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Donne di tipo 1

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Giovanna J. Giò è una donna di straordinaria bellezza e micidiale crudeltà. Ritiene di essere affetta da Sindrome Premestruale Perenne di Tipo 1, patologia che la porta a disprezzare chiunque.

Se infatti le donne di Tipo 3, per via degli estrogeni, sono ben disposte nei confronti del genere umano e degli uomini in particolare, e le donne di Tipo 2 tengono a bada il disordine ormonale con shopping compulsivo e pinte di prosecco, le donne di Tipo 1 – ceppo al quale appartiene Giovanna – non hanno sbalzi di umore, perché sono sempre di pessimo umore. La loro è, per l’appunto, una sindrome premestruale perenne.

A intervalli regolari, Giovanna scrive lettere infuocate all’Inps perché questa “malattia” venga riconosciuta come in tal modo lei potrebbe ricevere un assegno mensile, trascorrere il tempo leggendo i capolavori incompresi della letteratura americana e lasciare il suo posto di dottoranda mal pagata in un’università romana.

Giovanna ha infatti due nemici il mondo intero e il professor Enrico Mazzetti.

A 74 anni suonati, Mazzetti non vuole mollare la cattedra malgrado non sappia distinguere Bukowski da John Fante, per il quale lei nutre un amore incondizionato e a cui racconta dentro di sé i propri piani di distruzione e di rinascita. E mentre il direttore dell’Inps riesce pian piano a scorgere una certa validità nelle folli istanze di invalidità di Giovanna, lei trova un’inquietante alleata di Tipo 1 in grado forse di portare Mazzetti al pensionamento.

Graffiante, ironico, un romanzo trascinante e divertentissimo che mette a nudo, spingendoli al paradosso, i mali del nostro tempo, dalla questione di genere al precariato, dai rapporti di coppia alla salute del pianeta.

Al suo esordio Roberta Casasole ci regala l’epopea selvaggia di una donna scatenata che non ha paura di nessuno e fa a pezzi ogni tabù.





“E poi ci siamo noi, le donne di Tipo 1, con Sindrome Premestruale Perenne. L’amore ci sussurra all’orecchio dolci parole e noi gli gridiamo che non c’è campo. Donne che non hanno sbalzi di umore, perché sono sempre di pessimo umore. Noi siamo le elette.”


Un romanzo irriverente e scatenato, oltre ogni tabù.

Si ride da pagina 1 a pagina 293.

289 pages, Kindle Edition

Published July 2, 2024

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42 (18%)
3 stars
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2 stars
49 (22%)
1 star
38 (17%)
Displaying 1 - 30 of 53 reviews
Profile Image for Roberta.
209 reviews14 followers
August 26, 2024
In primo luogo, mi pare assolutamente ovvio che io e Roberta Casasole non abbiamo lo stesso sense of humor. Le parti che dovrebbero essere divertenti, a dire il vero la maggior parte del libro, mi hanno lasciato con quell’espressione di disagio in volto che mi viene sempre nelle situazioni che alcuni trovano esilaranti mentre io proprio no. Ma questo non è di per sé un problema, l’ironia è soggettiva (non lo penso davvero, ma è molto politicamente corretto dirlo).
Mi pare però doveroso fare una precisazione. Se il libro voleva essere un grido intriso di sarcasmo, quasi una metafora iperbolica sulle lotte del corpo femminile, che effettivamente è sottoposto ad uno stress ormonale mostruoso, mi pare proprio che Casasole non abbia per nulla centrato l’obiettivo. Anzi, se possibile e’ riuscito a ridicolizzare le lotte del corpo femminile più di quanto non venga già fatto da quella simpatica categoria di uomini che chiede ad una donna nervosa se ha le “sue cose”. Personalmente conosco purtroppo molto bene la sindrome premestruale e conosco donne che hanno sofferto di tutto, dall’endometriosi così profonda e dolorosa da dover prendere un brufen 600 per avere rapporti, alle cistiti recidivanti, a cicli così dolorosi da costringere persone normalmente energiche a delle amebe rannicchiate in posizione fetale per 5 giorni. Ma la protagonista del romanzo non ha la sindrome premestruale perenne, è semplicemente stronza ed inetta, probabilmente gravemente squilibrata. Il mondo è pieno di persone simili a prescindere dagli ormoni. E se da una parte è vero che gli uomini per lungo tempo hanno pensato che fare la voce grossa fosse una loro prerogativa, è anche vero che i tempi, per fortuna, stanno cambiando e che certi comportamenti di palese arroganza e maleducazione sono ormai mal tollerati a prescindere dal sesso della persona che li perpetra. Creare una sorta di eroina femminista che fa della propria stronzaggine un vanto non mi pare poi proprio questa grande conquista. D’altronde il femminismo non dovrebbe, secondo me, essere l’aspirazione ad incarnare il peggio dei comportamenti maschili, semmai dovrebbe essere l’aspirazione a creare un nuovo sistema di rapporti. Se il patriarcato ha un’accezione negativa, non vedo perché mai il matriarcato dovrebbe averne una positiva. Infine, come spesso succede coi personaggi tossici ma idealizzati grazie alle loro doti fisiche (vedi ad es. Christian Gray delle cinquanta sfumature), cosa succederebbe se la protagonista fosse un terribile cesso a pedali, anzichè la strafiga che l'autrice descrive? Anche qui, cosa vuole dirci Casasole, che la misantropia è sexy se a provarla è una figa imperiale? Credo che questo libro sia solo una riuscitissima operazione commerciale realizzata da Feltrinelli, ma dal punto di vista letterario e contenutistico per me il valore di questo libro è un po' meno di zero.
Profile Image for LaMarquise.
12 reviews9 followers
November 4, 2024
Giovanna J. Gió è un essere spregevole che si crede sto grandissimo cazzo perché nella sua patetica vita ha letto un paio di libri.
Giovanna J. Gió è un’ipocrita che disprezza il suo superiore universitario per essere un parassita mangia stipendio, pur aspirando nella sua vita ad essere lo stesso tipo di parassita, pretendendo di essere mantenuta dai genitori, dallo stato, dall’università o dalla proprietaria di casa a cui lei si rifiuta di pagare l’affitto da mesi perché crede che le sia dovuto. È così ipocrita da non vedere, alla fine, che persino Walter è meglio di lei, considerato che l’idea di business alla fine è sua.
Giovanna J. Gió si crede superiore ai suoi colleghi, pur essendo molto meno qualificata di loro anche secondo i suoi personalissimi e francamente ridicoli standard.
Giovanna J. Gió è razzista e abilista.
Ma a Giovanna J. Gió tutto questo viene perdonato, continuamente e non finisce né in un istituto di igiene mentale nè in galera perché, come Roberta Casasole ci tiene a ricordarci ad ogni pagina, Giovanna J. Gió è ✨gnocca✨ e ogni essere dotato di genitali maschili pende dalla sua fogna di bocca. E la domanda che nasce spontanea è, visto che secondo lei l’approvazione passa per l’apprezzamento fisico, quanto è gnocca la Casasole per aver convinto tutta la Feltrinelli a pubblicizzare questo libro ridicolo?

Ah, se trovate questa recensione cattiva, non è colpa mia, è la sindrome premestruale.
This entire review has been hidden because of spoilers.
Profile Image for Come Musica.
2,068 reviews630 followers
July 31, 2024
Roberta Casasole esordisce con questo romanzo ironico, incentrato sulla fatica delle donne a vivere in un mondo da millenni così tanto al maschile.

Giovanna J. Giò è una giovane donna affetta da “Sindrome Premestruale Perenne di Tipo 1 (di seguito denominata: spp-t1)”, che cerca invano di farsi riconoscere dall'INPS, senza alcun successo, questa sindrome periodicamente invalidante.
Mentre sul fronte sociale, Giovanna cerca di far comprendere ai funzionari dell'INPS come i suoi diritti siano continuamente negati, sul fronte accademico, Giovanna cerca di farsi valere come ricercatrice: anche quest'ultima impresa sembra ardua, perché il professore ordinario Enrico Mazzetti, pur avendo settantaquattro anni, non sembra proprio interessato a lasciare il trono.

“Passo gran parte della giornata seduta sul trono che ho sistemato in balcone. Leggo i miei libri, pronuncio deliziosi sberleffi rivolti alla pletora di grotteschi contadini paganti che affollano le mie terre. Sono lontana da tutto e da tutti. Parlo con la mia malattia e le dico: Eccoci qui, vecchia mia, ce l’abbiamo fatta, abbiamo prenotazioni fino a ottobre prossimo.
Perciò ecco cosa rispondo all’accoglimento della mia istanza: tenetevi la vostra miserrima prebenda, razza di stolti!
Le donne di Tipo 1 hanno posto, attraverso di me, la prima pietra del loro impero.

Con formidabile energia,
Giovanna J. Giò”

L'intento della scrittrice è pregevole: affrontare in chiave ironica i temi del precariato femminile, della difficoltà femminile a fare carriera in ambito universitario, della SPP-T1, delle relazioni sentimentali.

Cosa non ha funzionato secondo me?
Il romanzo è spesso inverosibile e l'ironia è così spinta che a volte è stucchevole.

La scrittura è buona.
Potrà migliorare secondo me.
Profile Image for roberta.
91 reviews
July 15, 2024
“Costringere le donne a essere gentili sempre - mentre gli uomini potevano sparare, picchiare, dare ordini, urlare, insultare, ridurre in schiavitù, essere prepotenti, fare sesso violento, segregare, uccidere anche, e si erano inventati un milione di ruoli e di modi legittimi e socialmente accettati in cui esercitare questa rabbia, sfogare questa brutalità, risultando peraltro virili, affascinanti, coraggiosi fino all'eroismo - non era forse il più grave torto che l'umanità avesse fatto loro?”

Libro geniale.
Profile Image for Ilaria Quercia.
410 reviews113 followers
July 21, 2024
Era da tempo che non leggevo un libro così brutto e pretenzioso e il bello è che lo avevo intuito dalla sinossi che non lo avrei trovato nemmeno un po' ironico e divertente, ma l'autorità dell' eterno ieri è stata più forte e vedere intere vetrine della Feltrinelli completamente piene zeppe mi ha convinta che dovevo dargli una chance.
Invece sempre di più sono convinta che non bastano citazioni di altri autori più o meno sarcastici a renderci tali, l'ironia è una dote innata e non forzata. Oltre alla storia improbabile per cui una pazza totalmente squilibrata ha un dottorato di ricerca universitaria, mi è mancato soprattutto un filo logico specie nella terza e nella quarta parte che ho trovato del tutto illeggibili e molto caotiche. Che dire? Forse avrò anche la SPP di tipo uno per giudicare con tanta crudeltà il lavoro di un altro, o forse banalmente ho scelto la lettura sbagliata.
Profile Image for Valentina.
73 reviews23 followers
January 24, 2025
Netflix potrebbe farci una serie, una di quelle cringiate che vanno ora. Ne parlerebbero tutti per una settimana causa presentazioni e marketing, poi finirebbe nel dimenticatoio com’è giusto che sia.
Mi irrita il nome del personaggio figuriamoci il resto. A qualche 40enne romana potrebbe piacere però.
Profile Image for hikarikae.
5 reviews
July 10, 2024
"It is so bad, I wanna give it a zero, but that's not possib-" sì insomma avete capito
Profile Image for Vicky Sp.
1,824 reviews130 followers
July 16, 2024
Impegnata a fare da assistente ad un professore universitario per niente preparato del quale spera un giorno di prendere il posto perché parliamoci chiaro, se lo merita ed è competente, Giò si batte ogni giorno affinché venga riconosciuta la malattia che l’ha colpita fin dall’adolescenza, la Sindrome premestruale perenne di Tipo1 che la porta a disprezzare chiunque

Per questa lotta invia ciclicamente e senza sosta lettere all’INPS, nella speranza che l’istituto riconosca la patologia  come invalidante.
E a tal proposito i siparietti che illustra in caso questo non avvenga, mi hanno fatto troppo divertire. Ma concordo siano incisivi e d’effetto.

Un libro irriverente e dai toni piccanti oltre ogni tabù che diverte, e al contempo sensibilizza l’opinione pubblica su temi importanti e sociali come il precariato e la SPP-T1.
E assicura divertimento e svago dalla prima all’ultima pagina.
E io non posso che confermare
Profile Image for Sara Avanzi.
43 reviews3 followers
September 12, 2024
L’ho abbandonato dopo pochi capitoli e non penso riprenderò. La copertina e l’introduzione promettevano benissimo, poco dopo purtroppo diventa grassofobico e offensivo in generale. :(
Profile Image for ambritah.
20 reviews
October 27, 2024
È originale e fa ridere però non scorre. Ho fatto fatica a finirlo
Profile Image for Ivonne.
78 reviews
July 17, 2024
“Costringere le donne a essere gentili sempre - mentre gli uomini potevano sparare, picchiare, dare ordini, urlare, insultare, ridurre in schiavitù, essere prepotenti, fare sesso violento, segregare, uccidere anche, e si erano inventati un milione di ruoli e di modi legittimi e socialmente accettati in cui esercitare questa rabbia, sfogare questa brutalità, risultando peraltro virili, attascinanti, coraggiosi fino all'eroismo - non era forse il più grave torto che l'umanità avesse fatto loro?”

Libro per me un po’ troppo sopra le righe…. simpatico, spiritoso, divertente, nervoso, noioso, maleducato, inutile a tratti… esattamente come Giovanna J. Gió.
Profile Image for Fabrizio.
37 reviews
August 1, 2024
Uno dei libri migliori che abbia letto negli ultimi anni. La scrittura rasenta la perfezione. I dialoghi sono straordinari. Attraverso un'ironia sferzante ed estremamente personale, l'autrice Roberta Casasole denuncia le ingiustizie, le storture e le ipocrisie che affossano la società italica odierna: una realtà spesso dominata da baroni tragicomici senza arte né parte.
3 reviews
August 8, 2024
L’autrice ha dato vita a un personaggio fuori da ogni etichetta pronta ad asfaltare qualunque critica professionale o sociale in nome di una patologia non riconosciuta (chissà perché?).
Il finale è tutto da scoprire
79 reviews1 follower
September 10, 2024
Mi é piaciuto molto il modo in cui si é messo prepotentemente alla luce il disagio che noi donne viviamo per metà mese (tra ovulazione e mestruazioni) tutti i mesi. Estremizzato in Giovanna ma va bene, per estremi é sempre meglio.
Sto ancora razionalizzando il finale.
This entire review has been hidden because of spoilers.
Profile Image for Francesca.
156 reviews
December 30, 2025
Due stelle solo perché tecnicamente non è scritto male.
Questo libro è riuscito a urtarmi in modo indicibile e per tantissime ragioni diverse. In effetti, è stata la prima volta in vita mia che ho letto volutamente un libro che odiavo dall'inizio alla fine solo nella speranza che venisse un colpo alla protagonista.
Prima cosa: ci sono certe cose che proprio non sopporto nei libri, ed è quando le storie vengono ambientate in un mondo reale (ex. Italia, 2022) ma l'autore/autrice di turno aggiunge dettagli del tutto inverosimili solo perché gli servono per la storia. Per esempio, Giovanna la protagonista è poverissima, perfetto, elemento molto centrale nella narrazione (e infatti in fin dei conti lei insiste per avere questa pensione di invalidità solo ed esclusivamente perché vuole i soldi dallo Stato, niente di più niente di meno, tant'è che quando apre il B&B alla fine del libro dice "ok top non mi servono più") e cosa scopriamo? Che è povera perché prende 600€ al mese di borsa di dottorato? Ora, perché mettere un dettaglio del genere, quando sappiamo tutti che le borse di dottorato sono regolamentate a livello statale almeno a 1200€?
A parte questo dettaglio, la cosa che più mi ha fatto arrabbiare è che questo libro non solo non rompe i tabù, anzi li rafforza, ma non fa neanche ridere (entrambe cose promesse dalla bandella). Anzi, mi stupisce che a scriverlo sia stata proprio una donna, perché è così stereotipato nel proporre certi personaggi e stili di vita che non riesco a raccapezzarmi del fatto che non sia stato scritto da un maschio alpha qualunque.
In sostanza, ecco cosa ci insegna questo libro:
- se sei bella, puoi tutto, anche essere maleducata. E no, non è una questione di "non sono stronza, sono solo sincera". È questione che se Walter ti invita a un appuntamento, tu accetti solo perché non hai i soldi per fare la spesa, ordini tutto il menù mentre non parli o rispondi male tutto il tempo e poi te ne vai senza neanche ringraziare, non fai ridere nessuno Giovanna. Sei solo una persona estremamente maleducata. Tralasciando che a lei ovviamente è tutto perdonato perché è una bellissima amazzone dagli occhi selvaggi, mentre le altre sono tutte delle vecchie bacucche dal culo appeso, solo perché hanno qualche chilo più di lei. E che, ovviamente, sotto sotto sono tutte gelose di lei, tutte vorrebbero essere la bellissima Giovanna;
- quanto sono crazy le donne, che abbiano il ciclo o meno. Mamma mia che effetto fanno gli ormoni a queste donne. Non è che il responsabile dell'INPS ha questa epifania e si rende conto che non ha mai capito lui le donne, e che magari non viene data loro la giusta attenzione. Scende semplicemente a patti con il fatto che le donne in quanto tali sono questa razza mistica e incomprensibile a cui è meglio non dar fastidio, e che "chi le capisce è bravo". Questo stereotipo del ciclo che ti rende pazza mi ha fatto veramente andare in bestia, unito al fatto che la suddetta Giovanna lo usa come scusa per comportarsi da squilibrata. Giovanna, se lanci un ragazzino fuori dalle porte della metro solo perché sta dando fastidio e gli lussi una spalla, non fai ridere e non sono gli ormoni i responsabili. Sei tu e basta, perché sei una maledetta squilibrata. Gli ormoni non c'entrano un bel niente;
- i dottorandi non sono veri lavoratori, ma gente che "vuole passare il tempo a leggere dalla mattina alla sera". Grazie Giovanna, quella che poteva essere una critica al sistema universitario italiano è diventata solo una conferma degli stereotipi di chi lavora nell'ambito della ricerca umanistica.

Io sono rimasta sinceramente basita da questa lettura, e si vede.
Ci sarebbero tante altre cose di cui parlare, per esempio del fatto che lei passa tutto il libro a lamentarsi del suo professore, ma il suo obiettivo è essere tale e quale a lui: passare le giornate a non fare niente e a leggere. Però attenzione, Enrico Mazzetti è brutto e vecchio, mentre Giovanna Giò è una figa atomica, quindi ovviamente lei merita di stare lì e lui no.

Probabilmente, due schiaffi in più da piccola a Giovanna le sarebbero serviti.
Ufficialmente la lettura più brutta del 2025.
This entire review has been hidden because of spoilers.
Profile Image for Ale.
305 reviews3 followers
August 21, 2024
Giovanna J. Giò fa parte di un gruppo di dottorandi assistenti del professor Enrico Mazzetti. Da una parte Giovanna, con tenacia, continua a scrivere all'INPS perché sostiene le sia dovuto un sussidio in quanto soffre di “Sindrome Premestruale Perenne” (le donne di tipo 1) ossia “L’amore ci sussurra all’orecchio dolci parole e noi gli gridiamo che non c’è campo. Donne che non hanno sbalzi di umore, perché sono sempre di pessimo umore”. Il suo scopo è quello sia di fare inserire tale sindrome in una tabella per la quale si ha diritto al sussidio, sia di ottenerlo.
Dall’altra parte c’è Enrico Mazzetti: docente titolare della cattedra di letteratura americana (senza saperne nulla) ormai anziano, prossimo alla pensione. Forse.
Per agevolare l’uscita di Mazzetti, Giovanna, insieme a una zingara che incontra in metropolitana, Jamina Kalderasa del Mandrione, e al figlio di Jamina, Ian, mettono insieme un piano per fare in modo, con un piccolo aiutino suggestivo, di convincere Enrico Mazzetti a lasciare la cattedra.
Nella copertina del libro c’è scritto che si ride da pagina 1 pagina alla fine, beh.
Sicuramente è una lettura abbastanza divertente. Ci sono parecchie situazioni assurde: il piano tra Giovanna e Jamina per far andare in pensione Mazzetti, come Giovanna e (la mitica!!!) Corrado gestiscono la casa dei genitori di Giovanna quando lei torna a casa etc.
Giovanna è un personaggio assolutamente sopra le righe. Esteticamente è una donna molto bella, ma è fondamentalmente pazza (tutta colpa della SPP, ovviamente). Un po' con tutti gli altri personaggi ha delle interazioni bizzarre: con il suo dottorando (poveretto ♥), con la sua padrona di casa, la signora super ricca che piange miseria, bellissime le interazioni con Ian, Jamina e Corrado. Se Corrado esiste voglio che sia mia amica e che mi insegni la vita e qualche detto .Nomino anche la bibliotecaria che come animale domestico ha il topo ballerino.
Vengono citate parecchie opere di autori americani. Ad esempio il J. nel nome di Giovanna è un omaggio a John Fante.
Il libro contiene anche una bibliografia minima per “non essere considerati da Giovanna attivatori di SPP di livello 9 o alle dipendenze dell'INPS.” La cosa interessante è che c'è un libro di Paolo Villaggio “Fantozzi Totale”, invece mi aspettavo di trovare “La Bibbia al neon" di John K. Toole che invece manca.
Profile Image for Frenky Fra.
153 reviews3 followers
December 26, 2024
Il romanzo racconta la storia di Giovanna J. Giò, una donna tanto bella quanto ingestibile. Giovanna scrive al caro e amato istituto di previdenza sociale, meglio noto come INPS, in quanto desidera che le venga riconosciuta l'invalidità per la sua malattia: la sindrome premestruale perenne! Più precisamente di tipo 1, quindi la più terribile che possa esserci.
La sua pratica è conosciuta da tutti gli impiegati che temono le sue telefonate in merito alla questione. Su questo sfondo Giovanna incontra personaggi vari ed eventuali. C'è Enrico Mazzetti, il suo anziano professore, che è la spina nel fianco della ragazza, con le sue idee antiche e superate dovrebbe lasciar posto ai giovani e andarsene in pensione (divertenti gli stratagemmi per spingerlo in questa direzione). C'è Walter, figlio di Enrico, che si ritrova per caso a conoscere Giovanna e a perdere la testa, ci sono Jamina e Ian (unici esseri umani per cui Giovanna sembra nutrire una strana forma di affetto), e c'è Corrado, una donna al servizio della famiglia della ragazza, con un nome che nasconde una storia divertente e una personalità molto buffa. Dietro alla figura della protagonista si nasconde il messaggio seppur narrato in modo ironico di quanto possa essere debilitante la sindrome premestruale (io ne so qualcosa!) Credo che sia generalmente una critica alla società odierna, alla lunghezza snervante della burocrazia, alle aspettative sociali che si hanno verso le donne, alle difficoltà economiche che i giovani si trovano costretti ad affrontare e infine ma non con meno importanza si parla di salute mentale.
In linea di massima è stato carino e parecchio scorrevole, i dialoghi sono divertenti,è una storia simpatica che scatena riflessioni. Mi hanno un po' fregato le aspettative che ci ho costruito sopra, nel senso che sono stata immediatamente catturata dalla trama e dall'idea che qualcuno avesse avuto l'idea di scrivere sul tema, ma man mano che leggevo ho perso il "Wow" iniziale per quasi tutta la prima metà del libro se non per qualche momento spiritoso. Nella seconda parte si riprende un po' e intrattiene di più.
Forse idealmente mi sarebbe piaciuto approfondire il personaggio di Giovanna senza troppe divagazioni che coinvolgevano gli altri personaggi.
Profile Image for Alle Trotty.
77 reviews20 followers
October 1, 2024
Non sono riuscita ad andare oltre pagina 30.
Insopportabile.
Pensavo fosse una bella critica sociale, satirica e divertente, che andasse a toccare il tema della sindrome premestruale e, in generale, di tutte le problematiche legate al ciclo, alla dismenorrea e a quanto sia difficile anche solo farsi ascoltare...

Invece la protagonista sembra essersi inventata di sana pianta una malattia (la sindrome premestruale perenne di tipo 1) solo per giustificare quanto sia stronza, quanto detesti le persone che, a quanto pare, le causano i sintomi.

In un mondo in cui se una donna è arrabbiata per qualcosa le viene chiesto se ha il ciclo, in cui se ha delle mestruazioni talmente dolorose da essere costretta a letto rischia di essere licenziata, in cui ci viene ancora fatto intendere che siamo instabili per determinati lavori, l'autrice ha pensato bene di creare un personaggio del genere.
Complimenti.

Io penso che si possa scherzare su qualsiasi cosa, ma bisogna saperlo fare, a me questo libro sembra solo irrispettoso e irritante.

Vi racconto solo una scena, ma a malapena a pagina trenta ne ho già beccate diverse di questo tipo: la protagonista, Giovanna, entra in una libreria, con supponenza chiede al commesso come si chiami (nome scritto sul cartellino) e dopo continua a chiamarlo col nome sbagliato perché tanto per fargli cercare il libro che vuole comprare il nome è irrilevante. Commesso sempre trattato con supponenza perché? Le faceva aggravare i sintomi.
Ma ya per piacere.
Qualsiasi malattia tu abbia, non ti dà nessun diritto di trattare male tutti quelli che ti circondano o di crederti la Madonna.

Quale messaggio vorresti mandare?
In che modo è utile questo testo a parlare di una tematica così complessa e importante?

Migliorerà?
Chi lo sa, io non ho intenzione di sprecare il mio tempo.
86 reviews
April 26, 2025
7/10

Giovanna J. Giò è una donna affetta da una malattia poco conosciuta: la Sindrome Premestruale Perenne di tipo 1.
Questa malattia provoca in lei gravi alterazioni ormonali e dolori così lancinanti durante il ciclo da dover rimanere bloccata a letto e ingerire grandi quantità di antidolorifici.

La vita di questa ragazza non la aiuta a gestire questo problema: vive in una casa affittata assieme a una signora con un figlio parassita e lavora come dottoranda di "Lettere americane" per il professor Enrico Mazzetti (un uomo incompetente che non vuole andare in pensione a 74 anni).

Giovanna ha una sua missione personale: manda costanti reclami all'INPS per definire la SPP come malattia invalidante e ricevere un assegno mensile per questa sua grave invalidità (così finalmente scapperà via dal suo ruolo mal pagato di dottoranda e andrà a vivere da sola assieme ai suoi libri di autori americani).
Ci riuscirà?

Questa storia è molto divertente e ricca di personaggi ben caratterizzati. La protagonista, Giovanna J. Giò, è sempre sarcastica, acida e piena di rancore verso qualsiasi situazione o persona, ma sa far riflettere il lettore su questioni serie come le raccomandazioni, le diversità fra uomo e donna nel mondo del lavoro e le ingiustizie burocratiche di un'istituzione come l'INPS.
Ho trovato interessante la prima parte sull'acquisizione a tutti i costi della cattedra universitaria a discapito di una cariatide come Enrico Mazzetti; invece la seconda parte del libro mette da parte quell'obiettivo per focalizzarsi sulla stupidità della gente ricca e per questo motivo non mi ha preso moltissimo.
Nel finale l'autrice si allontana completamente dalla diatriba fra Giovanna e l'INPS per chiudere in modo ironico e surreale tutta l'intera storia.
Nel complesso una storia a tratti davvero divertente, ma che poteva dare di più.
Profile Image for Marta Giordano.
14 reviews
November 23, 2024
Libro scritto divinamente con un lessico così ricco e così variegato. Ogni parola aveva il suo fine per evocare una sensazione ben precisa, inserita nella frase come il pezzo del puzzle perfetto che completa un’immagine.
Il problema sta nell’immagine finale.
Forse si è voluto mettere un po’ troppa carne al fuoco senza risolvere veramente nessun punto toccato. Sembra tutto un po’ aperto, un po’ vago, volto a raggiungere un finale (personalmente inaspettato) che non rende giustizia al personaggio strambo e sopra le righe creato dall’autrice.

Ho amato l’ironia, il sarcasmo, la misantropia esasperata di Giovanna J. Gió, ho amato anche il senso di inadeguatezza sociale della protagonista, il voler recriminare un disagio comune e ancora nascosto che è esclusività del mondo femminile, ancora incompreso, ridicolizzato, disagio che, però, esula dall’inconcludenza e della saccenza e arroganza del personaggio. Il “tutto dovuto” non è segno di intelligenza né di emancipazione femminile, nè deve essere usato come scusa per una patologia (che sia essa riconosciuta oppure no), l’essere misantropi non ti da il diritto di criticare chiunque soprattutto se, a conti fatti, risulta più qualificato e socialmente più adeguato di te.

È giusto scardinare i taboo con la letteratura e ho amato la SPP-T1 estremizzata fino a diventare comica, ma un libro che vuole essere una critica sociale deve anche fornire una chiave di lettura per trovare una soluzione e migliorare lo status quo, non può limitarsi solamente a raccontare una storia, perde d’impatto e sfocia nella commedia rischiando di fare una carnevalata di un tema importante e delicato.

Ma è solo un mio parere da donna affetta da SPP-T2 ☺️
Profile Image for Antonella ;Racconti d'Alabastro; .
67 reviews10 followers
August 2, 2024
Giovanna J Gio avanza come una catastrofe nella vita di chiunque la circondi: la sua coinquilina, i suoi colleghi, i suoi genitori, il ragazzino al quale decide di fare da istitutrice, gli impiegati dell'INPS ai quali ha dichiarato una guerra decennale.
Giovanna infatti è affetta da sindrome premestruale perenne, e da almeno un decennio si batte affinché questa malattia venga riconosciuta come invalidante.

Con ironia e sarcasmo, Casasole ci racconta la quotidianità di Giovanna e di tantissime donne come lei; si stima infatti che l'80% delle donne in età fertile abbia avuto a che fare con problematiche "femminili": endometriosi, vulvodinia, cistite recidivante, sindrome premestruale (perenne o meno); problematiche che ancora oggi restano ignorate, silenziose, qualcosa di cui non si può e non si deve parlare. Viviamo con lei il suo rifiuto per la tecnologia e la società, la accompagniamo al lavoro in un ateneo universitario in cui la fanno da padrone nepotismo, incapacità e servilismo; facciamo conoscenza con gli alquanto improbabili personaggi che si intefacciano con Giovanna, siamo testimoni di quanto possa essere difficile vivere con una malattia che ti cambia la vita ma che tutti, sanità compresa si rifiutano di riconoscere come tale.

L'intento di Casasole è cristallino: rompere il silenzio. Ma anche raccontare il suo palese amore per John Fante 😉
Profile Image for Valerio Pastore.
415 reviews1 follower
July 31, 2024
Se da una parte, dopo tanto peregrinar tra i libri, finalmente ne trovo uno genuinamente divertente, è anche vero che ad un certo punto l'esordiente autrice si fà prendere la mano e si diluuuuunga. Sul serio: quello che era iniziato come un libro frizzante con una precisa tematica è poi diventato un guazzabuglio di personaggi che, se da una parte sembravano pronti a diventare elementi risolutori della storia, quando quella storia ha di colpo preso ben altra direzione, quei personaggi sono diventati orpelli noiosi.
Era un libro che si poteva comodamente chiudere con un finale aperto ed amaro, grazie alla potente personalità della protagonista che avrebbe fatto venire voglia di un nuovo capitolo...invece, si va avanti ad oltranza fino ad un finale sciapo e forzato che si potrebbe comodamente saltare.
Quanto alla protagonista: una perla di virago, un'entità odiosa senza speranza di redenzione, una misantropa talmente estrema da causare ilarità, ma che nella vita reale prenderemmo volentieri a spingardate. Una donna che per arrivare al suo obiettivo nessuna bassezza si sarebbe riservata, e il lettore non potrà fare a meno di tifare per lei.
Profile Image for Carmen Marciante .
253 reviews6 followers
October 17, 2025
Libro molto divertente, devo ammettere che mi ha fatta ridere in più occasioni.
Non assegno più di 3 stelline perché comunque rimane un libro carino, ironico ma senz'altro non un capolavoro, anche se penso che la Casasole non volesse che lo diventasse. Credo che lo scopo di questo libro sia stato ironizzare alcuni aspetti della modernità: La precarietà del lavoro, la difficoltà di affermarsi e soprattutto essere valutati per merito. Si parla della stupidità di alcune persone che non hanno problemi finanziari, dei social, e soprattutto (qui in modo esasperato) della crudeltà a cui porta la patologia della crisi pre-mestruale perenne che spinge Giovanna ad odiare tutto e tutti. Un romanzo irriverente e basato sull 'ironia dei tempi moderni, io ho riso da pag 1 a pag 293 come promesso, però è soggettivo.
Non leggetelo se non siete pronti anche ad affrontare situazioni inverosimili o a capire profondamente lo scopo di questo libro 😀
Profile Image for Amelia Borgia.
59 reviews1 follower
August 3, 2024
«Costringere le donne a essere gentili sempre - mentre gli uomini potevano sparare, picchiare, dare ordini, urlare, insultare, ridurre in schiavitù, essere prepotenti, fare sesso violento, segregare, uccidere anche, e si erano inventati un milione di ruoli e di modi legittimi e socialmente accettati in cui esercitare questa rabbia, sfogare questa brutalità, risultando peraltro virili, affascinanti, coraggiosi fino all’eroismo - non era forse il più grave torto che l’umanità avesse fatto loro?»


👯‍♂️ Va bene il femminismo.
Va bene lo stile.
Va bene il sarcasmo.
Vanno benissimo le riflessioni, puntuali e precise…
Però boh 🏳️

#robertacasasole #mustread #recensionelibro #lettureestive #libriestate


Profile Image for Il_mondo_di_nanna.
296 reviews3 followers
October 30, 2024
Le Donne di tipo 1, secondo Giovanna J. Giò, sono quelle donne affette dalla Sindrome Premestuale Perenne e che sono arrabbiate con il mondo e l'intera umanità 365 giorni l'anno. Lei, facendo parte di questa categoria, vorrebbe che questo 'disturbo' venisse riconosciuto come invalidità e quindi fa continue richieste all'Inps. Con questa trama credevo che questo libro sarebbe stato ironico e divertente, ma non ha soddisfatto le mie aspettative. È la prima volta che trovo una protagonista omonima, ma oltre al nome non abbiamo nulla in comune😂 forse sarà questo che non me l'ha fatto apprezzare più di tanto. La scrittura in terza persona ha rallentato la mia lettura e ho fatto davvero difficiltà a finirlo.
3 reviews
October 11, 2024
Sono rimasta particolarmente delusa. Mi aspettavo un racconto decisamente più ironico, una descrizione di un personaggio principale che si divide tra le sensazioni ormonali che vive ogni donna, per sentirmi rappresentata. E invece ho ringraziato di non essere una donna così, maleducata, violenta, vittima delle sue ire. Circondata da un insieme di soggetti che non si arrabbiano mai realmente per le sue mancanze di rispetto.
Ed è un peccato, perché la scrittura è gradevole, leggera al punto giusto.
Forse mi aspettavo un cambiamento finale, l'amore che sistema tutto, e invece è rimasta molto coerente, venale e aggressiva, senza reali motivazioni.
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Profile Image for Giannina Alchemilla.
52 reviews3 followers
July 22, 2024
Un libro bellissimo che non volevo finire così in fretta ma che non riuscivo a smettere di leggere.
Un personaggio sarcastico e irriverente con cui a volte mi sembrava di avere qualcosa in comune, solo che io mi trattengo.
Una critica geniale alla nostra società ma fatta in maniera così ironica che quasi ne ridi, mentre dovresti piangerne.
Giovanna è indimenticabile.
La sindrome premestruale perenne di tipo 1 secondo me esiste davvero.
Potrei portate degli esempi, tra cui me stessa, soprattutto d’estate.

Vorrei che in tantissimi lo leggessero.
Displaying 1 - 30 of 53 reviews

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