Fonterone: una pittoresca cittadina del Nord-Est, dove le colline ondulate e i vigneti rigogliosi celano segreti inaspettati. È qui che Agata Cornero, appassionata di libri gialli e di tè in foglia, torna dopo tanti anni passati a Londra, desiderosa di portare con sé un tocco di eleganza britannica. La sua nuova caffetteria, l’Agatha’s Corner, specializzata in tè e dolci inglesi, diventa rapidamente il ritrovo preferito dei residenti. Ma proprio quando tutto sembra perfetto, la serenità viene spezzata da un oscuro mistero.
Dopo poche settimane dall’inaugurazione, una cliente, che aveva ordinato una deliziosa cheesecake ai mirtilli, viene trovata morta nel vicolo accanto al locale. Ed è proprio Agata a ritrovarne il corpo, riverso a terra senza vita. Chi era davvero quella donna? E cosa ha portato alla sua tragica fine? Con la sua innata curiosità e un occhio attento ai dettagli, Agata si ritrova invischiata in un’indagine complessa e insolita, in cui indizi e segreti si alternano e si confondono.
Aiutata da una irresistibile combriccola di amici, pagina dopo pagina, Agata svela antichi rancori, scopre legami nascosti e cerca disperatamente l’anello mancante che collega ogni indizio. Tra la preparazione di un dolce goloso e le indagini di un caso intricato, Agata ti farà innamorare del suo mondo, dove nulla è come sembra e ogni dettaglio può essere cruciale.
L’anello mancante è il cozy mystery perfetto, che riunisce in sé il calore di una caffetteria accogliente, una narrazione dal ritmo incalzante, una schiera di personaggi spassosi e il mistero di un omicidio tutto da risolvere. Con la sua determinazione e il suo istinto da detective, Agata Cornero diventerà la tua nuova detective preferita, capace di tenerti con il fiato sospeso fino all’ultima pagina e di trascinarti in un’avventura ricca di suspense e dolcezza.
Riuscirà Agata a scoprire chi ha ucciso la sua cliente e a trovare l’anello mancante del mistero? E cosa si nasconde davvero dietro la facciata apparentemente perfetta di una cittadina di provincia come tante?
Scoprilo ora tra le pagine di questo giallo irresistibile!
CARMEN LATERZA è nata e cresciuta a Pordenone, dove vive tuttora.
Laureata in Lettere a indirizzo musicologico e diplomata in Pianoforte, per più di vent’anni ha scritto e corretto per gli altri testi di ogni tipo, lavorando come editor e ghostwriter.
Nota sui social con il nome di LIBROZA, a lungo ha fatto divulgazione sui temi della Scrittura Creativa e del Self Publishing.
CARMEN LATERZA è nata e cresciuta a Pordenone, dove vive tuttora.
Laureata in Lettere a indirizzo musicologico e diplomata in Pianoforte, per più di vent’anni ha scritto e corretto per gli altri testi di ogni tipo, lavorando come editor e ghostwriter.
Nota sui social con il nome di LIBROZA, a lungo ha fatto divulgazione sui temi della Scrittura Creativa e del Self Publishing.
Ora si dedica esclusivamente ai propri libri, che pubblica in modo indipendente con il marchio LIBROZA.
Nel 2021 ha dato avvio alla collana Donne Intrepide, dedicata alle biografie di donne famose.
Nel 2023 ha dato avvio alla collana L'amore è un dardo , con la quale ripropone sotto forma di romanzi brevi le storie d'amore più famose del repertorio operistico italiano.
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Libro trovato quasi per caso e che mi ha incuriosito per la trama. Mi piacciono questi romanzi gialli la cui ambientazione può ricordare a chiunque la cittadina o il paese in cui vive.
La protagonista è Agata Cornero, italiana emigrata in Inghilterra per seguire il marito e tornata in Italia per reinventarsi e aprire un locale tutto suo, una caffetteria che fonde stili e prelibatezze di entrambi i paesi.
Il mistero alla base della storia è l’omicidio di una cliente passata a ritirare una torta e trovata dalla stessa Agata nel vicolo dietro il locale. Da qui partiranno le indagini ufficiali della polizia e quelle meno ufficiali di Agata, aiutata da una banda di amici, volenterosi e un po’ sconsiderati, per la gioia del locale maresciallo dei carabinieri.
Il libro è molto divertente, come accennavo prima, soprattutto per i personaggi che circondano la protagonista, tra cui spicca il gruppo di inquilini del palazzo dove abita Franca, la madre di Agata, sempre pronti ad aiutarsi tra di loro. Sono curiosi, intraprendenti e si buttano a capofitto nelle ricerche, a volte anche con un pizzico di incoscienza, ma sempre con esiti esilaranti.
E' una lettura facile e scorrevole, anche se all’inizio è difficile farsi prendere dalla storia, perché il libro lascia un po’ indietro il mistero e si concentra soprattutto sulla figura di Agata come imprenditrice, sul suo lavoro e sull’impegno che ci mette per far decollare la sua caffetteria. La parte dell’investigatore, escludendo alcune sue iniziali indagini qua e là, è sostenuta soprattutto dai suoi amici, che danno vita spesso a siparietti molto piacevoli e divertenti.
Come primo romanzo nel complesso mi è piaciuto, proprio per la capacità dell’autrice di rappresentare questi personaggi, uniti dal buon vicinato ma anche, tra un battibecco e l’altro, da una grande amicizia.
Quando Agata Cornero torna nel paese della sua infanzia per aprire una pasticceria che offra prelibatezze inglesi, lo fa mossa dalla voglia di tranquillità che una cittadina come Fonterone può dare. È stanca di Londra e ha bisogno di ritrovare se stessa, nella City ha lasciato tanto e forse a “casa” può mettere nuove radici e rifiorire. Quello che non immagina è che, poco tempo dopo l’apertura dell’Agatha’s Corner, la tranquillità a cui anelava va in frantumi .o forse non c’è mai stata davvero ,dato che, come dirà a fine romanzo a Sartori : “Mi sembra che le invidie e le gelosie qui siano molto più diffuse e più forti che in una grande città. Forse perché lì l’anonimato ti isola, ma allo stesso tempo ti protegge da questo genere di sentimenti. Non vedi tutti i giorni il vicino che sta meglio di te, non incontri tutti i giorni il tuo ex compagno di scuola che si è arricchito, e non conosci personalmente il sindaco o il consigliere comunale che fanno i loro traffici politici alle tue spalle. Così, ti risparmi un po’ certi intrecci emotivi, che invece qui, nelle piccole cittadine come Fonterone, divampano in piena luce, con tutte le loro nefaste conseguenze.” . Infatti è in una di queste nefaste conseguenze che si imbatte: trova il corpo una donna nel vicolo dietro al suo negozio, una cliente che poco prima aveva acquistato una torta e che aveva un cappotto color lampone. Agata la trova riversa sull’asfalto e, dopo una veloce occhiata in giro e sul cadavere, chiama le forze dell’ordine che di fronte al suo zelo la rimettono al proprio posto: se c’è una cosa che il maresciallo non sopporta sono le Miss Marple o le detective per hobby, quelle che credono che le cose accadano come nei romanzi che tanto amano ( e Agata, a dire il vero, è una fan della sua omonima Christie) e lo mette subito in chiaro, con poco tatto. Agata sulle prime resta stupita, non si aspettava una reazione del genere, ma non si lascia intimidire e decide di proseguire le indagini, senza interferire con gli uomini in divisa, e avvalendosi della rete di informazioni e pettegolezzi portati lì dalla clientela del negozio. Ad aiutarla la madre Franca e Toni, Loretta, Paola e la giovane maga dell’informatica Irene. E anche il vecchio amico giornalista e la contessa Caterina che vuole giustizia per la donna uccisa nel vicolo. Chi arriverà alla soluzione del caso per primo? Lei o il maresciallo che la fa sempre sentire una sprovveduta? E, soprattutto, dopo mille baristi in prova uno peggiore dell’altro, Habib resterà a far sognare gli avventori con i suoi caffè? Scopritelo in questo giallo “cozy”. Ma anche così- così: avrei voluto un po’ più di suspence, di tensione, di brivido. Invece è tutto così tranquillo, posato e anche ironico e divertente che, alla fine, il libro si legge per il gusto di stare con i personaggi dell’Agatha’s Corner. Il movente è facilmente intuibile, l’assassino un po’ meno, ma ci si arriva in modo semplice unendo i puntino o le briciole degli shortbreads o dei macaron.
La scrittura è scorrevole, semplice e se volete un giallo poco impegnativo che getta le basi per un seguito ( succederà qualcosa tra lei e Sartori? Oppure con Rovelli? O anche con il bel giornalista – pe me è più lui che vorrebbe provarci), da leggere sotto l’ombrellone, questo potrebbe fare al caso vostro. 3 stelline il mio voto e un sorriso per il turpiloquio di Loretta e l’arguzia degli arzilli pensionati! Buone letture e alla prossima!
“L’anello mancante” di Carmen Laterza è una lettura che avevo già da diverso tempo nel mio Kindle, ma — si sa — chi ama leggere è spesso un accumulatore seriale di storie, e trova piacere nel vedere crescere la cosiddetta “pila della vergogna”. Finalmente, però, ho portato a termine anche questa nuova avventura. Ma veniamo al mio pensiero.
Agata Cornero, dopo un matrimonio finito male, torna nella tranquilla Fonterone per ricominciare da capo. Qui apre una caffetteria specializzata in tè e dolci inglesi, un piccolo rifugio fatto di profumi e chiacchiere leggere. Ma quando una cliente viene trovata morta in un vicolo vicino, la quiete si spezza. Appassionata di gialli, Agata non riesce a resistere: si mette a indagare, scavando nei segreti della comunità e affrontando pericoli con l’aiuto di amici fidati.
È stato il mio primo incontro con la scrittura di Carmen Laterza, e devo dire che mi ha sorpreso positivamente. Lo stile è scorrevole e coinvolgente, uno di quelli che ti catturano fin dalle prime righe. I personaggi secondari sono ben costruiti, credibili e funzionali alla storia: ognuno ha il proprio spazio e riesce a restare impresso, nonostante il numero elevato.
La componente investigativa è ben orchestrata, mai scontata. Forse un po’ lenta nella fase centrale e leggermente affrettata nel finale, ma comunque sempre interessante e coerente con il tono generale del romanzo. Ho apprezzato in particolare la struttura a capitoli brevi, perfetta per chi ama leggere anche a piccole dosi — anche se, in realtà, è difficile smettere.
Un cozy crime che consiglio senza esitazioni a chi ama i gialli soft, ambientati in piccoli paesi, con protagonisti empatici e un pizzico di ironia. Una lettura leggera ma non superficiale, ideale per staccare la spina senza rinunciare al piacere dell’intrigo.
Un piccolo delicato cozy mistery, tutto sommato molto carino. La protagonista Agata è tornata da Londra dopo il fallimento del proprio matrimonio e ha aperto, nel paese di cui è originaria nel nord Italia, una piccola pasticceria di specialità inglesi, in particolare te e pasticcini. E' un progetto ambizioso eppure sembra procedere abbastanza bene, finchè un giorno, fuori la pasticceria, non viene ritrovato il cadavere di una cliente, che aveva appena ritirato una torta. Essendo proprio Agata a ritrovare il corpo, rimane facilmente invischiata in un caso di omicidio, del quale la polizia sembra aver trovato subito e nella maniera più banale il colpevole, liquidandolo come femminicidio. Eppure tante cose non convincono, nè la stessa protagonista, nè i suoi amici, a partire dalla collaboratrice pasticcera, alla madre Franca con i suoi amici compaesani e coinquilini. Iniziano pertanto indagini parallele con un gruppo di improponibili personaggi, che però riescono, mischiando le carte a far emergere la verità. Un simpatico giallo estivo da leggere sotto l'ombrellone, non mi dispiacerebbe continuare con il successivo episodio della serie, trattandosi di una lettura fresca e vivace ideale per rilassarsi.
Simpatico e carino. Giudizio positivo ma non troppo. Ambientazione in un paese: ottimale. Tutti si conoscono più o meno e la macchina dei pettegolezzi fa miracoli nella strutturazione di un giallo. Divertente la combriccola della madre, Franca, che non solo fa da sfondo alla protagonista e da elemento comico, ma contribuisce attivamente alle indagini (in realtà hanno fatto tutto loro). La struttura dell'indagine, se così la vogliamo chiamare, è dettagliata e molto lenta, fino alle ultime 10 pagine, in cui Agata riceve una confessione e riesce a tirare i fili anche di tutto il resto. classica introduzione della giovane esperta hacker (immagine un po' errata, non è che se uno è giovane e bravo con la tecnologia è automaticamente il prossimo Anonymous, insomma). Il libro l'ho trovato in realtà molto concentrato sul bar che sul personaggio della protagonista, non ho ancora capito se la cosa mi dispiace o meno. Forse è un aspetto positivo. Più che per la risoluzione del giallo, alla fine sono stata maggiormente contenta per l'assunzione di un barista decente.
This entire review has been hidden because of spoilers.
È un giallo avvolgente e raffinato, che mescola mistero, atmosfera british e dolcezze da caffetteria in un’ambientazione tutta italiana. Ambientato nella pittoresca cittadina di Fonterone, tra colline sinuose e vigneti, il romanzo inaugura la serie Le indagini di Agata Cornero. Protagonista è Agata, una donna brillante e appassionata di libri gialli, che dopo anni a Londra torna nel suo paese natale per aprire una caffetteria dal gusto anglosassone: l’Agatha’s Corner, dove si servono tè pregiati e dolci inglesi. Ma la quiete del locale viene presto turbata da un evento tragico: una cliente viene trovata morta nel vicolo accanto, e Agata si ritrova coinvolta in un’indagine che metterà alla prova il suo intuito e la sua determinazione.
Un inizio fin troppo lento e una conclusione fin troppo affrettata. Fino agli ultimi capitoli la protagonista non sembra indagare veramente, più che altro sembra voler solo gestire il suo locale.
Agata non è una protagonista forte, anzi spesso sembra essere in secondo piano.
Nonostante questo il libro scorre bene, garanzie anche al narratore onnisciente che permette di seguire bene la vicenda (altrimenti secondo me sarebbe impossibile da comprendere)
Semplicemente STUPENDO!!!!!! ironico, divertente, ben tratteggiato nei personaggi e nella storia, carina e avvincente, sembra di stare in una serie tv.... Questa autrice mi sorprende sempre, è talmente poliedrica che è diventata una delle mie preferite in assoluto! E questo libro si è superata!!!!! Nn vedo l'ora di leggere gli altri!!!!
Molto banale. Non avessi il vizio di non riuscire a non finire un libro, lo avrei piantato lì. Non è scritto male, ma è proprio una storia trita, con personaggi costruiti tenendo d’occhio la Vani Sarca di Alice Basso e i vecchietti del Barlume. In entrambi i casi: copie scialbe
Ero abbastanza perplessa e non mi convinceva molto, invece mi sono dovuta ricredere. Trama carina, personaggi simpatici, si legge velocemente. Un cosy crime all'italiana del tutto accettabile.
Un minimo di mistero, una briciola di suspense, un soffio di “cattiveria”, posso chiederla ad un romanzo di “investigazione”? Il resto l’ho già scritto nel titolo della recensione.
Premetto che non mi piace il genere giallo ma, dopo aver letto “l’ultima spiaggia” e tutta la trilogia “I ricordi” ho voluto dare una possibilità ad Agata Cornero: Storia ben scritta (ma non avevo dubbi conoscendo alcuni lavori precedenti dell’autrice), carina, frizzante, che ti invoglia ad arrivare al finale per scoprire chi ha fatto cosa…
Storia caruccia, scrittura scorrevole, niente di memorabile. Però i personaggi sono simpatici, potrebbero essere persone del nostro quotidiano, divertono e strappano spesso qualche bel sorrisone. La trama e gli intrecci sono semplici, ricordano un po' un simpatico telefilm che ti intrattiene un'oretta nei momenti di svago leggero. Non so se mi capiterà di lettere eventuali seguiti ma comunque l'autrice mi piace e la continuerò a seguire nelle altre sue storie. Buon relax.
Un inizio fin troppo lento e una conclusione fin troppo affrettata. Fino agli ultimi capitoli la protagonista non sembra indagare veramente, più che altro sembra voler solo gestire il suo locale.
Agata non è una protagonista forte, anzi spesso sembra essere in secondo piano.
Nonostante questo il libro scorre bene, garanzie anche al narratore onnisciente che permette di seguire bene la vicenda (altrimenti secondo me sarebbe impossibile da comprendere)