VOTO PERSONALE: 2,6
Avendo letto già diverse opere di Mike Resnick, e dunque sapendo grosso modo a cosa sarei andato incontro, fingere d'aver riposto chissà quale aspettativa per poi rimanere "indignato" al termine della lettura stessa, rappresenta una grossa ipocrisia, e di conseguenza esprimere ferocemente qualsiasi parere negativo (si tratta sempre di opinioni personali, mai dimenticarlo!) è un po' come sparare sulla Croce Rossa.
Ma il grado di approssimazione, il livello qualitativo generale (in verità già piuttosto mediocre in altre opere che comunque mi erano piaciucchiate, come la saga Starship e la trilogia Galactic Comedy, che al momento ritengo ancora l'opera migliore dell'autore tra quelle che ho avuto modo di leggere), la totale mancanza di coerenza in alcuni passaggi e i piccoli ma numerosi buchi narrativi che permeano costantemente questo romanzo, lo rendono ad oggi, per me, il peggior titolo di Resnick finora letto.
Mi ritengo tutt'altro che un lettore con la classica "puzza sotto il naso" (in senso figurato, per carità), alla costante ricerca di letture impegnate e intellettualmente elevate (anzi!):credo che anche la lettura di totale evasione ha una sua dignità, quando però essa è scritta decentemente, aggiungo! Storielle di space-opera come queste di Resnick (genere che apprezzo, tra l'altro) e che sono oggettivamente delle "cagate", sono l'ideale per trascorrere qualche ora in totale relax, nei periodi in cui si è quasi sempre occupati e di tempo e voglia per leggere ve n'è davvero poca.
Tuttavia, l'intera vicenda viene trascinata avanti con un grado di banalità e di approssimazione davvero disarmante. Sarebbe bastato davvero poco per introdurre soluzioni narrative accettabili, a maggior ragione in un universo totalmente fittizio: non poche volte ci si ritrova a leggere situazioni che i protagonisti fanno di tutto per portare a termine, ma che allo stesso tempo risulteranno poi totalmente inutili ai fini della narrazione e delle quali se ne scopre poi la totale vacuità nell'arco di poche pagine, perché tanto tutto va avanti in maniera random.
Un po' di cura in più non avrebbe certamente guastato, e sicuramente non avrebbe dato l'impressione al lettore di aver letto un mucchio di cose inutili, e talvolta anche abbastanza pallose, ai fini dello svolgimento della trama stessa.
Esilarante l'episodio nel quale i protagonisti progettano di procurarsi un' uniforme militare nemica e come ciò venga riproposto in tre modi differenti nell'arco di 2 o 3 pagine, per poi fare materialmente tutt'altro, senza che ciò danneggi minimamente la buona riuscita della missione!
Non so quanto questo possa essere anche il frutto di eventuali tagli effettuati sull'opera originale e dell'approssimazione in sede di traduzione, tuttavia è lampante come ciò non abbia contribuito affatto a rendere il tutto quantomeno più gradevole.
Della caratterizzazione dei personaggi e del loro sviluppo psicologico non ne parliamo nemmeno: di solito, dalla lettura di questi romanzi si ricercano altri elementi e non si hanno tanto pretese, quindi direi che è il caso di non infierire ulteriormente.
Purtroppo, Orion: La Fortezza rappresenta il primo capitolo di una trilogia che ho già acquistato, e che sarò "costretto" a leggere sia perché un minimo di fiducia vorrei ancora dargliela, dubito che si arrivi più in basso di così, sia perché, tutto sommato, una risata ci scappa sempre. Di scherno, di sconforto, ma pur sempre una risata.