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Volevamo prendere il cielo
Sullo sfondo di una Verona malinconica e severa, e di una Parigi inaspettata e ricca di possibilità, si snoda una storia dal sapore nostalgico e intenso. Una storia ricca di amore, amicizia, scelte, gioia, dolore e colpi di scena. Un caleidoscopio di emozioni che si fondono e si incontrano in questo nuovo romanzo di Federica Bosco, una delle poche autrici italiane che riesce a scandagliare a fondo l’animo umano. Un inno all’amore vero, puro, che fa bene al cuore.
272 pages, Hardcover
Published September 19, 2023
About the author
Federica Bosco
43 books248 followersFederica Bosco è scrittrice e sceneggiatrice. Appassionata di yoga e convinta sostenitrice dell’alimentazione vegan a cui sottopone parenti e amici, ultimamente sta anche imparando a fare il pane («Con i tempi che corrono è bene avere un mestiere in mano!»). Potete leggere di lei nel suo blog all’indirizzo www.federicabosco.com.
Con la Newton Compton ha pubblicato Mi piaci da morire, L’amore non fa per me e L’amore mi perseguita, tre romanzi con Monica come protagonista, e Cercasi amore disperatamente: tutti hanno avuto un grande successo di pubblico e di critica, in Italia e all’estero. È anche autrice di uno spassosissimo manuale di sopravvivenza per giovani donne: 101 modi per riconoscere il tuo principe azzurro (senza dover baciare tutti i rospi).
Con la Newton Compton ha pubblicato Mi piaci da morire, L’amore non fa per me e L’amore mi perseguita, tre romanzi con Monica come protagonista, e Cercasi amore disperatamente: tutti hanno avuto un grande successo di pubblico e di critica, in Italia e all’estero. È anche autrice di uno spassosissimo manuale di sopravvivenza per giovani donne: 101 modi per riconoscere il tuo principe azzurro (senza dover baciare tutti i rospi).
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Community Reviews
Displaying 1 - 30 of 94 reviews
November 4, 2023
Potrei scrivere tante cose a proposito di questo libro, che la storia è splendida e che ai personaggi ci si affeziona subito, che la scrittura di Federica Bosco è scorrevole e leggera ma che allo stesso tempo ti entra dentro con una forza straordinaria, potrei scrivere tante cose, ma quello che ho pensato davvero mentre leggevo questa storia è che imbattersi in libri come questo rende il mondo un posto più piacevole dove abitare. Grazie di cuore Fede!
September 25, 2023
Una storia delicata e di seconde possibilità che tocca le corde dell’anima per la profondità delle parole, delle frasi, e dei messaggi che trasmette, che sono di tipo motivazionale ma anche e soprattutto di esaltazione della famiglia, dell’amicizia vera e sincera, e dell’amore.
Tutti sentimenti puri sviscerati dall’autrice in maniera semplice e diretta, senza alcun filtro. Quindi anche pregni anche di sofferenza, di problematiche giovanili, perdite importanti e dolorose.
Una narrativa contemporanea che pone in evidenza il difficile passaggio all’età adulta, che si snoda tra Verona, la città di Romeo e Giulietta, e Parigi, la città dell’amore. Un romanzo nostalgico che però non lascia il lettore malinconico.
Anzi.
Il riferimento più rappresentativo è la famiglia, luogo d’incontro fra gli appartenenti, accogliente focolaio domestico, ma anche e spesso sinonimo di incomprensioni.
Nulla in questo libro è scritto a caso: tutto segue un filo logico, e ad un certo punto sarete convinti di aver compreso l’intento dell’autrice e di prevedere anche il finale. E invece non sarà così, perché la presenza di colpi di scena ben assestati vi lascerà sorpresi.
Un libro che ha saputo emozionarmi
*Ringrazio la CE per la copia cartacea in Anteprima e la collaborazione
Tutti sentimenti puri sviscerati dall’autrice in maniera semplice e diretta, senza alcun filtro. Quindi anche pregni anche di sofferenza, di problematiche giovanili, perdite importanti e dolorose.
Una narrativa contemporanea che pone in evidenza il difficile passaggio all’età adulta, che si snoda tra Verona, la città di Romeo e Giulietta, e Parigi, la città dell’amore. Un romanzo nostalgico che però non lascia il lettore malinconico.
Anzi.
Il riferimento più rappresentativo è la famiglia, luogo d’incontro fra gli appartenenti, accogliente focolaio domestico, ma anche e spesso sinonimo di incomprensioni.
Nulla in questo libro è scritto a caso: tutto segue un filo logico, e ad un certo punto sarete convinti di aver compreso l’intento dell’autrice e di prevedere anche il finale. E invece non sarà così, perché la presenza di colpi di scena ben assestati vi lascerà sorpresi.
Un libro che ha saputo emozionarmi
*Ringrazio la CE per la copia cartacea in Anteprima e la collaborazione
March 7, 2024
Cinque stelle tutte meritate per questo bellissimo libro della Bosco.
Continuo a dire che gli ultimi suoi libri sono senza altro i migliori che ha scritto in assoluto.
Ha la capacità di farti ridere, farti piangere, farti arrabbiare e farti tifare per qualcuno, tutto in una volta.
Riesce a farti provare tutte le emozioni possibili.
Le sue storie sono sempre molto terrene, sono dei romance ma alla fine evidenzia sempre personaggi con tutti i loro difetti,mai perfetti, che si barcamenano nella vita di ogni giorno.
Trama: la storia inizia con due adolescenti, Linda ultimo anno di liceo, ragazzina come tante, famiglia medio, per qualche strano motivo entra nelle grazie della nuova arrivata Corinna che ha studiato in America e proviene da una famiglia spudoratamente ricca con cose in ogni dove, vacanze ad Aspen e a cena con presidenti e divi del cinema come se fossero di famiglia.
Corinna ha due fratelli, uno un po' diciamo sopra le righe e il secondo è Lei di cui Linda si innamora perdutamente.
Stanno cominciando a fare progetti per l università quando qualcosa cambia i loro piani e con disperazione verranno separati per anni, dove ognuno seguirà strade diverse, ma la vita ha in serbo sempre delle sorprese.
Libro veramente carino, vi consiglio di ascoltarlo in audio perché è letto dalla stessa Bosco, veramente special.
Continuo a dire che gli ultimi suoi libri sono senza altro i migliori che ha scritto in assoluto.
Ha la capacità di farti ridere, farti piangere, farti arrabbiare e farti tifare per qualcuno, tutto in una volta.
Riesce a farti provare tutte le emozioni possibili.
Le sue storie sono sempre molto terrene, sono dei romance ma alla fine evidenzia sempre personaggi con tutti i loro difetti,mai perfetti, che si barcamenano nella vita di ogni giorno.
Trama: la storia inizia con due adolescenti, Linda ultimo anno di liceo, ragazzina come tante, famiglia medio, per qualche strano motivo entra nelle grazie della nuova arrivata Corinna che ha studiato in America e proviene da una famiglia spudoratamente ricca con cose in ogni dove, vacanze ad Aspen e a cena con presidenti e divi del cinema come se fossero di famiglia.
Corinna ha due fratelli, uno un po' diciamo sopra le righe e il secondo è Lei di cui Linda si innamora perdutamente.
Stanno cominciando a fare progetti per l università quando qualcosa cambia i loro piani e con disperazione verranno separati per anni, dove ognuno seguirà strade diverse, ma la vita ha in serbo sempre delle sorprese.
Libro veramente carino, vi consiglio di ascoltarlo in audio perché è letto dalla stessa Bosco, veramente special.
October 3, 2023
Vi devo confessare una cosa: io leggo pochissimi libri scritti da autori italiani; e non c’è un reale motivo per questo! Quindi oggi cercherò di rimediare un poco, ok? La mia ultima lettura è stata ‘Volevamo prendere il cielo’, il nuovo romanzo rosa di Federica Bosco. E se vi state chiedendo come mai io abbia letto un romance… Beh, lo sapete: non mi nego mai nulla; la mia comfort zone è sempre aperta alle sfide.
Linda conosce Corinna nel 1995, nel tanto temuto anno della maturità: lei è una ragazza come tante, con una famiglia di modeste possibilità; mentre l’altra è ricca in un modo spropositato, quasi imbarazzante. Ma, nonostante tutto questo, Corinna è una ragazza semplice e generosa e Linda entra a far parte di un mondo inaspettato: diventa sua amica e si innamora del suo dolcissimo fratello, Leonardo. I suoi sentimenti sono ricambiati e, nella loro ingenuità, i due ragazzi sognano un futuro insieme. Ma la dura e semplice realtà li separa: gli anni passano, entrambi vanno avanti con le loro vite, distanti; e, in questa storia che si snoda tra una rigida Verona e una colorata e allegra Parigi, il filo che li tiene legati l’uno all’altra non cesserà mai di esistere. Né di tirare.
Partiamo da una premessa: mi sono emozionata… Ci sono stati dei momenti nei quali sentivo dentro di me quella sensazione, quel senso di pienezza e di “troppo” che solo l’amore riesce a dare, quando arriva a riempirti totalmente il petto e a farti mancare il fiato. Sarà che sono felice, che il mio fidanzato mi ha messo l’anello al dito e che ultimante vedo tutto rosa, ma leggere questo libro mi ha scaldato il cuore.
‘Volevamo prendere il cielo’ è il classico romanzo rosa nel quale a una grande storia d’amore vengono messi i bastoni tra le ruote e i due protagonisti si vedono costretti a subire attacchi da ogni direzione e a superare un numero quasi ridicolo di ostacoli prima di raggiungere il tanto meritato lieto fine. Non credo di essere una grande sostenitrice del romance per il semplice fatto che non riuscirei a dedicarmi troppo spesso a contenuti di questo tipo: per quanto scritti bene o per quanto coinvolgenti, il discorso è sempre lo stesso; devo lasciar passare qualche tempo tra l’uno e l’altro, così da essere in grado di cogliere tutte le belle sfumature che l’amore ha da offrire.
E parlando proprio di cose belle… Quanto ho amato il rapporto tra Linda e Corinna e tra Linda ed Eric? In linea di massima ho apprezzato tutti i personaggi, perché è vero: Federica Bosco parla di persone reali, di come potrei essere stata io a diciotto anni se avessi avuto una migliore amica con le disponibilità economiche delle Kardashian; rappresenta i suoi “attori” nel modo più genuino possibile, senza mancare di portare alla luce anche tutti i loro difetti e i loro errori.
Alcune cose non mi hanno convinta moltissimo: tutto questo “zucchero” che si percepisce tra le righe appena le cose iniziano ad andare bene, un che di melenso che mi fa capire da dove nasce la mia ossessione per il dark fantasy; e le bugie, questa fitta rete di bugie e di omissioni che sono un “must have” dei romanzi rosa, perché capisco benissimo che in qualche modo la storia deve diventare più complicata. Ma ammetto che i “sì” e i “no” si bilanciano tra loro a meraviglia, tanto che il mio pensiero finale su ciò che ho letto non può che essere positivo e accompagnato da un sospiro sdolcinato. Sono stata incollata alle pagine fino alla fine, non sentendo mai la necessità di chiudere il libro per noia o per disinteresse, quindi devo proprio consigliarvi la storia di Linda, un amore che ha dovuto aspettare venticinque anni per risplendere e che penso vi saprà tenere una buona compagnia.
“[…] Le persone infelici non sopportano le persone felici e vogliono che siano infelici come loro.”
Linda conosce Corinna nel 1995, nel tanto temuto anno della maturità: lei è una ragazza come tante, con una famiglia di modeste possibilità; mentre l’altra è ricca in un modo spropositato, quasi imbarazzante. Ma, nonostante tutto questo, Corinna è una ragazza semplice e generosa e Linda entra a far parte di un mondo inaspettato: diventa sua amica e si innamora del suo dolcissimo fratello, Leonardo. I suoi sentimenti sono ricambiati e, nella loro ingenuità, i due ragazzi sognano un futuro insieme. Ma la dura e semplice realtà li separa: gli anni passano, entrambi vanno avanti con le loro vite, distanti; e, in questa storia che si snoda tra una rigida Verona e una colorata e allegra Parigi, il filo che li tiene legati l’uno all’altra non cesserà mai di esistere. Né di tirare.
Partiamo da una premessa: mi sono emozionata… Ci sono stati dei momenti nei quali sentivo dentro di me quella sensazione, quel senso di pienezza e di “troppo” che solo l’amore riesce a dare, quando arriva a riempirti totalmente il petto e a farti mancare il fiato. Sarà che sono felice, che il mio fidanzato mi ha messo l’anello al dito e che ultimante vedo tutto rosa, ma leggere questo libro mi ha scaldato il cuore.
‘Volevamo prendere il cielo’ è il classico romanzo rosa nel quale a una grande storia d’amore vengono messi i bastoni tra le ruote e i due protagonisti si vedono costretti a subire attacchi da ogni direzione e a superare un numero quasi ridicolo di ostacoli prima di raggiungere il tanto meritato lieto fine. Non credo di essere una grande sostenitrice del romance per il semplice fatto che non riuscirei a dedicarmi troppo spesso a contenuti di questo tipo: per quanto scritti bene o per quanto coinvolgenti, il discorso è sempre lo stesso; devo lasciar passare qualche tempo tra l’uno e l’altro, così da essere in grado di cogliere tutte le belle sfumature che l’amore ha da offrire.
E parlando proprio di cose belle… Quanto ho amato il rapporto tra Linda e Corinna e tra Linda ed Eric? In linea di massima ho apprezzato tutti i personaggi, perché è vero: Federica Bosco parla di persone reali, di come potrei essere stata io a diciotto anni se avessi avuto una migliore amica con le disponibilità economiche delle Kardashian; rappresenta i suoi “attori” nel modo più genuino possibile, senza mancare di portare alla luce anche tutti i loro difetti e i loro errori.
Alcune cose non mi hanno convinta moltissimo: tutto questo “zucchero” che si percepisce tra le righe appena le cose iniziano ad andare bene, un che di melenso che mi fa capire da dove nasce la mia ossessione per il dark fantasy; e le bugie, questa fitta rete di bugie e di omissioni che sono un “must have” dei romanzi rosa, perché capisco benissimo che in qualche modo la storia deve diventare più complicata. Ma ammetto che i “sì” e i “no” si bilanciano tra loro a meraviglia, tanto che il mio pensiero finale su ciò che ho letto non può che essere positivo e accompagnato da un sospiro sdolcinato. Sono stata incollata alle pagine fino alla fine, non sentendo mai la necessità di chiudere il libro per noia o per disinteresse, quindi devo proprio consigliarvi la storia di Linda, un amore che ha dovuto aspettare venticinque anni per risplendere e che penso vi saprà tenere una buona compagnia.
“[…] Le persone infelici non sopportano le persone felici e vogliono che siano infelici come loro.”
November 28, 2023
Libro scorrevole che non si lascia ricordare. La storia è il racconto di un amore tormentato ma perfetto. Per descrivere Leonardo basta mettere un 'issimo' a qualunque aggettivo positivo, bellissimo, bravissimo, simpaticissimo, ricchissimo.....mah.
Sinceramente l'attaccamento che linda ha nei confronti di una storia finita, la vedevo come l'idealizzazzione di una persona, e invece nonostante il passare degli anni lui è rimasto innamorato ed è addirittura migliorato!
Per finire, io sarò un filo tarda, ma i conti sulla temporalità degli eventi non mi quadra. Linda nel 1995 comincia l'ultimo anno di liceo. Nel 1997 nasce Raphael. Nel 2020 con la pandemia si ritrova bloccata a Verona con il figlio e Leonardo. Raphael quindi ha 23 anni....sta finendo la scuola? Deve iscriversi all'università? I conti non tornano. Finita la pandemia succedono un milione di cose, il divorzio da Eric, il matrimonio con Leo, la malattia. Considerando che siamo usciti dalla pandemia nel 2021, o tutto succede in pochi mesi o ci proiettiamo nel futuro o forse sono io che non ho capito
Sinceramente l'attaccamento che linda ha nei confronti di una storia finita, la vedevo come l'idealizzazzione di una persona, e invece nonostante il passare degli anni lui è rimasto innamorato ed è addirittura migliorato!
Per finire, io sarò un filo tarda, ma i conti sulla temporalità degli eventi non mi quadra. Linda nel 1995 comincia l'ultimo anno di liceo. Nel 1997 nasce Raphael. Nel 2020 con la pandemia si ritrova bloccata a Verona con il figlio e Leonardo. Raphael quindi ha 23 anni....sta finendo la scuola? Deve iscriversi all'università? I conti non tornano. Finita la pandemia succedono un milione di cose, il divorzio da Eric, il matrimonio con Leo, la malattia. Considerando che siamo usciti dalla pandemia nel 2021, o tutto succede in pochi mesi o ci proiettiamo nel futuro o forse sono io che non ho capito
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December 12, 2023
Adolescenziale, semplice prevedibile scorrevole. Il classico romanzo dei buoni sentimenti in cui fila tutto liscio nonostante tutto
October 3, 2023
Continuo a leggere i libri di Federica Bosco nella speranza che la sua brillante vena ironica dei primi romanzi ritorni, ma non c’è niente da fare.senza la sua ironia unica rimangono solo delle trame banali e superficiali
October 4, 2023
Linda incontra Corinna sui banchi di scuola e tra le due nasce una meravigliosa amicizia. Provenienti da due mondi completamente diversi, Linda, appartenente ad una famiglia umile e borghese, si sente comunque a suo agio e non giudicata negativamente, quando si confronta con la ricchezza e l'agiatezza dell'amica tanto da diventare una figura molto presente nella vita e nella nobile dimora di Corinna. Proprio in quella ricca casa, durante una festa, Linda incontro i fratelli dell'amica, ma se con Bebo, personaggio scapestrato e strano, vi è subito una sorta di conflitto, con Leo scatta un potente colpo di fulmine. I due, infatti, iniziano una frequentazione che, quasi nell'immediato, si trasforma in amore. Ma la gravidanza inaspettata e le minacce ricevute dalla mamma di Leo, spingono Linda a fuggire via da lui e a costruirsi una nuova vita altrove. A Parigi, dunque, Linda cresce il piccolo Raf e porta avanti le loro esistenze, tra incontri speciali, distacchi dolorosi, rimorsi e speranze, fino a quando il caso e la potenza dell'amore la portano di nuovo ad incontrare Leo, quell'uomo mai dimenticato e a cui non ha mai smesso di pensare. Come fosse una seconda possibilità regalatale dalla vita, i due intraprendono una nuova vita insieme, costruendo una famiglia e vivendo una vera e propria favola. Ma la magia è destinata a rompersi quando il male si impossessa della protagonista, stravolgendo la sua esistenza e quella di chi le sta attorno.
E' un libro estremamente dolce e delicato, che affronta diversi temi che spaziano dall'amicizia, alla malattia, al risentimento e al coraggio; è un testo molto semplice da leggere ma dall'elevato carico emotivo.
Federica Bosco si conferma una scrittrice dolce e raffinata, in grado di affrontare temi delicati con una maestria lodevole: le pagine si susseguono con un ritmo incalzante, senza dispersioni narrative e momenti 'noiosi'. Si tratta di un romanzo molto forte, ma dal sapore delicato. E' una lettura che non richiede eccessivo impegno e concentrazione, ma che regala comunque tenerezza e un po' di speranza!
E' un libro estremamente dolce e delicato, che affronta diversi temi che spaziano dall'amicizia, alla malattia, al risentimento e al coraggio; è un testo molto semplice da leggere ma dall'elevato carico emotivo.
Federica Bosco si conferma una scrittrice dolce e raffinata, in grado di affrontare temi delicati con una maestria lodevole: le pagine si susseguono con un ritmo incalzante, senza dispersioni narrative e momenti 'noiosi'. Si tratta di un romanzo molto forte, ma dal sapore delicato. E' una lettura che non richiede eccessivo impegno e concentrazione, ma che regala comunque tenerezza e un po' di speranza!
January 31, 2025
5 stelline
#tear-jerking
#romance
#social gap
#Verona
#Paris
Era da tanto che volevo leggere questo libro ma per alcune ragioni è rimasto lì nel cassetto per quasi un anno. Ogni tanto lo guardavo e mi dicevo ora ti leggo ma poi cambiavo idea perché sapevo che questa storia non sarebbe stata la classica storia d’amore dei romanzi rosa. Sapevo che avrei dovuto avere vicino un pacchettino intero di fazzoletti. Sapevo che Federica mi avrebbe distrutto con questa storia.
E l’ha fatto.
Linda e Leo mi sono entrati dentro e penso faticheranno ad andarsene.
Una storia dolce amara come la vita, piena di insidie, di ostacoli ma anche affetto e calore umano.
Una storia bellissima dove le donne e la loro resilienza ne fanno da padrone.
Uno scorcio dell’Italia degli anni 90, con la sua patina dorata e i suoi mille paradossi.
Una storia toccante che io ho adorato
Mel:)
#tear-jerking
#romance
#social gap
#Verona
#Paris
Era da tanto che volevo leggere questo libro ma per alcune ragioni è rimasto lì nel cassetto per quasi un anno. Ogni tanto lo guardavo e mi dicevo ora ti leggo ma poi cambiavo idea perché sapevo che questa storia non sarebbe stata la classica storia d’amore dei romanzi rosa. Sapevo che avrei dovuto avere vicino un pacchettino intero di fazzoletti. Sapevo che Federica mi avrebbe distrutto con questa storia.
E l’ha fatto.
Linda e Leo mi sono entrati dentro e penso faticheranno ad andarsene.
Una storia dolce amara come la vita, piena di insidie, di ostacoli ma anche affetto e calore umano.
Una storia bellissima dove le donne e la loro resilienza ne fanno da padrone.
Uno scorcio dell’Italia degli anni 90, con la sua patina dorata e i suoi mille paradossi.
Una storia toccante che io ho adorato
Mel:)
June 27, 2025
4⭐️
Ho trovato questo libro per caso e mi ha subito attirata. È stata una lettura inaspettatamente piacevole e delicata. Linda, è una ragazza forte e determinata, costretta a crescere in fretta e a confrontarsi con una realtà tutt’altro che semplice. Nonostante tutto, non perde mai completamente la speranza, e questo la rende incredibilmente umana e vicina al lettore.
La parte iniziale, con i suoi tanti riferimenti, mi ha riportata indietro alla mia adolescenza negli anni ’90: niente cellulari, la Smemoranda piena di pensieri, quel modo più semplice di vivere…bello.
Ho trovato questo libro per caso e mi ha subito attirata. È stata una lettura inaspettatamente piacevole e delicata. Linda, è una ragazza forte e determinata, costretta a crescere in fretta e a confrontarsi con una realtà tutt’altro che semplice. Nonostante tutto, non perde mai completamente la speranza, e questo la rende incredibilmente umana e vicina al lettore.
La parte iniziale, con i suoi tanti riferimenti, mi ha riportata indietro alla mia adolescenza negli anni ’90: niente cellulari, la Smemoranda piena di pensieri, quel modo più semplice di vivere…bello.
September 27, 2023
Questo romanzo è stato un viaggio intenso e travolgente di emozioni.
Le nostre protagoniste sono due ragazzine all'ultimo anno delle superiori.
Corinna proviene da una ricca famiglia mentre Linda proviene da una famiglia modesta, può permettersi solo lo stretto necessario. Nonostante la differenza di ceto sociale, le due ragazze diventano amiche e sono molto unite.
A far battere il cuore di Linda c'è il fratello di Corinna, Leonardo, che le fa completamente perdere la testa. Mentre Corinna e Leo sono di animo gentile, così non sono il resto della famiglia.
L'amore che c'è tra Linda e Leo sarà subito oggetto di problemi e sarà proprio la madre di lui a mettersi in mezzo, la loro storia sarà piena di ostacoli e di scelte dolorose.
In queste pagine viviamo un amore puro, bello come il sole, di quelli che purtroppo non si vedono spesso. Le difficoltà che dovranno affrontare i nostri protagonisti ci terranno attaccati alle pagine, ma ci penserà zia Sofia ad alleggerire la tensione, con le sue simpatiche battute.
L'autrice ci regala un romanzo molto profondo, di quelli che fanno tremare il cuore e pieno di colpi di scena. Una storia che mi ha molto emozionata e a tratti mi sono anche commossa.
Le nostre protagoniste sono due ragazzine all'ultimo anno delle superiori.
Corinna proviene da una ricca famiglia mentre Linda proviene da una famiglia modesta, può permettersi solo lo stretto necessario. Nonostante la differenza di ceto sociale, le due ragazze diventano amiche e sono molto unite.
A far battere il cuore di Linda c'è il fratello di Corinna, Leonardo, che le fa completamente perdere la testa. Mentre Corinna e Leo sono di animo gentile, così non sono il resto della famiglia.
L'amore che c'è tra Linda e Leo sarà subito oggetto di problemi e sarà proprio la madre di lui a mettersi in mezzo, la loro storia sarà piena di ostacoli e di scelte dolorose.
In queste pagine viviamo un amore puro, bello come il sole, di quelli che purtroppo non si vedono spesso. Le difficoltà che dovranno affrontare i nostri protagonisti ci terranno attaccati alle pagine, ma ci penserà zia Sofia ad alleggerire la tensione, con le sue simpatiche battute.
L'autrice ci regala un romanzo molto profondo, di quelli che fanno tremare il cuore e pieno di colpi di scena. Una storia che mi ha molto emozionata e a tratti mi sono anche commossa.
March 23, 2024
Bella la storia, travolgente la vita dentro a queste pagine da leggere solo se siete pronti ad emozionarvi fino alle lacrime.
La storia di Linda e Leo, un grande amore, nonostante tutto e tutti. È un inno alle seconde possibilità e al bene (anche al volersi bene) che trionfa sempre
La storia di Linda e Leo, un grande amore, nonostante tutto e tutti. È un inno alle seconde possibilità e al bene (anche al volersi bene) che trionfa sempre
June 16, 2024
Una storia emozionante, letta tutto d'un fiato. Un libro che fa ridere e piangere, che con "Paradise City" e "Wonderwall", con River Phoenix e "Beverly Hills 90210" mi ha catapultato indietro negli anni, a quell'età in cui si vuole prendere il cielo.
March 2, 2025
Appena iniziato questo romanzo mi sembrava una storia adatta più ad adolescenti che ad adulti ma andando avanti mi sono ricreduta.
Ho sorriso e mi sono commossa insieme alla protagonista, ho sperato insieme a lei, ogni tanto avrei voluto consigliarla su cosa fosse meglio fare…
Una bellissima storia d’amore e di rinascita che dona un po’ di spensieratezza e ci fa sognare, ma lascia anche degli spunti di riflessione su cosa sia davvero importante nella vita e per cosa valga davvero la pena combattere.
Lo consiglio! Letto in un solo giorno
Ho sorriso e mi sono commossa insieme alla protagonista, ho sperato insieme a lei, ogni tanto avrei voluto consigliarla su cosa fosse meglio fare…
Una bellissima storia d’amore e di rinascita che dona un po’ di spensieratezza e ci fa sognare, ma lascia anche degli spunti di riflessione su cosa sia davvero importante nella vita e per cosa valga davvero la pena combattere.
Lo consiglio! Letto in un solo giorno
October 14, 2025
Un mix perfetto di emozioni e sagacia. Molto coinvolgente e di ispirazione
March 3, 2026
Era da un po' che non leggevo un suo romanzo e devo dire che ho ritrovato la stessa piacevole lettura di un tempo. bellissima storia, toccante, Linda dolce e delicata. bellissimo!
August 12, 2026
Mi piace molto il suo modo di scrivere
Fluido ma anche profondo
Bello!
Fluido ma anche profondo
Bello!
September 30, 2023
Un viaggio ricco di emozioni, ne ho provate tantissime durante la lettura. Una storia di coraggio, scelte e seconde occasioni, anche quando la vita non fa sconti e ti fa credere di poter acciuffare (finalmente) la possibilità di essere felici.
Una protagonista con cui è impossibile empatizzare, Linda è tenace, coraggiosa e cresce tantissimo all’interno del romanzo. Leonardo è l’amore della sua vita, un puro in una famiglia di corrotti, fatta eccezione per Corinna, che ho amato e per cui ho pianto un sacco.
Una storia vera, che potrebbe essere la storia di ognuno di noi.
Consigliatissimo.
Una protagonista con cui è impossibile empatizzare, Linda è tenace, coraggiosa e cresce tantissimo all’interno del romanzo. Leonardo è l’amore della sua vita, un puro in una famiglia di corrotti, fatta eccezione per Corinna, che ho amato e per cui ho pianto un sacco.
Una storia vera, che potrebbe essere la storia di ognuno di noi.
Consigliatissimo.
June 15, 2024
"Era bello sentirlo parlare, era sempre incoraggiante, mai aggressivo, mai sopra le righe. Ti faceva solo sentire accolta per quella che eri."
"Quando entrava nel mio mondo, poteva permettersi di essere sé stesso, e poteva dire qualunque idiozia gli passasse per la testa o anche solo rimanere in silenzio."
"Inutile tentare ancora di contrastare quel sentimento. Faceva parte di me come un organo vitale. Avrei potuto ignorarlo, ma sarebbe comunque stato sempre lì."
"Quando entrava nel mio mondo, poteva permettersi di essere sé stesso, e poteva dire qualunque idiozia gli passasse per la testa o anche solo rimanere in silenzio."
"Inutile tentare ancora di contrastare quel sentimento. Faceva parte di me come un organo vitale. Avrei potuto ignorarlo, ma sarebbe comunque stato sempre lì."
December 17, 2023
Storia bellissima. Tenera e comica, cattiva e vendicativa, tutto il bene e il male che gli esseri umani sifanno e un pizzico di naturale iella.
Bosco è brava a mescolare dramma e commedia ma è tutto un po' troppo, mi ha messo ansia e on sono riuscita a andare avanti.
In più cisimette un linguaggio estremamente semplice, più adatto al diario di adolescente che a una donna adulta chela ora con le parole come la protagonista.
Mi dispiace, con tutta lamia buona volontà questo libro non mi ha convinto.
PS. In un libro precedente Bosco ha scritto "da quando sono piccola", non sono ancora riuscita a perdonarla.
Bosco è brava a mescolare dramma e commedia ma è tutto un po' troppo, mi ha messo ansia e on sono riuscita a andare avanti.
In più cisimette un linguaggio estremamente semplice, più adatto al diario di adolescente che a una donna adulta chela ora con le parole come la protagonista.
Mi dispiace, con tutta lamia buona volontà questo libro non mi ha convinto.
PS. In un libro precedente Bosco ha scritto "da quando sono piccola", non sono ancora riuscita a perdonarla.
June 3, 2026
Questo libro è la testimonianza fisica del perché continuo a scegliere la narrativa romance italiana, nonostante faccia spesso fatica a trovare storie che mi coinvolgano davvero.
Federica Bosco — insieme a pochissime altre autrici che riesco a contare sulle dita di una mano — ha la capacità rara di raccontare l’amore senza scivolare nella melassa o nei cliché più banali e artificiosi. Le sue storie sono emotive, intense, ma sempre autentiche. E altrettanto i suoi personaggi: realistici, pieni di fragilità, sfumature e contraddizioni. È stato impossibile non affezionarsi e vivere ogni emozione insieme a loro.
Un romanzo che emoziona senza forzature, delicato ma potentissimo.
Ringrazio la mia amica del cuore che me l'ha consigliato, garantendomi che avrei pianto come una fontana.
Ebbene... sì, ho pianto come una fontana.
Grazie Amica mia e grazie Federica Bosco per aver scritto una storia bellissima ❤️
Federica Bosco — insieme a pochissime altre autrici che riesco a contare sulle dita di una mano — ha la capacità rara di raccontare l’amore senza scivolare nella melassa o nei cliché più banali e artificiosi. Le sue storie sono emotive, intense, ma sempre autentiche. E altrettanto i suoi personaggi: realistici, pieni di fragilità, sfumature e contraddizioni. È stato impossibile non affezionarsi e vivere ogni emozione insieme a loro.
Un romanzo che emoziona senza forzature, delicato ma potentissimo.
Ringrazio la mia amica del cuore che me l'ha consigliato, garantendomi che avrei pianto come una fontana.
Ebbene... sì, ho pianto come una fontana.
Grazie Amica mia e grazie Federica Bosco per aver scritto una storia bellissima ❤️
November 4, 2024
Emanuela - per RFS
.
en Follett è un mago nel saper inserire in un testo dal ritmo pacato e coinvolgente approfondimenti storici, sociali e ambientali di un’altra epoca, senza appesantire ma anzi arricchendo la lettura di curiosità, colori, minuzie, stimolando tutti i nostri sensi. Sembra di calarci di persona nella vicenda al fianco dei protagonisti, inzaccherandoci i piedi nel fango e sentendone il risucchio nel camminare, lasciando le dita nelle macchine degli opifici, soffrendo con loro per la perdita di un parente, per la fame o temendo per il futuro.
La telecamera immaginaria scorre ad altezza d’uomo e scivola ora accanto a un personaggio ora all’altro, permettendoci di conoscere ognuno di loro così bene da intuirne la personalità, i desideri, le paure e vivendo la quotidianità che avanza passo passo per trascinarci nella trama.
Lo stile è una trapunta avvolgente che non ci lascia mai e non si fa mai noiosa, per quanto la tensione non sia incalzante. Un oscillare pacato ricco di dettagli, profumi e suoni come una cavalcata nei prati, che ci porta a non voler affrettare la lettura e a godercela come ultima coccola della sera, come una fiaba che ci prende per mano e ci fa addentrare in un altro mondo. Potremmo perfino perderci andando in giro per conto nostro nel villaggio, tra le fabbriche o nella piazza in cui è esposta la gogna, se non fosse l’autore a prenderci per mano e a guidarci dolcemente lungo il racconto.
Ken Follett è semplicemente unico.
«Io non riesco proprio a decidere» disse. «Le macchine aiutano alcuni e tolgono il lavoro ad altri. Come si fa a capire cos’è meglio?» «È questo il nostro problema» rifletté Sal. «Conosciamo le domande, ma non le risposte. Dobbiamo istruirci.»
Le armi della luce è ambientato nel periodo di transizione tra un’economia rurale e la prima industrializzazione. È uno spaccato del periodo in cui la manifattura tessile viene stravolta grazie all’introduzione delle macchine. Le tessitrici se ne vanno dalle campagne per iniziare a lavorare nelle fabbriche. Il genio dei primi ingegneri e le innovazioni portano ai primi conflitti tra gli operai e la maggiore produttività che la meccanizzazione permette.
La fame, l’arruolamento forzato, la necessità di avere un reddito, le ingiustizie e la rabbia portano ai primi scontri sociali, mentre si fa spazio una nuova classe piccolo borghese, più progressista e di mente aperta, che caldeggia la possibilità di una mediazione, di compromessi e l’idea di associazioni dei lavoratori per concordare modi per ottenere un benessere condiviso.
Riusciremo a vedere la rivoluzione francese, poi l’ascesa e la caduta di Napoleone con gli occhi terrorizzati della nobiltà inglese in parlamento, ma anche con quelli infiammati dal desiderio di cambiare le cose degli uomini seduti ai pub del villaggio. I protagonisti arrancano in una vita fatta di alti e bassi per fronteggiare la crisi dovuta a una guerra ventennale che logora tutti, dai ricchi ai poveri, nessuno dei quali è tenuto in considerazione dai proprietari terrieri che stabiliscono una direzione politica nazionale ottusa e patriottica.
Entrare così raso terra nelle storie dei personaggi ci permette di vedere come i movimenti di rivolta delle masse di inizio ’800 contro la meccanizzazione, nonostante parte di stravolgimenti epocali con effetti a catena sugli anni a venire, siano tutt’altro che organizzati e con obiettivi politicamente ben definiti. Il popolo si muove su un equilibrio delicato che è facile rompere, se ci si inimica un uomo potente, ma il suo unico scopo è quello di sopravvivere, guadagnarsi il pane, ottenere ascolto e giustizia. Assistiamo ai mille modi in cui l’aristocrazia al potere, che ricopre contemporaneamente ruoli di giudice e di giuria, può spadroneggiare sui più poveri, su avversari o perfino concorrenti.
Ma per quanto i potenti abbiano la legge dalla loro parte, il denaro, più opportunità e siano spalleggiati da altre figure influenti, i nostri protagonisti riescono a sfruttare i piccoli spiragli a loro disposizione, facendosi forza insieme per allargare le crepe in un sistema ormai obsoleto e non più coerente con il nuovo mondo.
La nuova società industriale, la chiesa metodista, il vento di cambiamento e i valori che provengono dalla rivoluzione francese, uniti con l’esasperazione di una situazione di guerra e povertà, fanno crescere il desiderio di difendere i diritti di uguaglianza, libertà e giustizia quotidianamente calpestati. Lo stesso diritto di esprimere un’opinione rappresenta una vera sfida, per gli operai considerati quasi schiavi, una sfida impensabile nel caso delle donne, considerate non più che oggetti di proprietà.
«Cosa ne pensate dello sciopero, Barrowfield?» chiese il visconte. «I produttori di tessuto devono realizzare un profitto e gli operai avere un salario dignitoso… non è così difficile, mio signore. Ma orgoglio e avidità si mettono in mezzo.» «Pensate che i padroni dovrebbero cedere?» «Penso che le parti dovrebbero raggiungere un compromesso.»
In contrapposizione con questa classe nobiliare sempre più spaventata che si trincera dietro la promulgazione di leggi aggressive e inique, assistiamo alla nascita di un’ala progressista costituita soprattutto da artigiani metodisti piccolo-borghesi solidali con i più poveri, condizione da cui spesso si sono elevati. Una forza sociale, economica e in seguito politica interessata alla pace e alle migliori condizioni per il commercio dei propri prodotti.
Una nuova visione che promette un miglioramento generale delle condizioni di vita, in cui a prosperare e ad arricchirsi (e quindi ad avere possibilità di spesa) siano tutte le classi sociali; dove la corruzione è un intralcio al mercato, e la giustizia e l’equità rappresentano delle garanzie per una concorrenza più trasparente e maggiori opportunità per i migliori.
Tocchiamo con mano come la religione metodista sia strettamente correlata all’evolversi sociale di questa nuova fascia industriosa e inclusiva: a differenza di una chiesa anglicana corrotta e autoreferenziale, la caratterizzazione dei personaggi metodisti mostra un maggiore pragmatismo, onestà e solidarietà.
Proprio questa nuova gente intenzionata a leggere la Bibbia senza interposta persona e desiderosa di insegnare l’alfabetizzazione anche ai poveri, che si confronta apertamente discutendo (perfino con le donne) non solo sulle sacre scritture ma anche sui temi di interesse comune, diventa il motore trainante capace di portare la società inglese a una svolta.
Pian piano, grazie al consenso popolare e l’appoggio di qualche persona potente più illuminata che fa spazio per lei tra gli interstizi di un ordine rigidamente presidiato dalla classe dominante, questa piccola borghesia si fa strada verso i luoghi di potere.
Finale semplicemente perfetto: le storie dei vari personaggi vengono districate sapientemente come fili di lana di un tappeto orientale e annodate a mano una per una.
Merita un piccolo riconoscimento la deliziosa storia romantica nascosta tra le molte altre trame: un piacevole intermezzo che ci racconta di un uomo con una cotta stratosferica per la persona sbagliata, e delle decine di volte in cui avrebbe potuto rendersi conto di ciò che invece ha proprio davanti agli occhi.
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en Follett è un mago nel saper inserire in un testo dal ritmo pacato e coinvolgente approfondimenti storici, sociali e ambientali di un’altra epoca, senza appesantire ma anzi arricchendo la lettura di curiosità, colori, minuzie, stimolando tutti i nostri sensi. Sembra di calarci di persona nella vicenda al fianco dei protagonisti, inzaccherandoci i piedi nel fango e sentendone il risucchio nel camminare, lasciando le dita nelle macchine degli opifici, soffrendo con loro per la perdita di un parente, per la fame o temendo per il futuro.
La telecamera immaginaria scorre ad altezza d’uomo e scivola ora accanto a un personaggio ora all’altro, permettendoci di conoscere ognuno di loro così bene da intuirne la personalità, i desideri, le paure e vivendo la quotidianità che avanza passo passo per trascinarci nella trama.
Lo stile è una trapunta avvolgente che non ci lascia mai e non si fa mai noiosa, per quanto la tensione non sia incalzante. Un oscillare pacato ricco di dettagli, profumi e suoni come una cavalcata nei prati, che ci porta a non voler affrettare la lettura e a godercela come ultima coccola della sera, come una fiaba che ci prende per mano e ci fa addentrare in un altro mondo. Potremmo perfino perderci andando in giro per conto nostro nel villaggio, tra le fabbriche o nella piazza in cui è esposta la gogna, se non fosse l’autore a prenderci per mano e a guidarci dolcemente lungo il racconto.
Ken Follett è semplicemente unico.
«Io non riesco proprio a decidere» disse. «Le macchine aiutano alcuni e tolgono il lavoro ad altri. Come si fa a capire cos’è meglio?» «È questo il nostro problema» rifletté Sal. «Conosciamo le domande, ma non le risposte. Dobbiamo istruirci.»
Le armi della luce è ambientato nel periodo di transizione tra un’economia rurale e la prima industrializzazione. È uno spaccato del periodo in cui la manifattura tessile viene stravolta grazie all’introduzione delle macchine. Le tessitrici se ne vanno dalle campagne per iniziare a lavorare nelle fabbriche. Il genio dei primi ingegneri e le innovazioni portano ai primi conflitti tra gli operai e la maggiore produttività che la meccanizzazione permette.
La fame, l’arruolamento forzato, la necessità di avere un reddito, le ingiustizie e la rabbia portano ai primi scontri sociali, mentre si fa spazio una nuova classe piccolo borghese, più progressista e di mente aperta, che caldeggia la possibilità di una mediazione, di compromessi e l’idea di associazioni dei lavoratori per concordare modi per ottenere un benessere condiviso.
Riusciremo a vedere la rivoluzione francese, poi l’ascesa e la caduta di Napoleone con gli occhi terrorizzati della nobiltà inglese in parlamento, ma anche con quelli infiammati dal desiderio di cambiare le cose degli uomini seduti ai pub del villaggio. I protagonisti arrancano in una vita fatta di alti e bassi per fronteggiare la crisi dovuta a una guerra ventennale che logora tutti, dai ricchi ai poveri, nessuno dei quali è tenuto in considerazione dai proprietari terrieri che stabiliscono una direzione politica nazionale ottusa e patriottica.
Entrare così raso terra nelle storie dei personaggi ci permette di vedere come i movimenti di rivolta delle masse di inizio ’800 contro la meccanizzazione, nonostante parte di stravolgimenti epocali con effetti a catena sugli anni a venire, siano tutt’altro che organizzati e con obiettivi politicamente ben definiti. Il popolo si muove su un equilibrio delicato che è facile rompere, se ci si inimica un uomo potente, ma il suo unico scopo è quello di sopravvivere, guadagnarsi il pane, ottenere ascolto e giustizia. Assistiamo ai mille modi in cui l’aristocrazia al potere, che ricopre contemporaneamente ruoli di giudice e di giuria, può spadroneggiare sui più poveri, su avversari o perfino concorrenti.
Ma per quanto i potenti abbiano la legge dalla loro parte, il denaro, più opportunità e siano spalleggiati da altre figure influenti, i nostri protagonisti riescono a sfruttare i piccoli spiragli a loro disposizione, facendosi forza insieme per allargare le crepe in un sistema ormai obsoleto e non più coerente con il nuovo mondo.
La nuova società industriale, la chiesa metodista, il vento di cambiamento e i valori che provengono dalla rivoluzione francese, uniti con l’esasperazione di una situazione di guerra e povertà, fanno crescere il desiderio di difendere i diritti di uguaglianza, libertà e giustizia quotidianamente calpestati. Lo stesso diritto di esprimere un’opinione rappresenta una vera sfida, per gli operai considerati quasi schiavi, una sfida impensabile nel caso delle donne, considerate non più che oggetti di proprietà.
«Cosa ne pensate dello sciopero, Barrowfield?» chiese il visconte. «I produttori di tessuto devono realizzare un profitto e gli operai avere un salario dignitoso… non è così difficile, mio signore. Ma orgoglio e avidità si mettono in mezzo.» «Pensate che i padroni dovrebbero cedere?» «Penso che le parti dovrebbero raggiungere un compromesso.»
In contrapposizione con questa classe nobiliare sempre più spaventata che si trincera dietro la promulgazione di leggi aggressive e inique, assistiamo alla nascita di un’ala progressista costituita soprattutto da artigiani metodisti piccolo-borghesi solidali con i più poveri, condizione da cui spesso si sono elevati. Una forza sociale, economica e in seguito politica interessata alla pace e alle migliori condizioni per il commercio dei propri prodotti.
Una nuova visione che promette un miglioramento generale delle condizioni di vita, in cui a prosperare e ad arricchirsi (e quindi ad avere possibilità di spesa) siano tutte le classi sociali; dove la corruzione è un intralcio al mercato, e la giustizia e l’equità rappresentano delle garanzie per una concorrenza più trasparente e maggiori opportunità per i migliori.
Tocchiamo con mano come la religione metodista sia strettamente correlata all’evolversi sociale di questa nuova fascia industriosa e inclusiva: a differenza di una chiesa anglicana corrotta e autoreferenziale, la caratterizzazione dei personaggi metodisti mostra un maggiore pragmatismo, onestà e solidarietà.
Proprio questa nuova gente intenzionata a leggere la Bibbia senza interposta persona e desiderosa di insegnare l’alfabetizzazione anche ai poveri, che si confronta apertamente discutendo (perfino con le donne) non solo sulle sacre scritture ma anche sui temi di interesse comune, diventa il motore trainante capace di portare la società inglese a una svolta.
Pian piano, grazie al consenso popolare e l’appoggio di qualche persona potente più illuminata che fa spazio per lei tra gli interstizi di un ordine rigidamente presidiato dalla classe dominante, questa piccola borghesia si fa strada verso i luoghi di potere.
Finale semplicemente perfetto: le storie dei vari personaggi vengono districate sapientemente come fili di lana di un tappeto orientale e annodate a mano una per una.
Merita un piccolo riconoscimento la deliziosa storia romantica nascosta tra le molte altre trame: un piacevole intermezzo che ci racconta di un uomo con una cotta stratosferica per la persona sbagliata, e delle decine di volte in cui avrebbe potuto rendersi conto di ciò che invece ha proprio davanti agli occhi.
January 19, 2026
Letto in una settimana perché volevo trovare il lieto fine ma poi l'imprevisto... insomma una storia VERA dove ognuno di noi si puo' immedesimare, dove possiamo ritrovare tra i banchi di scuola, i problemi di differenza economica, i riferimenti storici, la musica, i vestiti la ns adolescenza. Ho scoperto da poco l'autrice e ho gia' messo in cantiere gli altri libri e l'ho consigliata alle mie colleghe per inserirla nella ns biblioteca scolastica
September 28, 2023
Cose che mi sono piaciute
-Camillo e Camillo 2
-Parigi
-leo e Eric
-gli anni 90
-come ha parlato del rapporto con il padre
Cose che non mi sono piaciute
-il ritorno a Verona
-l’accettazione repentina di Leo
-l’accettazione di Eric
-l’accettazione di rafael
-come linda tratta Eric
-il rapporto con il figlio nella seconda parte del libro viene messo in secondo piano
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-Camillo e Camillo 2
-Parigi
-leo e Eric
-gli anni 90
-come ha parlato del rapporto con il padre
Cose che non mi sono piaciute
-il ritorno a Verona
-l’accettazione repentina di Leo
-l’accettazione di Eric
-l’accettazione di rafael
-come linda tratta Eric
-il rapporto con il figlio nella seconda parte del libro viene messo in secondo piano
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October 13, 2023
Federica Bosco mi piace moltissimo e ho aspettato un sacco questa sua nuova uscita che mi ha lasciata con l'amaro in bocca. Do 2 stelle e mezzo perché tutta la prima parte non sembra scritta da lei ma da qualcuno alle prime armi. Dalla metà in poi si risolleva e ho ritrovato la Federica che ho amato tantissimo in "Ci vediamo un giorno di questi".
August 21, 2026
4.5/5⭐️
Che viaggio inteso e meraviglioso!!
È il 1995 quando Linda conosce Corinna, che arriva in classe nel fatidico anno della maturità, pieno di sogni e aspettative. Ma mentre Linda è una ragazza come tante, con una famiglia di modeste possibilità, Corinna è ricca da far paura, di quelle ricchezze spropositate, imbarazzanti, difficili da immaginare, dove il lusso e l’eccesso sono la normalità. Se Linda può permettersi due paia di scarpe l’anno e si sposta in autobus, Corinna possiede una cabina armadio stracolma di abiti di stilisti
di grido e va a scuola con l’autista. Ma, nonostante la differenza di ceto sociale, Corinna è una ragazza semplice e generosa, e le due diventano grandi amiche. C’è qualcuno, però, che presto diviene protagonista indiscusso del cuore di Linda: Leonardo, il fratello maggiore di Corinna. La ragazza se ne innamora perdutamente, anche se lui è proiettato in un futuro di affari internazionali cucitogli addosso dalla famiglia. Linda si sente Cenerentola al castello del principe, nella sua ingenuità di adolescente che disegna cuori sulla Smemoranda, ancora così lontana dalle ipocrisie e dai giochi di potere. E quando la loro storia sta per trasformarsi in qualcosa di importante, la vita si mette in mezzo e crea una serie di ostacoli insormontabili da cui scaturiranno scelte definitive e dolorose. Il tempo passa, gli anni passano, le loro vite si separano, ma un filo li tiene legati loro malgrado. Quel filo che diventerà la fune del salvagente a cui aggrapparsi quando la nave affonda.
Quando questa mattina ho iniziato questo libro non avevo idea di quello che potevo aspettarmi. Sono partita con poche aspettative, poca conoscenza sulla trama. Solo la volontà di leggere. Mai mi sarei aspettata una storia così intensa e viva.
Questo romanzo contiene un racconto, uno di quelli che ti colpisce dentro in pancia. Un racconto vero, di vita fragile, difficile ma anche piena di speranza e di felicità. Questo è il racconto di una donna che ha amato tanto e profondamente, il racconto di un amore che supera gli anni e le difficoltà. Il racconto di una vita che cresce e si fa le ossa, il racconto di qualcuno che ce l'ha fatta.
Linda, la protagonista, ha vissuto una vita travagliata, ha vissuto nel dolore intenso e nella felicità più pura. Ha vissuto diverse esperienze che l'hanno resa quella che è alla fine del libro. Una donna fatta e finita che con la speranza e la perseveranza è arrivata a quello che voleva, malgrado la vita le remasse contro continuamente.
Questo è il racconto di un amore, ma anche quello di un'amicizia vera e di una famiglia che sbaglia e si sfalda, ma poi si ricostruisce, è il racconto di persone che si riuniscono nel bene e nel male, il racconto di come ci siano sempre anime belle nel mondo.
Questa storia ti entra dentro con calma fino a sfondare tutto dentro di te.
Ho amato come si è visto anche lo scorrere degli anni e il cambiare dei tempi nel corso della storia, la sua ambientazione e le emozioni che mi ha trasmesso.
La penna di Federica Bosco mi ha davvero fatta impazzire.L'ho trovata vera, schietta, ma anche dolce. Il suo modo di raccontare tutto attraverso la protagonista femminile è stato magistrale. L'unico piccolo punto dolente è che ho fatto un po' fatica a immedesimarmi completamente in lei e negli altri personaggi.
Ho piango, gioito e vissuto con questo libro!
Che viaggio inteso e meraviglioso!!
È il 1995 quando Linda conosce Corinna, che arriva in classe nel fatidico anno della maturità, pieno di sogni e aspettative. Ma mentre Linda è una ragazza come tante, con una famiglia di modeste possibilità, Corinna è ricca da far paura, di quelle ricchezze spropositate, imbarazzanti, difficili da immaginare, dove il lusso e l’eccesso sono la normalità. Se Linda può permettersi due paia di scarpe l’anno e si sposta in autobus, Corinna possiede una cabina armadio stracolma di abiti di stilisti
di grido e va a scuola con l’autista. Ma, nonostante la differenza di ceto sociale, Corinna è una ragazza semplice e generosa, e le due diventano grandi amiche. C’è qualcuno, però, che presto diviene protagonista indiscusso del cuore di Linda: Leonardo, il fratello maggiore di Corinna. La ragazza se ne innamora perdutamente, anche se lui è proiettato in un futuro di affari internazionali cucitogli addosso dalla famiglia. Linda si sente Cenerentola al castello del principe, nella sua ingenuità di adolescente che disegna cuori sulla Smemoranda, ancora così lontana dalle ipocrisie e dai giochi di potere. E quando la loro storia sta per trasformarsi in qualcosa di importante, la vita si mette in mezzo e crea una serie di ostacoli insormontabili da cui scaturiranno scelte definitive e dolorose. Il tempo passa, gli anni passano, le loro vite si separano, ma un filo li tiene legati loro malgrado. Quel filo che diventerà la fune del salvagente a cui aggrapparsi quando la nave affonda.
Quando questa mattina ho iniziato questo libro non avevo idea di quello che potevo aspettarmi. Sono partita con poche aspettative, poca conoscenza sulla trama. Solo la volontà di leggere. Mai mi sarei aspettata una storia così intensa e viva.
Questo romanzo contiene un racconto, uno di quelli che ti colpisce dentro in pancia. Un racconto vero, di vita fragile, difficile ma anche piena di speranza e di felicità. Questo è il racconto di una donna che ha amato tanto e profondamente, il racconto di un amore che supera gli anni e le difficoltà. Il racconto di una vita che cresce e si fa le ossa, il racconto di qualcuno che ce l'ha fatta.
Linda, la protagonista, ha vissuto una vita travagliata, ha vissuto nel dolore intenso e nella felicità più pura. Ha vissuto diverse esperienze che l'hanno resa quella che è alla fine del libro. Una donna fatta e finita che con la speranza e la perseveranza è arrivata a quello che voleva, malgrado la vita le remasse contro continuamente.
Questo è il racconto di un amore, ma anche quello di un'amicizia vera e di una famiglia che sbaglia e si sfalda, ma poi si ricostruisce, è il racconto di persone che si riuniscono nel bene e nel male, il racconto di come ci siano sempre anime belle nel mondo.
Questa storia ti entra dentro con calma fino a sfondare tutto dentro di te.
Ho amato come si è visto anche lo scorrere degli anni e il cambiare dei tempi nel corso della storia, la sua ambientazione e le emozioni che mi ha trasmesso.
La penna di Federica Bosco mi ha davvero fatta impazzire.L'ho trovata vera, schietta, ma anche dolce. Il suo modo di raccontare tutto attraverso la protagonista femminile è stato magistrale. L'unico piccolo punto dolente è che ho fatto un po' fatica a immedesimarmi completamente in lei e negli altri personaggi.
Ho piango, gioito e vissuto con questo libro!
January 20, 2024
Recensione presente nel blog www.ragazzainrosso.wordpress.com
Verona, 1995. Linda e Corinna frequentano l’ultimo anno di liceo quando diventano grandi amiche. La loro è un’amicizia diversa, importante, una di quelle che sembra riuscire ad andare oltre le barriere sociali, infatti mentre Linda appartiene a una famiglia umile e semplice, Corinna è una privilegiata. Le due ragazzine divengono presto l’una lo specchio dell’altra fino a quando l’incontro con Leo, il fratello di Corinna, rompe il delicato equilibrio. Per la giovane è arrivato il momento di crescere in fretta, di diventare adulta e prendere in mano le redini della propria vita. A distanza di tantissimi anni, però, il passato tornerà a irrompere e a sconvolgere, ancora una volta, l’esistenza di Linda.
“Il dolore cambia le persone. Le spezza, le deforma, le altera definitivamente”.
Il tema della famiglia riveste un ruolo centrale nel romanzo. Attorno alla sua idea, infatti, si dipana l’intreccio narrativo e si sviluppano le diverse problematiche.
Attraverso le vicissitudini di Linda e Corinna si è portati in un vortice di avvenimenti e pregiudizi che fanno da sfondo a eventi molto spesso disastrosi.
Il romanzo attraversa un ampio spazio temporale, da metà anni ’90 sino alla contemporaneità. Conosciamo Linda e Corinna ragazzine, entrambe piene di sogni, Corinna con qualche certezza in più riguardo il suo futuro e con la possibilità di vedere esaudito ogni suo desiderio grazie al potere della ricchezza di famiglia. Man mano che il tempo passa e gli eventi si susseguono, la differenza sociale diviene sempre più una barriera. Chiaramente è Linda a farne le spese ed è proprio in questa occasione che dimostra di essere forte e determinata. Sì, perché la ragazzina fresca di diploma si ritrova a cambiare vita da un giorno all’altro, a lasciare la sua città, a trasferirsi a Parigi e a ricominciare da zero, da se stessa, fino a rendersi conto che la vita di Corinna non era affatto da invidiare, anzi.
E poi c’è Leo, il ragazzo perfetto, gentile, capace di provare nobili sentimenti. Il loro sarà un amore travolgente, romantico, in un certo senso la personificazione della fiaba di Cenerentola. Sarà lui a sconvolgere per sempre la vita di Linda. Lui, la persona che lei non dimenticherà mai, verso la quale sarà pronta a tendere la mano nonostante il tempo, gli eventi, le nuove vite e chi ormai ne fa parte.
Lo stile della prosa è semplice e scorrevole. Personalmente ho apprezzato l’effetto nostalgia degli anni ’90 espresso attraverso le descrizioni della vita da liceali delle due amiche, le mode, le abitudini, tuttavia, man mano che la narrazione proseguiva, ho spesso avuto la sensazione di trovarmi dinanzi a una sorta di “riassunto delle puntate precedenti”, tutto corre senza grande spessore sino ad arrivare al finale.
Un romanzo con una buona premessa, ma che, a mio parere, non sfrutta appieno le sue potenzialità.
Verona, 1995. Linda e Corinna frequentano l’ultimo anno di liceo quando diventano grandi amiche. La loro è un’amicizia diversa, importante, una di quelle che sembra riuscire ad andare oltre le barriere sociali, infatti mentre Linda appartiene a una famiglia umile e semplice, Corinna è una privilegiata. Le due ragazzine divengono presto l’una lo specchio dell’altra fino a quando l’incontro con Leo, il fratello di Corinna, rompe il delicato equilibrio. Per la giovane è arrivato il momento di crescere in fretta, di diventare adulta e prendere in mano le redini della propria vita. A distanza di tantissimi anni, però, il passato tornerà a irrompere e a sconvolgere, ancora una volta, l’esistenza di Linda.
“Il dolore cambia le persone. Le spezza, le deforma, le altera definitivamente”.
Il tema della famiglia riveste un ruolo centrale nel romanzo. Attorno alla sua idea, infatti, si dipana l’intreccio narrativo e si sviluppano le diverse problematiche.
Attraverso le vicissitudini di Linda e Corinna si è portati in un vortice di avvenimenti e pregiudizi che fanno da sfondo a eventi molto spesso disastrosi.
Il romanzo attraversa un ampio spazio temporale, da metà anni ’90 sino alla contemporaneità. Conosciamo Linda e Corinna ragazzine, entrambe piene di sogni, Corinna con qualche certezza in più riguardo il suo futuro e con la possibilità di vedere esaudito ogni suo desiderio grazie al potere della ricchezza di famiglia. Man mano che il tempo passa e gli eventi si susseguono, la differenza sociale diviene sempre più una barriera. Chiaramente è Linda a farne le spese ed è proprio in questa occasione che dimostra di essere forte e determinata. Sì, perché la ragazzina fresca di diploma si ritrova a cambiare vita da un giorno all’altro, a lasciare la sua città, a trasferirsi a Parigi e a ricominciare da zero, da se stessa, fino a rendersi conto che la vita di Corinna non era affatto da invidiare, anzi.
E poi c’è Leo, il ragazzo perfetto, gentile, capace di provare nobili sentimenti. Il loro sarà un amore travolgente, romantico, in un certo senso la personificazione della fiaba di Cenerentola. Sarà lui a sconvolgere per sempre la vita di Linda. Lui, la persona che lei non dimenticherà mai, verso la quale sarà pronta a tendere la mano nonostante il tempo, gli eventi, le nuove vite e chi ormai ne fa parte.
Lo stile della prosa è semplice e scorrevole. Personalmente ho apprezzato l’effetto nostalgia degli anni ’90 espresso attraverso le descrizioni della vita da liceali delle due amiche, le mode, le abitudini, tuttavia, man mano che la narrazione proseguiva, ho spesso avuto la sensazione di trovarmi dinanzi a una sorta di “riassunto delle puntate precedenti”, tutto corre senza grande spessore sino ad arrivare al finale.
Un romanzo con una buona premessa, ma che, a mio parere, non sfrutta appieno le sue potenzialità.
December 26, 2023
Con Volevamo prendere il cielo Federica Bosco torna con una storia emozionante che parla dritto al cuore con le parole di una penna inconfondibile.
Il blogtour dedicato al nuovo libro di Federica fa oggi tappa sul mio blog e ripercorre la nostalgia degli anni del liceo, quando il diario era uno dei tuoi migliori amici, fidato custode di segreti alcuni dei quali tipici drammi adolescenziali mentre altri avrebbero segnato la nostra vita. È quello che accade a Linda, la protagonista di questa storia che nel suo ultimo anno del liceo affronta degli importanti stravolgimenti a partire dall' entrata in scena di Corinna, una nuova compagna.
Diverse per estrazione sociale, le due ragazze finiranno col diventare amiche, un legame che nel corso degli anni subirà diversi mutamenti. Grazie a Corinna, Linda conoscerà l'amore della sua vita e segnerà il suo nome su quella Smemoranda che ha accompagnato molti di noi.
Siamo nel 1995 e grazie alla magica scrittura di Federica Bosco sono stata catapulta indietro negli anni, quando non c'erano i cellulari e passavi i pomeriggi a struggenti nella tua camera in attesa che il telefono di casa squillasse. In quei momenti il diario era una finestra sulla tua anima dal quale strabordavano fiumi di parole e angosce.
Anche Linda attende le chiamate di Leonardo, il fratello di Corinna, che con la sua sensibilità le ha rubato il cuore.
Il futuro riserva ai due ragazzi un percorso difficile e accidentato, fatto di scelte drastiche. Ma l'amore trova sempre il modo di fare ritorno e in questa storia è più vero che mai.
Assistiamo alla crescita di Linda che da adolescente insicura è costretta a diventare grande prima del dovuto, scontrandosi con i limiti delle persone, i giudizi morali morali e la cattiveria gratuita.
Non sempre ne ho approvato le scelte, ma io alla sua età sarei stata in grado di avere maggiore discernimento? Crescere è difficile, un processo in cui c'è anche una certa dose di fortuna e Linda lo imparerà nel peggiore dei modi.
Volevamo prendere il cielo parla d'amore, amicizia, rapporti familiari, dell' esserci al momento del bisogno nonostante il tempo e le distanze.
Con ironia e sensibilità, Federica Bosco ci regala una storia dolceamara fatta di corsi e ricorsi, di battute di arresto e ripartite, di sogni infranti e speranze nel futuro.
https://ariaswild.blogspot.com/2023/0...
Il blogtour dedicato al nuovo libro di Federica fa oggi tappa sul mio blog e ripercorre la nostalgia degli anni del liceo, quando il diario era uno dei tuoi migliori amici, fidato custode di segreti alcuni dei quali tipici drammi adolescenziali mentre altri avrebbero segnato la nostra vita. È quello che accade a Linda, la protagonista di questa storia che nel suo ultimo anno del liceo affronta degli importanti stravolgimenti a partire dall' entrata in scena di Corinna, una nuova compagna.
Diverse per estrazione sociale, le due ragazze finiranno col diventare amiche, un legame che nel corso degli anni subirà diversi mutamenti. Grazie a Corinna, Linda conoscerà l'amore della sua vita e segnerà il suo nome su quella Smemoranda che ha accompagnato molti di noi.
Siamo nel 1995 e grazie alla magica scrittura di Federica Bosco sono stata catapulta indietro negli anni, quando non c'erano i cellulari e passavi i pomeriggi a struggenti nella tua camera in attesa che il telefono di casa squillasse. In quei momenti il diario era una finestra sulla tua anima dal quale strabordavano fiumi di parole e angosce.
Anche Linda attende le chiamate di Leonardo, il fratello di Corinna, che con la sua sensibilità le ha rubato il cuore.
Il futuro riserva ai due ragazzi un percorso difficile e accidentato, fatto di scelte drastiche. Ma l'amore trova sempre il modo di fare ritorno e in questa storia è più vero che mai.
Assistiamo alla crescita di Linda che da adolescente insicura è costretta a diventare grande prima del dovuto, scontrandosi con i limiti delle persone, i giudizi morali morali e la cattiveria gratuita.
Non sempre ne ho approvato le scelte, ma io alla sua età sarei stata in grado di avere maggiore discernimento? Crescere è difficile, un processo in cui c'è anche una certa dose di fortuna e Linda lo imparerà nel peggiore dei modi.
Volevamo prendere il cielo parla d'amore, amicizia, rapporti familiari, dell' esserci al momento del bisogno nonostante il tempo e le distanze.
Con ironia e sensibilità, Federica Bosco ci regala una storia dolceamara fatta di corsi e ricorsi, di battute di arresto e ripartite, di sogni infranti e speranze nel futuro.
https://ariaswild.blogspot.com/2023/0...
March 10, 2024
Questo libro era nella libreria da un po' e ringrazio "chi" mi ha guidato alla sua lettura dopo la morte di mia mamma. È un libro che infonde speranza, anche per chi come me si è arresa e ha dovuto abbandonarla, la speranza. Eppure, nonostante l'epilogo per la mia famiglia sia stato diverso da quello di Linda, "Volevamo prendere il cielo" – dopo tante lacrime, soprattutto di gioia – mi ha lasciato un grande senso di serenità.
Linda, all'inizio dell'ultimo anno di liceo, stringe una forte amicizia con Corinna, una nuova arrivata in classe. Costei non è come le altre, che frequentano una scuola pubblica; lei è ricca, troppo ricca, eppure è umile, gioviale, sicuramente più di Raffaella, l'amica di sempre.
Linda inizia a frequentare casa di Corinna, con la scusa dello studio, ma qui, nel diciottesimo di Corinna, conosce il fratello maggiore, Leonardo.
Linda e Leonardo iniziano a frequentarsi, dopo molte telefonate – siamo negli anni '90, quindi immaginate la protagonista per ore appoggiata a un muro con la cornetta tra la spalla e l'orecchio. Poi i primi appuntamenti, uscite nei week-end... Linda ha veramente trovato il suo principe azzurro; peccato, però, come ogni fiaba degna di questo nome, c'è una strega molto molto cattiva.
I due si separano e si ritrovano solo dopo tanti anni, con due vite ripartite zoppe dal giorno in cui si sono lasciati.
270 pagine che non lasciano respiro e che attraversano più di un ventennio, a partire dalle musicassette, passando per i primi pc, fino all'avvento di internet e oltre il covid. Per chi come me ricorda ancora la tragedia dell'Alma in cui è morta la Principessa Diana, si sentirà sprofondare con serenità in queste pagine, trovando sicuramente la propria colonna sonora.
Ho amato ogni risvolto di questo romanzo, anche quello più tragico, perché con semplicità Federica Bosco ci ricorda che di fronte a ogni difficoltà bisogna saper alzare la testa. Mi risuona in testa una frase che mi è stata detta durante la malattia di mamma, e che l'autrice ha ripetuto con altre parole: "le disavventure o il male vengono date a chi ha le spalle larghe per affrontarle". È proprio vero, solo che speravo la mia vita fosse un romanzo e che quei globuli bianchi a mia madre si rialzassero... Ho cercato di non fare spoiler, ma la malattia non risparmia proprio nessuno, purtroppo!
Un romanzo da leggere, per non smettere mai di sperare!
Linda, all'inizio dell'ultimo anno di liceo, stringe una forte amicizia con Corinna, una nuova arrivata in classe. Costei non è come le altre, che frequentano una scuola pubblica; lei è ricca, troppo ricca, eppure è umile, gioviale, sicuramente più di Raffaella, l'amica di sempre.
Linda inizia a frequentare casa di Corinna, con la scusa dello studio, ma qui, nel diciottesimo di Corinna, conosce il fratello maggiore, Leonardo.
Linda e Leonardo iniziano a frequentarsi, dopo molte telefonate – siamo negli anni '90, quindi immaginate la protagonista per ore appoggiata a un muro con la cornetta tra la spalla e l'orecchio. Poi i primi appuntamenti, uscite nei week-end... Linda ha veramente trovato il suo principe azzurro; peccato, però, come ogni fiaba degna di questo nome, c'è una strega molto molto cattiva.
I due si separano e si ritrovano solo dopo tanti anni, con due vite ripartite zoppe dal giorno in cui si sono lasciati.
270 pagine che non lasciano respiro e che attraversano più di un ventennio, a partire dalle musicassette, passando per i primi pc, fino all'avvento di internet e oltre il covid. Per chi come me ricorda ancora la tragedia dell'Alma in cui è morta la Principessa Diana, si sentirà sprofondare con serenità in queste pagine, trovando sicuramente la propria colonna sonora.
Ho amato ogni risvolto di questo romanzo, anche quello più tragico, perché con semplicità Federica Bosco ci ricorda che di fronte a ogni difficoltà bisogna saper alzare la testa. Mi risuona in testa una frase che mi è stata detta durante la malattia di mamma, e che l'autrice ha ripetuto con altre parole: "le disavventure o il male vengono date a chi ha le spalle larghe per affrontarle". È proprio vero, solo che speravo la mia vita fosse un romanzo e che quei globuli bianchi a mia madre si rialzassero... Ho cercato di non fare spoiler, ma la malattia non risparmia proprio nessuno, purtroppo!
Un romanzo da leggere, per non smettere mai di sperare!
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