Il Fantasma dell’Opera è un classico della letteratura francese, conosciuto dal grande pubblico per l’omonimo musical di Andrew Lloyd Webber e per i numerosi film tratti dal romanzo. Il libro è abbastanza diverso da tutte queste trasposizioni; si tratta di un romanzo horror dalle forti tinte gotiche caratterizzato da uno stile e un’ambientazione ottocenteschi, nonostante Leroux lo abbia scritto all’inizio del Novecento.
Il libro racconta l’amore malato e tormentato del fantasma, Erik, per la soprano Christine Daaé. La donna è allo stesso tempo attratta ed inorridita da lui, e tutta la storia si basa sull’ambiguità del sentimento tra Erik e Christine, con il fantasma che è un’incarnazione del sublime, continuamente in bilico tra grandezza e cattiveria, tra genio e bruttezza. Come viene spiegato da Vieri Razzini nell’introduzione al libro, il rapporto tra Christine Daaé e Erik ricorda molto quello tra Mina Harker e il conte Dracula nel romanzo di Bram Stoker, in cui il mostro provoca mort3 e distruzione per amore.
L’ambiguità di Erik è ciò che lo rende il personaggio più interessante di tutto il romanzo. La domanda che il lettore si pone è sempre: cos’è Erik? È un uomo, un fantasma, un angelo, o un mostro? O forse tutte queste cose insieme? Simile per certi versi al Quasimodo di Notre-Dame de Paris, è un essere brutto, deforme, che abita il monumento, in questo caso l’Opéra Garnier, lo infesta, vive in simbiosi con esso. L’Opera, sia come edificio che come forma d’arte, è anch’essa un personaggio del libro, profondamente legata al mostro; essa è simbolo, strumento e rifugio di Erik e del suo amore tormentato. Il romanzo è quasi interamente ambientato dentro l’Opéra Garnier, ed Erik è ovunque all’interno dell’edificio, lo governa, pur rimanendo spesso invisibile.