia . E poi ha acquistato ancora più punti perché correlata al mondo elfico.
📚La narrazione a blocchi su cui avevo faticato nel primo volume si perde un po'... E quindi le 600 passa pagine diventano scorrevoli al 100%
📚La storia è molto originale, ci sono tematiche che spesso non si trovano... O almeno, non trattate così. E infatti nonostante le mie mille teorie mi sono stupita tantissimo.
📚Il finale mi intimoriva un po' per diversi motivi ma a mio parere Alessio l'ha gestito benissimo. E per fortuna non c'è un terribile cliffhanger come nel primo🤣
Se volete un bel epic fantasy con vibes da D&D, con creature fantastiche e molta azione, allora Saga della Fenice: WARÏHÏRÏ scritto da Alessio Signoriello fa al caso vostro.
Saga della Fenice: WARÏHÏRÏ è il secondo libro della Saga della Fenice, ciò nonostante si può leggere anche senza avere il primo – anche se alcune informazioni potrebbero mancare per la comprensione totale del libro, ma si riesce comunque a seguire senza molta difficoltà la trama.