Così andò la vita di Giovan Battista Caviciòli, marinaio spezzino che il destino trasformò in uno dei più temuti pirati del Tirreno. Comandante del veloce Lanpo, corsaro di Napoleone e infine pirata in proprio sulle coste dell'Alto Tirreno con il nome di Bacicio do Tin. Dalla Spezia a Trafalgar, dalle coste africane alla Palmaria, dall'Atlantico alla Costa Azzurra corre veloce la vita del Bacicio tra navi e guerre, furti e amori, ricchezze e miserie. E corre sulle sue tracce uno strampalato biografo dei nostri giorni che, con cocciuta determinazione, cerca di scoprire dove si nasconde il tesoro del Bacicio...
strana cosa, la storia. ti rende vite epiche di nullità umane, e ti nasconde piccole, sconosciute vite di persone enormi. la storia che fa differenza tra un corso e un corsaro, uno imperatore d'europa, uno conte dell'isola del tino, che chi l'ha vista almeno una volta sa che è poco più di uno scoglio. sono quelle vite che vanno avanti per ribellione, che sono rese inquiete dagli eventi e che non possono fare a meno di lottare per conquistare una serenità che non conoscono, che non sanno cogliere nemmeno quando è a portata di mano; e per questo si distruggono, portando a fondo con sé anche quella di chi li segue, fedelmente. tutto questo sul mare, con i termini marinari nemmeno spiegati e per questo più misteriosi e affascinanti. e alla fine ti chiedi se veramente è storia vera, perché nessuno me l'ha raccontata prima?
Ché sol marinaio voi ora sempre siete, non obliate.
se cacucci l'avesse saputo, gli avrebbe dato un posto d'onore tra i suoi ribelli.