La sua opera appare un campionario di cognizioni discordi, un viluppo di cicli di origine eterogènea, in cui la novità, come in ogni grande poesia, è citazione, riflesso dei riflessi di vetusti ritrovamenti. Antiveggenza ed oracolo del sospirato ritorno all'età dell'oro, il futurismo si rivela nelle sue carte antichissimo come la memoria umana. L'esperimento è in lui riscoperta di arcaici strati della cultura, di vecchie tappe del destino dell'uomo. Angelo Maria Ripellino
Piú il tempo passa, piú Poesie di Chlébnikov assomiglia a un libro di Ripellino fatto e finito. Ecco perché si decide di ristamparlo integralmente, lasciandone intatti gli apparati "d'autore", pur nella consapevolezza che, sul piano sia testologico, sia critico, la "chlebnikovologia" è andata, nel frattempo, parecchio oltre. La scelta, poi, di corredare le versioni italiane con il testo russo a fronte intende sia semplicemente offrire, a chi ne abbia voglia, la possibilità di saggiare con mano la perizia di Ripellino traduttore, sia rimettere a disposizione del pubblico una nutrita - ancorché personalissima - rappresentanza "italiana" dell'arte chlebnikoviana, senza privarla della sua controparte russa. Alessandro Niero
[Se il vento verrà a dare baci, racconterò che il sangue s’è aggrumato, che si incolla ai capelli canuti. E con un paio di plumbee perle d’occhi chiederò quale sia il vostro nome. E vi saran piú lacrime che giorni di quaresima in una settimana. Vi saran bei mantelli di cavalli, e il ciglio, ala di gracchio, farà sgorbi, curando con rabbia una costellazione.]
Velimir re di “devo riconnettermi con la natura”. Gli animali probabilmente lo percepivano come Biancaneve quando non era preso a fare cose tipo impazzire ogni 5 minuti, scrivere numeri e formule assolutamente prive di senso e boh autoproclamarsi “presidente del globo terrestre”. Grazie Velimir per il tuo servizio, ora non farlo mai più <3
Ja, det är inte denna jag läst. Däremot nr 71 i Lilla Serien som utges av det förnämliga förlaget ellerströms. Kommer som bihang till Lyrikvännen. Velimir Chlebnikov "Kriget i en musfälla" 1969-70 var jag speciellt intresserad av modern rysk litteratur och skolbibliotekarien på Katte (Ulla hette hon) tipsade om just Chlebnikov. Han var samtida med Majakovskij under den ryska futuristepoken som fick ett brått slut när Stalin kopplade sitt grepp. Det fick VC inte uppleva. Han dog tidigt av umbäranden under de tidigare striderna. Mikael Nydahl har gjort översättningen. All heder till honom.
Chlebnikov skriver som ingen annan. Man undrar lite; har han rökt på? Gränslös är väl ett ord som kan beteckna dessa fantastiska dikter. Rekommenas varmt!!