Tra collaborazionismo e resistenza, la storia poco conosciuta dei camici bianchi nel lager più terribile del Terzo Reich. L'inferno in terra che è stato Auschwitz-Birkenau, il più famigerato dei lager nazisti, continua a porre domande alle quali è ancora necessario trovare una risposta. Sembra incomprensibile che dei medici abbiano potuto prendere attivamente parte allo sterminio o realizzare sadiche sperimentazioni sui prigionieri. Ed è incredibile che i medici deportati siano riusciti a curare i malati in quella situazione di continui compromessi con i comandanti. Bruno Halioua, medico e nipote di un ebreo polacco deportato ad Auschwitz, ha raccolto una rassegna di testimonianze che delineano i protagonisti di questa immane tragedia. Da una parte troviamo i medici delle SS, direttamente coinvolti nel processo di selezione e nel massacro di più di un milione di persone; dall'altra, i medici deportati, costretti a collaborare eppure determinati a curare i pazienti, a costo di mentire o di falsificare, nascondere la verità; prima ancora, le vittime, con le loro storie e il loro doloroso vissuto. Un affresco tanto minuzioso quanto inquietante della psicologia umana, tra follia omicida e dilemmi angosciosi, affrontati nella speranza di sopravvivere senza perdere la dignità.
Certaines anecdotes ne sont pas nécessairement utiles, et le style n'est pas très homogène, mais on sent l'investissement et les travaux de recherche de l'auteur.
C'est très intéressant de découvrir l'envers du décor, notamment toute la partie sur les médecins déportés (puisqu'il n'y avait généralement que 7 à 8 médecins SS sur tout le camp), et j'ai trouvé aussi émouvant qu'éprouvant la longue partie sur "qu'est-ce qu'ils sont devenus après", il y a une injustice profonde à tout ça qui marque d'autant plus qu'une partie n'a pas été entendue, et une autre n'a pas eu à justifier ses exactions.
J'ai trouvé d'ailleurs très intéressant l'ambivalence entre les médecins déportés, leur point de vue sur les choix éthiques, moraux et personnels à faire dans une atmosphère aussi difficile.