Главният герой на тази книга е световноизвестен. С него се занимават както сериозните новинарски емисии, така и клюкарските рубрики. Защо обаче Б. е това, което е, и как е успял да заслужи вниманието на журналисти, избиратели и анализатори? Не е сигурно дали тази книга е единствено опит за обяснение на политическото и медийното дълголетие на Силвио Берлускони, или в нея прозират чертите на една очарователна и своеобразна нация, която не спира да поднася изненади. Бепе Севернини демонстрира блестяща журналистическа форма и в типичния си стил предлага умен текст в остроумна обвивка. Това е втората му книга на български език след много успешната „В главата на италианците“.
Da dove inizio? Severgnini, giornalista di grande esperienza internazionale, decide di spiegare al resto del mondo il perché di Berlusconi. Io ricordo ancora (e ricorderò sempre) una mattina in cui ero in piscina in Scozia. Un simpatico pensionato mi chiede da dove vengo: rispondo "Italia" e quello si mette a ridere di cuore. Italia? Berlusconi? Donnine? (Era da poco passato l'episodio della campana Naomi - o Noemi, non mi ricordo mai). Ho avuto nostalgia dei tradizionali accostamenti "spaghetti-pizza-mafia". Con ironia e leggerezza Severgnini crea qui un decalogo che illustra i fattori del successo di B. Il fattore umano (B. vuole bene ai fagli, parla della mamma, capisce di calcio, racconta le barzellette, adora le donne...), quello divino (la politica e il Vaticano, l'unto del signore...), il fattore Hoover (vendere il partito porta a porta) e quello Zelig (come nel film di Woody Allen, cambiare un poco per adattarsi a tutti), nonché altri gruppi forse meno evidenti o conosciuti.
L'estero capirà? Ne dubito. Ho avuto una sorta di mancamento quando ho letto l'elenco delle figuracce internazionali in ordine cronologico (la battuta sul kapò al parlamento europeo, le corna nella foto di rappresentanza, la Merkel ignorata perché troppo occupato a parlare al cellulare...). Complimenti all'intelligenza dell'autore, che è riuscito a spiegare anche l'inspiegabile.
Chi lo compra e lo legge ne condivide già le tesi, magari ne apprezza lo stile ma al massimo ne trae spunto per focalizzare meglio qualche concetto: insomma, due chiacchiere tra amici all'interno del five milions club. Quelli a cui servirebbe, invece, se ne tengono lontani; anzi, probabilmente si tengono lontani dalla lettura e, più in generale, da forme comunicative fondate sull'analisi ragionata dei fatti. Di qui l'amara sensazione di trovarsi di fronte ad un libro inutile. Se ne rende conto anche il Beppe, e quasi si giustifica quando chiude il titolo con la frase "Berlusconi spiegato ai posteri". Sarà davvero dura spiegare ai propri discendenti com'é stato possibile un simile sonno della ragione. Magistrale il finale: "Stavolta non c'è prescrizione che tenga. Silvio Berlusconi verrà giudicato". E noi con lui.
Questo libro è geniale, certo "bellissimo" non è il termine più corretto, ma le stelle le vale tutte perchè a mio avviso è interessantissimo ed illuminante. Non sono assolutamente d'accordo con chi dice che potrebbe rendere "Mr. B." troppo "simpatico" ai nostri posteri o ai lettori stranieri, secondo me invece se la lettura non si ferma alla superficie allora si arriverà a comprendere che l'ironia e l'humor di Severgnini finiscono per rendere perfettamente l'immagine del Cavaliere! Chiunque scriva un libro su di lui sorvolando sul suo "fascino comunicativo", sul fatto che sia un affabulatore, un ottimo venditore di sè stesso, un trascinatore di folle non ne fornisce un quadro veritiero ed efficace! Perchè ogni libro che si limiti a parlare di quello che nel suo modo di fare non funziona, non va bene, è menzoniero ed ingannatore non spiegherà il motivo per il quale nonostante tutto lui sia al vertice della politica italiana 15 anni a questa parte e la maggior parte degli italiani continui a votarlo, sostenerlo e giustificarlo (quando addirittura non lo trovi una "simpatica canaglia"!!!). Severgnini secondo me ha colto perfettamente l'uomo, il politico, ma soprattutto ha spiegato egregiamente i meccanismi mentali degli italiani che l'hanno mantenuto al potere fino ad oggi!
Il giornalista Beppe Severgnini ha deciso di rispondere una volta per tutte a tutti quelli - stranieri soprattutto - che gli rivolgevano la fatidica domanda: perché Berlusconi? Di perché ne ha trovati ben dieci, tutti decisamente interessanti, elencati in questo articolo: http://www.corriere.it/politica/10_ot... e sviluppati nel libro in oggetto. Libro che fa un po' il paio con l'altro libro sullo stesso argomento scritto da Enrico Brizzi, "La vita quotidiana in Italia ai tempi del Silvio", da me già recensito; entrambi cercano di fornire una risposta al mistero B, utilizzando strumenti diversi, più razionale ed analitico Severgnini, più emotivo e letterario Brizzi; e le conclusioni a cui arrivano, peraltro, non sono così dissimili. Personalmente devo dire che tra i due ho apprezzato di più quello di Brizzi, sia per motivi estetici ed emozionali (Brizzi è uno scrittore, Severgnini non lo è e probabilmente non gli interessa esserlo) che per motivi contenutistici e di prospettiva storica. L'idea di Severgnini - isolare dieci fattori e analizzarli - è buona, ma ho l'impressione che l'analisi non scenda in profondità come avrebbe potuto (peraltro, per approfondire degnamente ci sarebbe stato bisogno di un antropologo culturale, e pure bravo, più che di un giornalista). Un utile compendio comunque per capire di più questi anni strani, sia ora che ci siamo dentro, sia quando, un giorno, forse, sperabilmente, ne saremo fuori. (p.s. entrambi i libri sono stati pubblicati alcuni mesi fa, quando sembrava che la parabola terrena di B. volgesse ad un rovinoso tramonto. Ora, grazie più che altro ai suoi soldi che gli permettono di comprare uomini e carriere politiche, il B. è di nuovo in sella più forte che mai; anche se i libri possono essere rubricati sotto la categoria del "wishful thinking", non mancano comunque di un loro senso).
Centro Non mi sono stupito, da avido lettore di "italians" delle teorie qui contenute. Severgnini, con sprezzo del pericolo editoriale, costruisce un libro facile e scorrevole, non banale, incominciando col riassumere cosa vuol dire: delinea i dieci asset di Mr B, li sviluppa - con pedissequo indice delle fonti al termine, e poi tira le fila. Il rischio... � un libro facilissimo da riassumere, lui ci campa con questo e non lo far�. Si pu� discutere se siano dieci o undici o nove, per me li ha scelti bene, si pu� discutere pure se il peso dei dieci asset sia equivalente o molto squilibrato verso due o tre in particolare, ci perderemmo (come ci stiamo perdendo) anni. Ovviamente nessuna tesi qui sostenuta � nata veramente qui. L'effetto "Medici" nel senso dei seipalle, lo lessi in un articolo di Eco molti anni fa, ma questo per un giornalista non � un limite, gi� per fare un ottimo catalogo ordinato di una questione, ci vuol mestiere. Leggo purtroppo gi� livorosissime critiche - in rete - all'agile volumetto. Lo stile � quello solito della S.G. si vedono le scaglie di smalto e dentina proiettate a decine di metri. Oppure rinviano all'approccio travagliesco. Travaglio fa un lavoro meritorio, i suoi fan per� dimenticano e confondono (non dimenticassero e non confondessero, riuscirebbero ogni tanto ad incidere sul reale) che "i motivi" non sono le frequentazioni dubbie, le agilit� processuali o le fonti occulte. Se solo aprissero l'occhio, converrebbero che se tra centinaia con frequentazioni dubbie, agilit� variegate e sorgenti ctonie, ne emerge uno solo e per decine d'anni, i motivi sono altri. Probabilmente da ricercare tra questi dieci. Del resto la pluriannuale frequentazione di Italians mi ha mostrato come almeno un 5% lo accusi di vile filob.ismo sicofante e parimenti percentuale analoga di antib. viscerale. Indice che � spesso nel giusto. Spiacere i fanatici, che ovviamente accusano TE di fanatismo, � quasi sempre segno di buon giornalismo, non di cerchiobottismo.
Un libro su Berlusconi che esce all'alba di un periodo come questo denota quanto meno un tempismo incredibile (cosa su cui ha ironizzato l'autore stesso giusto ieri in una trasmissione radiofonica). Se poi il libro si pone l'obiettivo di spiegare ai posteri il successo di “B.” (come lo chiama Severgnini per tutto lo svolgimento), allora la lettura è quasi obbligata. Che dire? Non mi interessa in questa sede entrare né nelle tristi vicende recenti né nella disamina di quanto esposto dall'autore, molto più bravo di me nell'estrapolare fatti e deduzioni; una cosa è certa, però: Severgnini ha raccolto una mole di informazioni e messo su carta i pensieri di molti, me incluso, cercando di fare un'analisi il più razionale possibile ed obiettiva nei margini dell'accettabile. Lo stile è quello ben conosciuto da chi apprezza l'autore: ironico, pungente, colloquiale, mai pedante, sicuramente azzeccato. E' un libro che aiuta a riflettere sul nostro presente e sul nostro futuro guardando al passato recente e, soprattutto, alla natura stessa del nostro paese; ognuno ne trarrà le conclusioni che vorrà, certo, e dubito che farà cambiare idea a chicchessia, ma ritengo anzitutto che vada letto per poter giudicare con consapevolezza, sempre che lo si desideri davvero. Consigliato.
Il libro fa considerazioni intelligenti, e anche simpatiche. Peccato che manchi il dato di fondo: B. ha avuto successo anche perché 1) ha commesso una serie di illeciti; 2) è riuscito a non farsi processare. Se ometti questo, cosa vuoi spiegare ai posteri? E peccato, o Severgnini, che te ne sfugga un altro di motivi, e essenziale: i metodi squadristi che B. ha usato per annientare ogni avversario. Eppure dovresti saperne qualcosa, perché la persona a cui devi tutta la tua carriera di giornalista è quell’Indro Montanelli prima vittima di questo sistema, sbattuto fuori a calci da Il Giornale e coperto da ogni tipo di infamia durante la campagna elettorale del 1994 (da Sgarbi, Fede e altri galantuomini, tutti elencati in Montanelli e il Cavaliere). Te lo ricorderai, Severgnini, questo episodio pilota di una serie tuttora in onda, però ti guardi bene dal dirlo ai posteri. D’altra parte la tua (fastidiosa) pretesa di “raccontare ai posteri cosa sia stato B.” esce da una penna che scrive per il Corriere, l’esempio più miserabile di genuflessione pavida dei media al potere di turno. Confidiamo comunque nella saggezza dei posteri che ti spernacchieranno, o Beppe.
„Стратегията Б. Берлускони, разтълкуван за бъдните поколения" се опитва да обясни защо Силвио Берлускони е това, което е, и как е успял да заслужи вниманието на журналисти, избиратели и анализатори през годините. Авторът признава неговите „малки добродетели": не любовта към истината, а хитростта; не любовта към ближния, а дипломатичността; не желанието да бъдеш и да знаеш, а желанието да успееш. „Може да са малки добродетели, но се споделят от голямото мнозинство". Пък и Б. знае едно: в Италия преценките са краткотрайни, а впечатленията остават.
Бепе Севернини е популярен итал��ански журналист и автор на четиринайсет бестселъра, сред които и издадената в България „В главата на италианците", също толкова остроумно и увлекателно четиво - едно метафорично пътуване до страната, която „в рамките на десет минути може да ви вбеси и въодушеви". Севернини е избран за „Европейски журналист на годината" в Брюксел (2004), а през 2001 г. кралица Елизабет II го удостоява с титлата Офицер на Ордена на Британската империя.
Sono arrivato al 18% del libro e, per adesso, sembra una faziosa sequela di frasi prese in prestito da articoli di giornale e da libri altrui. Non sono un fan di "B." anzi penso che abbia rappresentato e rappresenti quanto di più basso il nostro paese abbia prodotto in termini di politica, ma ridurre gli italiani ad una massa di corrotti e corruttori, cattolici per convenienza e privi di coscienza civica solo per vendere un libercolo a chi ha fatto dell'antiberlusconismo la propria ragione di vita mi sembra riduttivo, irritante e fastidioso. Per quanto consapevole della difficoltà dell'impresa, speravo che il personaggio fosse affrontato in maniera più asettica, ritengo che il giornalismo (se questo si può chiamare tale) monotematico e fazioso sia deleterio come la politica delle leggi ad personam e dei festini a luci rosse, probabilmente ho sbagliato autore.
Iniziato a leggere la scorsa settimana perhcè pensavo che fosse oramai un libro sorpassato.. invece visto i risultati delle elezioni direi di no. Il fatto che B sia lo specchio di un 30% di Italia squallida non da speranza a questo paese. Indubbiamente il suo elettorato ha un basso livello culturale (neanche il 4% di laureati tra i suoi elettori), ma la capacità, anzi incapacità, di capire cosa sia eticamente giusto e cosa no di queste persone è preoccupante. Un libro da regalare a chi vota Berlusconi, anche se regalo inutile perchè c'è chi sa leggere ma non capire. E agli amici stranieri che non riescono proprio a capire...
Interesting book about the phenomenon that is Silvio Berlusconi by one of Italy's most prominent journalists. It tries to explain why the man has been elected three times so far and no scandal seems to be able to stop him, written as a long investigative article Severgnini presents facts and sources so this book wouldn't turn into an anti-Berlusconi pamphlet but a politically neutral report. It doesn't hurt a bit that he works in a joke or two to better describe the unbelievable story that is Berlusconi's success.
Brilliant, insightful, hilarious. Based on 10+1 themes Severgnini explains why so many Italians love, like or at least tolerate Berlusconi. He definitely succeeds in clarifying this apparent mystery which is for a large part due to the Italian character and for another part due to the rise of populism as in all other countries. Berlusconi is portrayed as the master salesman of one product: himself. In line the theme of the book hardly any attention is devoted to B.'s dark side: he craves for love and admiration and for those who betray him he has no mercy. Frank Underwood in real life.
I heard about this book from a NYT review, and it was a good deconstruction of the Berlusconi government. Unfortunately, it is up-to-date until 2011 and does not cover the recent fall of Berlusconi. However, all the major faux pas and antics of this guy were mentioned - some which were quite unbelievable.
Il Beppe antiberlusconiano non mi convince. Certo è più simpatico e leggero di un Travaglio, ma secondo me il vero Severgnini rimane quello di ' Un italiano in America' e di ' Inglesi'. L' antiberlusconismo militante degli ultimi tempi ha reso lo scrittore cremasco troppo prevedibile e poco brillante.
Lettura d'impulso presa in questi giorni, tormentato dalla domanda: 'Come cacchio e possibile che più di un italiano su 5 abbia ancora l'indecente coraggio di votare Berlusconi?
Severgnini si piace, e intelligente e mostruosamente pieno di se, e anche se normalmente piacevole a volte scade nell'irritante. Ma il modo in cui sistematizza l'Italica follia collettiva e piacevole e convincente
Un libro che spiega in parte berlusconi, ma soprattutto spiega il perché del suo successo sugli italiani. Fa capire quanto berlusconi rappresenti proprio quei vizi e quel menefreghismo in cui la maggior parte degli italiani si rispecchiano e proprio per questo fanno le pecore che seguono il pastore.
Con garbo, l'autore elenca agli stessi italiani i fattori che hanno portato mr B. ad essere protagonista della politica italiana per tutto questo tempo. Non si danno giudizi e non si prendono le parti di nessuno in questo libro, semplicemente si riportano gli eventi e si analizzano in modo che anche uno straniero possa capirci qualche cosa.
Un chiaro esame del Berlusconismo e di Berlusconi per chi avesse dubbi con una simpatica illustrazione del percg�� e del percome. Con un sacco di note sulle fonti in modo da eliminare i possibili (?) dubbi. Quale che sia la vostra posizione politica una lettura non farebbe male.
Così i posteri crederanno che Berlusconi fosse una simpatica canaglia e che essere governati da lui sia stato anche un po' divertente. Palle. Severgnini a me piace molto quando scrive i libri sull'uomo domestico non quando vuol fare il giornalista.
Terribile e affascinante allo stesso tempo. Terribile perchè - ahimè - tutto è vero. Siamo un popolo pessimo nella scelta dei nostri governanti. Speriamo serva da monito ai nostri figli..